Lasciando da parte i mastodontici problemi strutturali e parassitari che abbiamo tutti purtroppo sotto gli occhi e che fanno sì che lo stato italiano favorisca la nascita e lo sviluppo delle imprese tanto quanto l’herpes favorisce lo scambio di baci, ieri sono venuto a conoscenza di una ulteriore follia.
Questo fine impero è costellato quotidianamente di notizie degradanti per la nostra intelligenza, di personaggi degradanti per il nostro senso del pudore, di trovate degradanti che mostrano chiaramente che siamo considerati unicamente come sudditi da sfruttare. D’altronde è perfettamente normale: l’impero sta cadendo e bisogna riuscire a spremere il più possibile i sudditi per ritardare il grande tonfo di qualche minuto.
Quale caratteristica principale deve avere un album techno, o meglio, di techno minimale? Secondo me deve riuscire a condensare e distillare infiniti suoni in pochi battiti decisivi. Deve essere cioè spazio cerebrale inframezzato di beat. In quei battiti deve riuscire ad evocarti un mondo di infiniti suoni. Deve essere un prodotto altamente artificiale: deve essere plastica. Deve essere un complesso tecnopolimero rinforzato di fibra di carbonio e deve essere autoestinguente V0 secondo le normative UL. La musica techno minimale è prima di tutto un prodotto del e per il cervello, la banale natura non è ammessa in questa orgia di artificio.
Il tedesco Hendrick Weber, in arte Pantha Du Prince, secondo me è riuscito a creare un album di minimal techno pressoché perfetto. Il suo Black Noise è la perfezione stilistica e il trionfo dell’inorganico. Black Noise è la razione quotidiana di plastica che il tuo corpo ha bisogno di assumere. Pantha Du Prince ha sintetizzato il Rumore Nero e noi gliene saremo eternamente grati.
Ora teneti forti, vi svelo un segreto segretissimo segretissimissimo: i Veneti sono essere umani e non goblin. Noi Veneti siamo stupidi nella media, ridiamo nella media, ci arrabbiamo nella media.
Stasera alle 20.15 il candidato presidente del Veneto per il PNV Gianluca Panto interverrà al programma radiofonico La Zanzara di Giuseppe Cruciani su Radio 24.
Ogni tanto ascolto quella trasmissione e, conoscendo la stronzaggine e il falso “buon sensismo” del conduttore, mi sto cagando addosso dalla paura. Ma va bene, è sempre un modo per farsi conoscere e noi oggi abbiamo prima di tutto bisogno di farci conoscere dal vasto pubblico.
Jovan Smith è un rapper di Oakland, in California, che si è scelto il pesante moniker di J. Stalin. Il perché lo spiega sinteticamente lo stesso:
He was short like me, but he was always smashin’ on everybody.
J. Stalin è nato e cresciuto nel complesso di case popolari chiamato Cypress Village che, a dispetto nel nome aulico, è un posticino un po’ pesante nel quale vivere. Sì insomma, ci troviamo di fronte al classico rapper che da ragazzino spacciava e che è andato in prigione; un cliché ambulante. Di tutta la sua travagliata vita però a me non interessa niente, infatti non sono di quelli che si guardano troppo ai contorni: io sento la musica.
E qui inizia il bello perché l’ultimo album del nostro J. Stalin, ossia Prenuptial Agreement, è decisamente bello. Le mie orecchie sono abituate ai suoni della costa est ma devo ammettere che ogni tanto non disdegno il salto della quaglia nella costa occidentale. In Prenuptial Agreement si respira il tipico funk e il crunk di quelle località. I testi di questo album di 22 canzoni sono molto spesso pesanti e angoscianti (“sometimes i can’t sleep at night dreaming about the red and blue lights“) e hanno un sapore realista. Se vi piace il genere, un album di street rap che merita.
In questo primo giorno del 2010more veneto, voglio ricominciare a scrivere a pieno regime su questo blog perché…mi è mancato tantissimo! Le ultime due settimane mi hanno prosciugato sia fisicamente che spiritualmente. Sono stato oberato da impegni familiari, impegni lavorativi e impegni di partito.
Ho fatto un’esperienza di vita assistendo in ospedale per quattro giornate la mia futura sposa che ora è più leggera di una pietra. Confermato il mio assoluto non-amore per l’ambiente ospedaliero, persino se si tratta di una signora clinica non fatiscente.
Ci sono nuove prospettive lavorative e io ho già iniziato a sognare il sognabile. Si fa di tutto per stare a galla e chi si ferma è perduto.
Ragazzi, mi sono calato nel nero tunnel della morte nera in triplice copia e ho guardato in faccia l’Orrore Puro chiamato Burocrazia Italica. Aiutare a presentare il PNV alle prossime regionali è stato distruttivo dal punto di vista fisico (e c’è tanta gente che ha fatto moooolto più di me) ma ora con ancora più cognizione di causa posso dire che all’interno di questo Stato non c’è futuro.
A proposito di elezioni, la politica è proprio una cosa ridicola: prova ne è il fatto che anch’io in queste regionali sono candidato nella provincia di Verona; ma di questo parlerò più avanti Sono qui, son tornato e nonostante che questo marzo si preannunci di fuoco, cercherò di non assentarmi più. Concludo quindi parafrando la poetessa J.Lo: I’m still Yoshi from the blog.
sto blog mi a lo podarìa anca considerar on prodoto editorial. l'è axornà (deboto senpre) na olta par dì e par mi el xe anca piasè belo de on quotidian. prima de sbanpolar però gavì da capir ca mi no so mia talian e no scrivo mia da l'italia; infra on pochi de ani anca a livel formal, staxìne serti. xontèghe che el server ndo che xe ospità sto blog el xe inte i stati unii. par strenxar, el mesajo final el vol esar: caranba e polisioti postali taliani no staxì a ronpar i cojoni co putanade cofà "la legge n. 62 del 07.03.2001"