L’islamofobia è un vaccino contro il totalitarismo

Scriveva Stefano qualche giorno fa riguardo al fallito attentato in Times Square:

E’ evidente che a spingere Shahzad – e molti come lui – è il suo islamismo radicale e non presunte condizioni di svantaggio sociale. E’ cioè una fede, l’Islam, a fargli credere che sia giusto sterminare innocenti, colpendo nel mucchio con un’autobomba, perché occidentali e dunque infedeli. Questo non significa che chiunque aderisca, più o meno tiepidamente, all’Islam sia destinato a diventare un terrorista, si badi bene, ma è inutile fingere che ciò non avvenga con più probabilità tra chi crede all’Islam rispetto a chi crede in altre religioni. Si può, per principio, ritenere che tutte le religioni monoteistiche siano dannose per gli esseri umani, ma non si può nemmeno negare che le religioni non sono tutte uguali, non tutte si trovano al medesimo stadio di sviluppo sulla via di una progressiva laicizzazione effettiva. All’atto pratico non tutte le religioni sono uguali. E gli atti di terrorismo, nel mondo, sono in gran parte provocati da islamisti: questo è un dato di fatto. Oltretutto non si tratta né di un pregiudizio né di illazioni: sono i terroristi stessi a invocare la loro fede per spiegare quello che fanno. Siamo noi, invece, che non vogliamo credergli.

Non potrei essere più d’accordo con le sue parole. Chi oggi nelle nostre società continua a guardare con occhio benevolo questa infiltrazione fondamentalista perché fa tanto etnico e poverini son poveri proprio non riesce a capire che ha firmato la condanna a morte per la nostra malmessa libertà. Oggi l’Islam è la religione dalla quale dobbiamo guardarci perché la più vitale nel mondo dal punto di vista fondamentalista e la più propensa all’espansione territoriale attraverso l’emigrazione. Chi continua a non capirlo ha dell’empio prosciutto sugli occhi.

Lars Villks è uno dei famosi fumettisti che ha fatto una vignetta “blasfema” su Maometto nel 2007 e che per questo rischia la morte (una taglia di 100.000$ sulla sua testa). Ieri all’università di Uppsala in Svezia è stato aggredito da un gruppo di ferventi credenti che al grido di Allah akbar volevano tappargli la bocca senza andare per il sottile. La cosa più sconvolgente è che in Europa una vastissima parte della popolazione pensa che in fondo personaggi come Villks se lo meritino e che se non si critica o deride la religione, soprattutto quella islamica ché è la più permalosetta, è meglio. Insomma, ci stiamo auto-castrando della nostra libertà di parola e di espressione conquistata nei secoli e stiamo accogliendo a braccia aperte persone che hanno come chiodo fisso quello di trasformare la nostra società laicizzata in un medioevo islamico.

L’islamofobia, ossia il non poter e voler sopportare le prepotenze islamiche, è un vaccino contro il totalitarismo e ad ognuno di noi dovrebbero drizzarsi le antenne quando vediamo scene come quella del video qui sotto. Io sono islamofobo e non voglio vivere in una società che accoglie queste merde islamiche.