It’s the law!

Negli Usa può capitare di vedere un cartello stradale, per esempio, che ricorda di allacciare le cinture con sotto la perentoria scritta “it’s the law“. Questa scritta mi ha lasciato molto perplesso perché sottintende una forma mentis da schiavo: devi obbedire alla legge perché è la legge. Certo, stiamo parlando di un cartello e non di un saggio sulla morale, non si può scrivere un tema sotto un cartello. Però almeno un “for your safety” non sarebbe stato un po’ più carino? Obbedire alla legge in quanto legge è un atteggiamento stupido perché azzera lo spirito critico e può farci commettere crimini legali; d’altronde nella Germania nazista la persecuzione degli ebrei era legale, ma non per questo giusta.

Personalmente ritengo sbagliate tutte quelle leggi svincolate dal principio di non aggressione. Ossia non reputo giuste e da seguire per forza in quanto tali tutte quelle leggi nelle quali non c’è vittima: assumere droga non consentita dalla legge, usare le cinture di sicurezza, indossare il casco, etc etc. Questo non vuol dire che io faccia per forza uso di droghe o non allacci le cinture o non mi metta il casca quando vado in Vespa, ma solo che non reputo accettabile e passabile di azione giudiziaria o di multa chi fa il contrario. Questo perché non si sono lese la libertà, l’incolumità o la proprietà di nessuno. Nessuna apologia di reato, ma penso che la massima di “vivere come se lo Stato non esistesse”, in questi casi sia ancora più valida.

Se proprio vogliamo trovare una vittima, si potrebbe argomentare che la vittima è l’utilizzatore stesso di droga o l’incosciente senza cinture o casco, vittima della sua stessa cattiva condotta di vita. Capite anche voi però che qui si ricade nel paternalismo più insulso. Condizione però nella quale ci troviamo di fatto già oggi: leggi paternaliste che ci trattano tutti come dei bambini incapaci di decidere per noi della nostra stessa vita. La mia non è una posizione “semplicistica”. Dando alle persone quella cosa chiamata libertà unita a quell’altra detta responsabilità, si innesca un circolo virtuoso. Una società nella quale tu sei libero ma sai di essere responsabile al 100% delle tue azioni è una società sana nella quale le persone non si nascondono dietro patetiche scuse per la loro condizione e che sono stimolate a migliorarsi.

Dal mio punto di vista, non si dovrebbe mai dire: “se così vuole la legge…“. La legge non è mai divina ma sempre una norma creata da uomini che, in quanto uomini, sono passibili di errore. Molto spesso, una sacrosanta disobbedienza è la cosa più morale da attuare. It’s the law ‘sto cazzo.