
Il mio essere a favore del libero possesso e del libero girare per strada con un’arma deriva anche dal fatto che episodi come questo potrebbero terminare in maniera differente, ossia con una bella pallottola nel corpo del violento aggressore. Voi direte: se l’aggredito potesse girare con un’arma, lo stesso potrebbe fare l’aggressore. Sì, ma in quel caso almeno se la vedrebbero alla pari.
Non esiste nessuna giungla nel libero possesso di un’arma. In Svizzera, Canada, etc etc il possesso di armi da fuoco è una consuetudine e quei paesi non sono certo delle giungle. Il diritto all’autodifesa all’interno dello stato italiano è negato; e questo a me non va bene.




6 Responses to “A volte quello che serve è semplicemente una pallottola”
ma finchè è negato abbiamo ancora il krav maga
furbo sei ^__^
che se prendevi per esempio il negoziante che gli sfasciano la vetrina e lo prendono a clci i black block (si scrive così?) poi dovevi vedertela con i commenti indignati…
pigliati il porto d’armi, in casa si può tenere quel che vuoi, poi non fare come me che lascio le cartucce in garage però
Svizzeri e canadesi sono persone civili.
Italiani e statunitensi no. Quindi è meglio non avere armi.
io sono civile (se per civile intendi una brava persona, e ragionevole) e sono italiano, e sono anche sicuro che esistano svizzeri o canadesi incivili
se la si guarda da questo punto di vista, caro Leppie, non se ne viene più fuori
Nomedelblog, davo per scontato un “per la maggior parte”.
@nome: “furbo sei ^__^” rientra nella mia strategia di “friendly libertarian” per smarcarsi dall’immagine dei libertari come destrorsi integralisti religiosi
@leppie: il tuo mi sembra un ragionamento un po’ razzista e collettivista però. come dire che tutti i gay hanno buon gusto