Un lungo applauso

Accetto, ma non condivido queste dimissioni. Non le condivido perché arrivano dopo una leadership impeccabile.

Giane è stato il motore dietro la fondazione del primo partito indipendentista veneto, una impresa possibile solo grazie a un raro mix di coraggio, visione, intelligenza, esperienza, e tanto ma tanto lavoro.

Il coraggio non è tanto per il fatto di aver rotto il ghiaccio rivendicando un diritto proibito fino a un anno prima, ma per essersi esposto e dato da fare senza aspettare nient’altro. Non è cosa da poco avventurarsi con la certezza che i numeri devono arrivare dopo, e non prima delle azioni.

Ci vuole una grande visione, una convinzione come nel film L’uomo dei Sogni con Kevin Costner. If you build it, they will come. Invece di lagnarsi che non ci sono più i veneti di una volta, Giane ha fatto, perché se lo costruisci, loro arrivano. E come nel film, abbiamo iniziato a venire fuori dal campo di pannocchie, veneti validi, che prima di Giane tanti nemmeno sapevano di volerlo questo Stato Veneto.

La sua linea politica chiara e onesta ha qualcosa di magnetico: dritti verso l’indipendenza, senza farsi distrarre. Qui è questione di perseveranza, ma anche di tanta intelligenza che si rispecchia su tutta l’originalità del PNV, dalla profondità dei programmi alla viralità di un messaggio attraverso i nuovi mezzi di comunicazione.

Un messaggio che in questi due anni non ci ha mai fatto perdere un colpo. Una esperienza e una intuizione politica che non ha paragone, e non solo dentro questo giovane partito. La sua leadership ci ha salvato più di una volta e permesso una continua crescita.

Questa crescita noi non la misuriamo in risultati elettorali (quelli arriveranno tutti di botto), ma in un costante aumento in quantità e qualità di persone. Il frutto di un mastodontico lavoro del nostro Giane.

Per tutte queste ragioni e tante altre, io non condivido questo passo indietro del nostro capitano. Accetto questa decisione con fatica, ma capisco le motivazioni e vi invito tutti a salpare per questa nuova sfida. Per arrivare all’indipendenza non basta un referendum, ma ci vuole anche una intera classe dirigente nuova. I partiti dirigisti basati sul culto della personalità saranno anche ben oliati, ma sono efficienti prima di tutto a mantenere lo status quo tramite la loro rete di vassallaggio.

Noi adesso arriviamo e rovesciamo tutto. Adesso toccherà a un altro/a governare questa nostra barchetta. Non abbiamo paura di passarci il timone, perché siamo partiti sì con una barchetta, ma arriveremo a destinazione con una flotta.

Lodovico Pizzati
Presidente PNV

Anch’io non condivido la scelta di Gianluca Busato di dimettersi da segretario e sarei tentato anche di non accettarla. Gianluca è il motore per nulla immobile del PNV e ho paura che senza la sua guida da segretario, tutto vada in frantumi. Però poi pensandoci bene, penso che questa sia una vera e propria prova di crescita: il partito orizzontale e policentrico non si deve trasformare nell’ennesimo partito a conduzione stalinista. Il partito che nel suo statuto per la propria organizzazione interna abbozza l’idea di confederazione anti-centralistica e a democrazia diretta che vorremmo per il Veneto indipendente non deve basarsi sull’abnorme lavoro di un manovratore. O si riesce ad andare avanti e crescere così o è inutile e dannoso andare avanti.

Un lungo applauso a Gianluca Busato anche da parte mia.