Che bello. Che bello. Che bello! In macchina, davanti al computer, allo stereo, dall’iPhone con le cuffie: non faccio altro che ascoltare il nuovo album dei Roots, ovunque. Il nuovo album dei Roots è la quintessenza della figaggine, della blackness, della musica di qualità che incontra il mainstream. Detto in termini più chiari: How I Got Over dei Roots è devastantemente perfetto.
La caratteristica dei Roots, se non lo sapete, è quella di essere una hip hop band, ossia fondamentalmente fanno rap (ma non solo) con musica suonata con “strumenti veri”. I Roots sono un gruppo sul quale fare affidamento. Nonostante qualche passetto falso in passato, sai che loro sono sinonimo di qualità e di musica che non si può definire se non come figa. Il piacere fisico che provo ascoltando How I Got Over deriva dal fatto che è un album fatto da Professionisti con la P maiuscola (come scrive Pitchfork) e c’ha un groove che spacca dalla prima all’ultima canzone; e scusate la terminologia da brodah.
La grandezza di questo album è dovuta anche ai tanti ospiti che impreziosiscono le canzoni: Jonh Legend, Dice Raw, Joanna Newsom, Monsters of Folk, etc etc. Quasi ogni canzone di avvale di collaborazioni che rendono l’album vario ma sempre rootslostico. Per quanto mi riguarda, sicuramente un album destinato a restare.



