L’intervista in questione l’ho sentita anch’io ed è stata un’esperienza surreale.
boku wa
compiled just for you
italy is not my cup of tea
la mojere
likely lads
lexì valà
sto blog mi a lo podarìa anca considerar on prodoto editorial. l'è axornà (deboto senpre) na olta par dì e par mi el xe anca piasè belo de on quotidian. prima de sbanpolar però gavì da capir ca mi no so mia talian e no scrivo mia da l'italia; infra on pochi de ani anca a livel formal, staxìne serti. xontèghe che el server ndo che xe ospità sto blog el xe inte i stati unii. par strenxar, el mesajo final el vol esar: caranba e polisioti postali taliani no staxì a ronpar i cojoni co putanade cofà "la legge n. 62 del 07.03.2001"




9 Responses to “Il manuale per lo schiavo perfetto”
I sette decimi?
Comunque se non fosse così populista ci si potrebbe anche discutere, pure la zia vecchia, perlomeno non suora.
Tutti quelli che aiutano a pagare le tasse avranno altre fonti e testi da consultare, immagino, quindi poi a chi sarebbe dstinato, al singlo contribuente?
@leppie: non so siano proprio 7/10. sommando tutto si supera abbondantemente la metà, magari 7/10 è una stima troppo grande; ma anche no. Facco è un istrione che alle volte può stare sul cazzo e io non condivido sempre tutto quello che dice nei suoi video però ha il merito di sbattere in faccia argomenti e fatti che altrimenti passerebbero via tranquillamente.
@nome: nell’intervista si diceva esplicitamente che l’annuario è destinato al pagatasse comune
@leppie:
http://www.libertiamo.it/Multimedia/Tartassati.pdf
La tarsu è un servizio. Se non fosse una tassa dovresti pagare l’omino che che la porta via. 100%??
Idem per le tasse scolastiche. 100%?? Io sarei per istruzione totalmente gratuita per tutti, legata unicamente al rendimento (se non fai nulla senza buoni motivi ti caccio), ma metterla nelle tasse al 100% mi sembra disonesto, molto disonesto.
E poi buffo, fanno in modo che l’operaio non metta via nemmeno un centesimo.
Vista la metodologia, non analizzo ulteriormente.
@leppie: di solito a me i servizi piace scegliermeli. quando telecom ci appioppa servizi che non abbiamo richiesto ci incazziamo giustamente. se ci fosse libertà di scelta e di concorrenza tra aziende per la raccolta dei rifiuti, stai sicuro che pagheremmo di meno e avremmo un servizio migliore. idem per l’educazione e tutto il resto
Posso essere d’accordo. Ma quando fai i conti su “quante tasse paghi” è parecchio disonesto farlo nel modo indicato nel documento.
Perché se non ci fossero tasse, dovrei comunque pagare il rifacimento delle strade (che usi o no l’auto), l’illuminazione (che esca o no di sera). O pensi di fare delle tessere per cui se non paghi i lampioni allora te ne stai a casa o devi mettere la benda sugli occhi quando esci di notte?
Però dire che l’alternativa è “pago le tasse fino al due gennaio” e poi sono soldi miei è imbrogliare, imbrogliare pesantemente. Capisco mettere nelle tasse l’iva sul servizio sanitario, o sul tabacco. Ma non la Tarsu. Non le tasse scolastiche.
Su quale sarebbe il servizio migliore, ci sarebbe da discutere, ma è una questione diversa. Anche perché varia da servizio a servizio. Le reti ferroviarie e stradali non possono che essere (essenzialmente) uniche, anche se gestite, anche a tratti, da società diverse. Come la rete fognaria, o idrica.
Come è un discorso diverso decidere se si debba o meno “contribuire” (in qualunque modo) a fondi per l’istruzione pure se non si hanno figli da mandare a scuola.
Io qui stavo solo valutando la facile retorica di Facco.
>Capisco mettere nelle tasse l’iva sul servizio sanitario, o sul tabacco
Scusa, mi sono reso conto che potrebbe essere male interpretato: vuol dire
Capisco prendere in considerazione…
leppie questa citata sopra non c’entra con facco, facco citava altre fonti che davano comunque una pressione fiscale tra il 60 e il 68%.
Ad ogni modo tutte le tasse hanno un equivalente di spesa pubblica come uscita, altrimenti l’italia avrebbe un surplus di bilancio mastodontico, quindi non vedo il nesso, rimane il fatto che i rifiuti, ad esempio pigliano i soldi anche se non hai bisogno del servizio, e godono di un monopolio legale, se fosse concessa della concorrenza quanto si pagherebbe? alla fine quello che fornisci con la raccolta differenziata sono materie prime, fertilizanti e carburante, vicino dove abito io ci fu un piccolo collettore di immondizia privato che pagava la tua immondizia relegato a piccoli comuni perchè ovviamente mancava dell’ammanicamento con i politici locali, ovviamente non può farequesto lavoro gratis, anche se gli converrebbe, perchè il monopolio della monnezza prevede che come la busta di immondizia esce di casa tua non è più di tua proprietà, quindi non puoi raccogliere l’immondizia neanche gratis.