
Ascoltiamo due spezzoni tratti dalla puntata di venerdì 4 giugno di Nove in punto, la versione di Oscar di Oscar Giannino per non dimenticare che i governanti di Gaza, cioè Hamas, non sono Momma Theresa e che il mondo arabo attorno Israele non è esattamente il vicino che ti presta il sale quando l’hai finito.




4 Responses to “Simpatici portatori di un’opinione politica”
Yoshi, negli anni mi sono reso conto (e in parte ti ringrazio anche di questo) di quanto il soggetto in questione debba necessariamente essere analizzato con logica razionale evitando il più possibile i facili slogan e i punti di vista preconfezionati.
Come ogni argomento (soprattutto politico) particolarmente polarizzato è importante sentire più campane possibili – soprattutto da fonti indipendenti – ed è quello che cerco di fare, ma non mi pare che questo sentimento sia presente quando si tratta di Israele.
Nello specifico: sì, hamas è un gruppo terroristico di fanatici religiosi (i peggio, a mio avviso). Ma davvero questo giustifica una punizione collettiva? E soprattutto: è una misura efficace? Non è anche perché – come suggerisce l’Economist nell’ultimo numero – il fatto di non avere un partner affidabile rimanda il problema di affrontare le questioni più sensibili per la destra, soprattutto religiosa come lo status di Gerusalemme e dei coloni?
E quest’ultimo è solo uno dei tanti aspetti di una situazione che non può e non deve essere ridotta ad una visione in bianco e nero.
Israele fa così tante punizioni collettive che quando c’è da bombardare un palazzo di civili del quale Hamas si fa scudo per lanciare missili, l’esercito lancia ore prima dei foglietti in arabo per informare i residenti. Poi però è l’esercito israeliano il nazista.
Ripeto la domanda di Giannino: come si fa a parlare con chi ti vuole sterminare sul serio e non a parole? Io, se uno ripetutamente cerca di uccidermi, attuo il mio diritto all’autodifesa e lo anniento, altroché tavole di pace. Ripeto: come si fa a parlare con chi non riconosce il tuo diritto neanche ad avere una forma statuale, ma persino ad avere una vita. Se la stragrande maggioranza dei palestinesi sono così contenti di avere al governo Hamas, beh, permetti che la responsabilità della loro situazione sia un pochino anche loro, no?
Io parlavo dell’embargo, non delle tattiche da sporca guerriglia. E no, non credo che l’intera popolazione vada punita perché la maggioranza ha votato un certo partito.
Comunque, se mi permetti, sull’obbiettivo di rendere Hamas innocuo siamo entrambi d’accordo. E’ la strategia che mi sembra fallimentare.
E se posso aggiungere ancora qualcosa, il ricorso all’emozionalità – principalmente la paura – è proprio il problema a cui mi riferivo sopra.
Preferisco valutare le varie strategie a mente fredda per raggiungere in modo più efficace l’obbiettivo (comune, ricordo).