Buraku

il blog di Yoshi

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A life of privilege

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Umar Farouk Abdulmutallab, the 23-year-old Nigerian man charged with trying to blow up a transatlantic flight on Christmas Day, appears to have lived a life of privilege. As the son of one of Nigeria’s most prominent businessmen he had access to international travel and a world-class education. He has been described by one former British teacher as a dream student. (qui)

Non mi stupisco molto per il fatto che un ragazzo istruito e ricco possa aver abbracciato l’idea terrorista islamica. Mi stupisco invece di quelli che si stupiscono. Sembra infatti che tanti non abbiano ancora compreso la differenza tra istruzione e intelligenza. Ossia, sembra che l’idea secondo la quale basti fare le scuole e conoscere per essere persone intelligenti sia molto comune.

Tanto per restare vicini a noi, dovremmo ricordare che le Brigate Rosse sono state fondate da gente che andava all’università e che il loro scopo era quello di “indicare il cammino per il raggiungimento del potere, l’instaurazione della dittatura del proletariato e la costruzione del comunismo anche in Italia” attraverso azioni terroristiche, ossia assassinii a sangue freddo. Non so se mi sono spiegato: questi qui uccidevano delle persone per far arrivare al potere un’ideologia totalitaria; e andavano all’università…e avevano un folto seguito di simpatizzanti tra intellettuali e studenti! Perciò penso sia di per sé evidente che l’istruzione non è sinonimo di intelligenza.

Nemmeno lo è l’essere benestanti. Ovvio che i ricchi non sono intelligenti per il fatto di essere ricchi. Però si pensa per esempio che i problemi che si possono avere in quelle città occidentali con forti presenze mussulmane nelle quali emergono fenomeni di estremismo islamico potranno essere  superati quando anche in quei settori della popolazione arriverà un po’ di benessere. Perché si sa, agli occhi di molti “i dannati della Terra” hanno una sorta di giustificazione morale per gli atti criminali che compiono, poverini. Le dinamiche però non sono così semplici e così lineari. Ossia, come si è visto per esempio in occasione degli attentati del 2005 alla metropolitana di Londra, gli attentatori non erano immigrati poveri appena arrivati in città. Ossia, si può abbracciare l’ideologia terrorista anche se si è nati e cresciuti a Londra senza particolari disagi.

Abdulmutallab è un giovanotto di 23 anni, è istruito ed è figlio di un Nigeria’s most prominet businessmen, non esattamente il figlio zoppo della serva. Questo secondo me dovrebbe essere uno sprone per farci considerare con un po’ più di attenzione la religione che attualmente è la più problematica a livello globale. Ossia, non è che si diventa terrorista islamico perché povero e ignorante; almeno, non solo. Il problema è che attualmente in ampli settori dell’Islam si trova una diffusa cultura di violenza e di conquista che non si risolve dando loro un po’ di benessere. Fino a quando questa diffusa cultura non sarà relegata dai mussulmani stessi ad aspetto marginale e fino a quando l’Islam non subirà la secolarizzazione subita, per stare dalle nostre parti, dal Cristianesimo, io starei sempre ben attento a favorire penetrazioni massicce dell’Islam nelle nostre società. Forse sbaglierò, ma continuo a pensare che più Islam voglia dire meno libertà per tutti.

Written by Yoshi

December 29th, 2009 at 1:37 pm

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Defamation of Religions

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The United Nations General Assembly has handed yet another victory to Islamic states in their push to curtail freedom of expression out of “respect” for religious beliefs. On Friday the U.N. General Assembly passed a resolution combating the so-called “defamation of religions.”   The resolution, sponsored by the Organization of Islamic Conference, was adopted with 80 votes in favor, 61 votes in opposition, and 42 abstentions.  (Similar measures have been adopted for the past five years in a row.  Last year 86 member states voted in favor of the resolution.)

The “defamation of religions” resolution is both unnecessary and misguided.  It subverts longstanding principles of human rights law by empowering governments and clerics who seek to silence or intimidate religious dissidents, religious minorities and nonbelievers.  Existing international law already protects individuals from discrimination and from expression constituting incitement to violence.  UN experts agree that the concept of “defamation of religions” is an improper legal instrument for addressing the problem of discrimination based on religion. Asma Jahangir, the United Nation’s outgoing special rapporteur on freedom of religion or belief, has cautioned that resolutions targeting “defamation of religions” can be used to legitimize anti-blasphemy laws that “punish members of religious minorities, dissenting believers and nontheists or atheists.”

Fortunately, the General Assembly resolution is non-binding against U.N. member states.  Yet defenders of religious liberty and freedom of expression should not dismiss the resolution as meaningless.  A movement is afoot at the U.N. Human Rights Council in Geneva to incorporate the “defamation of religions” concept in binding international treaties. In addition, the General Assembly’s resolution gives cover and comfort to governments that stifle freedom of expression.  Pakistan’s blasphemy laws, for instance, carry mandatory sentences of death or life imprisonment, and are frequently used against members of the Ahmaddiya community, a peaceful minority Muslim sect. Ireland passed a law earlier this year imposing a €25,000 fine for “blasphemy” and empowering authorities to raid publishers suspected of harboring copies of “blasphemous statements.”  Earlier this year the Organization of Islamic Conference (OIC), the group backing the “defamation of religions” resolution before the General Assembly, incorporated the language of Ireland’s anti-blasphemy statute verbatim in a UN ad hoc committee resolution that would add the “defamation of religions” concept to binding international treaties.  The UN General Assembly’s non-binding resolution lends a patina of respectability to these and other anti-blasphemy measures. (qui)

L’Onu si dimostra ancora una volta un luogo più pericoloso che inutile. Un luogo che, lungi dall’essere quel consesso di Stati all’interno dei quali viene rispettata la libertà dell’individuo, è in realtà una potentissima arma nelle mani di Stati feccia che, forti dei numeri, fanno il bello e il cattivo tempo guadagnando una vetrina internazionale e una assurda patina di rispettabilità. E così la lunga serie di condanne a Israele, la presidenza libica alla Commissione dei Diritti dell’Uomo, etc etc.

Con quest’ultima risoluzione si aggiungono risate a risate, se vogliamo prenderla sul ridere. Se invece vogliamo prenderla seriamente, bisogna constatare che gli Stati islamici stanno utilizzando in modo molto proficuo gli strumenti che vengono messi loro a disposizione. Con questa risoluzione contro la “diffamazione delle religioni”, che sicuramente sarà salutata con gioia dal vaticano, si assiste all’ennesimo attacco contro la libertà di espressione. Libertà di cui i pii islamici (e da noi il clero cattolico) proprio non vogliono sentir parlare. La cosa più triste è che spesso sono spalleggiati da ferventi terzomondisti nostrani che sono così presi nel capire il disagio, cercare il dialogo, interpretare le necessità, che non si accorgono di stare svendendo la nostra libertà.

Io però ho sempre bene impressa nella mia mente la vignetta sotto riportata.

Written by Yoshi

December 21st, 2009 at 11:48 pm

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Obiettivo sbagliato

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La domanda da porsi secondo me non è tanto “in Arabia Saudita permetterebbero la costruzione di campanili?” ma piuttosto “le società occidentali sono mediamente più evolute delle società islamiche?“. Infatti io ritengo scontato che le nostre società occidentali siano, grazie alla secolarizzazione e alla loro storia, infinitamente migliori delle società nelle quali l’Islam detta regole.

Da un certo punto di vista, potrei anche capire e approvare la vittoria nel referendum svizzero che vieta la costruzione di minareti perché al giorno d’oggi l’Islam è soprattutto ancora un movimento politico che mira a ricreare nelle società occidentali una nicchia che si allarga sempre di più e che reclama per sé e per gli altri le stesse regole liberticide che vigono nei Paesi islamici, ossia non è ancora secolarizzato come la maggior parte del cristianesimo. Vietando il potente simbolo dei minareti, si vorrebbe dire chiaramente che la Svizzera è e rimarrà un Paese libero nel quali le regole sociopatiche dell’Islam non hanno diritto di parola. Tuttavia a mio avviso questa è una considerazione tirata per i capelli perché resto convinto che se un gruppo di persone compra un terreno, ovviamente conformandosi alle regole locali, deve avere la libertà di costruire su quel terreno privato anche un minareto. Vietando su tutto il suolo della Confederazione la possibilità di costruire minareti si afferma che non esiste nemmeno un luogo, magari in periferia o in una zona industriale, nel quale un minareto non sia un pugno in un occhio. Questo ovviamente è falso.

Le società occidentali sono mediamente più evolute delle società islamiche perché qui vige, dove di più e dove di meno, la libertà dell’individuo. Se gli Svizzeri non vogliono minareti, non dovrebbero vendere i terreni a chi vuole costruire minareti o, al limite, dovrebbero votare delle regole cittadine per limitare la costruzione di minareti. Fermare il pericolo islamico vietando in toto la costruzione dei minareti è come cercare di bloccare l’influenza vietando di dire la parola “influenza”.

Ovviamente, dei scontati piagnistei islamici sui cattivi occidentali non mi interessa nulla perché la domanda “in Arabia Saudita permetterebbero la costruzione di campanili?” non ce la dobbiamo porre a noi, ma a loro sicuramente sì.

Written by Yoshi

November 29th, 2009 at 11:29 pm

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La scuola italiana è una croce

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Perché volete che i soldi che lo Stato mi ha estorto, a me ateo religiofobico, servano anche per i vostri simboli religiosi e per i vostri insegnanti di religione?

Poi basta, ché son stufo.

Written by Yoshi

November 4th, 2009 at 5:36 pm

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La strada che sembra la più breve

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In the case leading up to Tuesday’s ruling, a woman said she was sold expensive life-improvement courses, vitamins and other products after taking a personality test. A second woman alleges she was fired by her Scientologist boss after refusing to undergo testing and sign up to courses. The organisation denied that any mental manipulation took place.

The court was unable to impose a ban because of a legal amendment that was passed just before the trial began, preventing the banning of an organisation convicted of fraud. However, that amendment has now been changed. “It is very regrettable that the law quietly changed before the trial,” Georges Fenech, the head of the Inter-ministerial Unit to Monitor and Fight Cults, told French TV. “The system has now been put in place by parliament and it is certain that in the future, if new offences are committed, a ban could eventually be pronounced,” he said.

A lawyer defending Scientology’s operations in France said there would be an appeal. Eric Roux, a spokesman for the Celebrity Centre, urged France to recognise Scientology’s “legality”. “Religious freedom is in danger in this country,” he said. (qui)

Io sono tra quelli che pensano che Vanna Marchi non avrebbe dovuto fare un secondo di carcere perché non ha rubato a nessuno ma solo convinto, grazie alla credulità, delle persone a darle molti soldi. Quello che Vanna Marchi spacciava erano tutte cazzate? Ovviamente sì, ma volete iniziare voi a stilare una lista di quello al quale è permesso credere e le cose che sono giuste e quelle che sono sbagliate? Siete proprio sicuri di volerla fare questa lista e siete proprio sicuri che dopo saremo tutti più liberi, più al sicuro e più intelligenti? Io ne dubito fortemente. Siete davvero convinti che la vostra way of thinking debba essere imposta alle altre persone? Fino a quando Vanna Marchi non mi punta una pistola contro e mi ordina di consegnarle tutti i miei soldi, può urlare quanto vuole che se il sale non si scioglie io sono nella merda, ma io, grazie alla mia razionalità, continuerò allegramente a mandarla a cagare. Molta gente non ha questa razionalità e casca nella sua trappola per creduloni. Mi dispiace molto ma se accetto il principio che lo Stato debba fare da balia  stilando una lista di credenze consentite e credenze non consentite, allora la porta è aperta, spalancata, allo Stato etico e allo Stato tutore; e io non accetto questo. Mi dispiace molto per quelle persone ma sinceramente non vedo differenze tra la vecchina che sputtana la sua pensione con Vanna Marchi e la vecchina che lascia la sua eredità al prete del paese (magari indotta sul letto di morte dalla promessa del paradiso…) perché si rifaccia la canonica. Per me sono entrambi degli sprechi immani di soldi, ma non mi sogno di limitare la possibilità delle persone di usare i propri soldi come meglio credono. Se dopo si pentono della scelta, mi spiace per loro ma avrebbero dovuto pensarci prima.

In Francia Scientology è stata condannata per frode e a me questo sembra un caso come quello di Vanna Marchi. La mia anima (ah ah) religiofobica potrà trarre venti secondi di godimento, ma mi rendo subito conto che questa è una strada che sembra la più breve e la più efficace contro la stupidità indotta dalla religione ma che in realtà non porta nulla di buono. Scientology mi è simpatica come una sveglia alle 6:00 di domenica mattina ma, mi ripugna dirlo, concordo con il rappresentante francese di Scientology quando dice che la libertà religiosa in Francia è in pericolo. Questi fenomeni si combattono limitando la libertà (anche libertà di sbagliare) delle persone? Io penso di no. Al contrario, penso che le nefandezze di queste religioni o pseudo-religioni si combattano con più libertà. Scientology (o la chiesa cattolica o i mussulmani o gli ortodossi o i zoroastriani etc etc) può provare a infinocchiare chi vuole con le sue baggianate sugli extraterrestri e con il sorrisone di Tom Cruise, noi però dobbiamo essere liberi di dire ai quattro venti che queste sono, appunto, baggianate e che Tom Cruise è finito come attore dopo Top Gun. Ossia, dare la possibilità alle persone di farsi un’idea, di conoscere per scegliere e, se scelgono di buttare via i soldi, affari loro.

Invece mi sembra che Scientology sia parecchio arrogante contro la satira e le critiche che le vengono rivolte e, nello stesso tempo, molti governi abbiano la voglia matta di bandirla. Quindi, da una parte viene negata la libertà di opinione (sia essa diffamazione o meno, io non faccio differenze), dall’altra viene negata la libertà di confessione (sia essa con intenti alti o bassi, io non faccio differenza). Due cose negative non fanno una cosa positiva. Io penso infatti che più libertà, e non meno, sia la strada giusta che sul lungo periodo porterà dei vantaggi. Purtroppo mi sembra però che tutti, keynesianamente, ragionino sul corto periodo e siano contenti di vedere la libertà ridotta.

Written by Yoshi

October 28th, 2009 at 5:06 pm

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Urqa!

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Ammetto di non potermi fregiare del titolo di amico dell’Islam né di amante delle tradizioni islamiche e, ahimè, nemmeno di tollerante nei confronti di questa religione totalitaria. Insomma, sono decisamente islamofobo, perché ritengo che non avere paura di questi invasati fascisteggianti la cui goduria suprema è quella di limitare la libertà di tutti sia un atteggiamento decisamente autolesionita. Per carità, liberi di fare i masochisti, ma non coinvolgete anche me nei vostri sordidi giochetti kinky.

Dicevo, l’Islam e tutto il corollario che ne segue mi fanno decisamente schifo ma penso che ci sia modo e modo per combattere questa minaccia tanto amata (i kinky di cui sopra) dai nostri cari fautori progressisti dell’autodistruzione. Da quello che ho sentito, mi sembra che ora vada di moda proporre leggi sull’abbigliamento coprente. Ossia, quei cari ragazzi della Mastella Nord sono intenzionati a vietare il famoso burqa; per motivi di sicurezza, dicono. A me invece questa proposta sembra possa essere riassunta e spiegata con un gnè gnè gnè; una legge che serve tanto per dare un dispiacere a qualche zelante maomettano.

Il nostro caro sindaco Tosi si è, come al solito, spinto oltre dicendo che:

il burqa è già vietato in quanto nasconde il volto. Ci tocca però intervenire perchè questo sistema buonista finora ha tollerato tutto. Ora basta.

Tosi ha detto una cosa giusta. Una legge che vieta di mascherare il volto in casi non motivati (tipo carnevale) c’è già. Il fatto però è: vi sembra una legge degna di uno Stato nel quale vivono persone libere? A me no. Vietando alla donna di andare in giro in quel modo orrendo, si risolve il problema islamico? Ossia, si risolve il fatto che gruppi crescenti di persone reclamano e reclameranno sempre di più (gli altri Stati europei insegnano) in nome della loro religione limitazioni alla libertà di tutti (tipo la libertà di espressione)? A mio modo di vedere no. Limitare la libertà di una persona persino nel vestirsi non è esattamente la soluzione, ma piuttosto un leggerissimo palliativo che serve solo ed unicamente a catàr su voti di cittadini frastornati e impauriti. Non sono ingenuo. Sono perfettamente consapevole che le donne che indossano quella prigione di vestito nel 95% dei casi sono costrette dall’ambiente familiare oppressivo. Perché allora, invece di inventarsi ogni giorno nuove regole, non si dice chiaramente (e lo si pratica!) che mai e in nessun caso si verrà meno nel considerare ogni persona libera. Libera di disegnare vignette considerate sacrileghe, libera di ribellarsi alla catene familiari oppressive, libera di andare in giro con l’ombelico di fuori e le mutande in vista, libera di togliersi il burqa perché qui la sharia non esiste. Libero io di indicare per strada una donna con il burqa e riderle dietro per il suo abbigliamento idiota, ma libera lei di indossarlo. Libero io di pretendere piscine private burqini-free (penso sia anti-igienico e sacrilego per la mia religione delle curve in vista), ma liberi i feticisti malati del burqini di farlo usare nelle loro eventuali piscine private. Libero io di pensare che una massiccia immigrazione islamica sia un pericolo tremendo per la nostra società, ma liberi voi di pensare (ovviamente erroneamente) il contrario.

Una giornalista del Gazzettino ha fatto una prova. Il risultato è che ad Azzano in provincia di Pordenone l’hanno fermata. Per il fatto di indossare un tipo di vestito non consono. Dopo i primi trenta secondi di godimento per il fatto che la stupidità umana sia stata multata, sono tornato in me e mi sono accorto che non era soddisfacendo i miei immediati istinti islamofobi che si può vincere la guerra contro la religione attualmente più deleteria. Ci vuole una strategia di lungo periodo, ci vuole la libertà di dire che le cazzate islamiche qui non dovranno mai diventare legge.

Written by Yoshi

October 10th, 2009 at 5:24 pm

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Questi simpatici italiani!

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Di solito non guardiamo i telegiornali italiani a tavola. Sto cercando di disintossicarmi dalla politica italiana. In quanto inutili e dannosi per l’intelligenza, cerco di rifuggire da tutti quei “temi” che la “politica” italiana offre quotidianamente e rimango sbalordito dal fatto che così tante persone, anche intelligenti, vadano dietro a rimorchio a discutere per giorni e settimane e mesi su emerite puttanate immonde che escono dalla bocca di coglioni integrali senza un briciolo di dignità, di intelligenza, di cultura. Un branco di parassiti schifosi che campa grazie anche ai soldi che rubano a me, le merde infami. Maledetti bastardi. Nei riguardi della “politica” italiana seguo il precetto de ignorarli e andare avanti e mi interesso solo di quello che riguarda me e la mia terra e di notizie internazioni, lasciando perdere tutte le puttanate che escono da quelle bocche. Fate una prova: non guardate i tg italiani e non leggete i giornali italiani. Dopo una settimana di questa cura, sarete più ignoranti di prima? No.

Oggi purtroppo abbiamo fatto uno strappo alla regola e abbiamo guardato un tg delle 13.00 di una rete privata. Le prime notizie erano tutte incentrate o su preti vari o sul bollettino del traffico. Poi, prima delle varie notizie di puttanate (robe che di solito, fuori dallo Stato italiano, vengono relegate alle rubriche extra-telegiornale), c’è stato un servizio nel quale si vedeva una persona viscidissima, probabilmente una delle persone più viscide del pianeta, che, da quello che ho capito, ha una alta carica istituzionale all’interno dello Stato italiano dire a una platea che lui, il viscidissimo, auspica che i parlamentari dello Stato italiano non si facciano influenzare. Oh, mi son detto, strano che un tal viscidone affermi la libertà dalla lobby vaticana che vuole imporre con la coercizione legislativa dei parlamentari influenzati i suoi personali valori su tutti gli individui. Poi però ha proseguito il suo ragionamento dicendo che i parlamentari non si devono far influenzare dal presidente della Camera. Cioè, ’sto viscido ha detto, senza vergognarsi, che i parlamentari non devono farsi influenzare dal loro presidente non preoccupandosi della lobby vaticana che vuole imporre attraverso la coercizione legislativa dei suoi parlamentari le sue leggi su tutti noi.

Ma vaffanculo vah, viscido di merda.

Written by Yoshi

August 29th, 2009 at 1:17 pm

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Il solito teatrino dei parassiti

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Approvata la mozione Buttiglione sulla moratoria internazionale dell’aborto obbligatorio. Con la mozione la Camera impegna il governo italiano a promuovere una risoluzione delle Nazioni Unite «che condanni l’uso dell’aborto come strumento di controllo demografico ed affermi il diritto di ogni donna a non essere costretta o indotta ad abortire». (da qui)

E chi sarebbe contrario a impedire che le donne siano costrette con la forza ad abortire? Un mostro! Infatti non è questo il punto. Il punto è che da una parte i politici cattolicanti esultano per la mozione contro l’aborto tout court, dall’altra i politici depositari (a sentir loro) del volere delle donne sbraitano contro la mozione contraria al diritto ad abortire. Tutto già visto, il solito teatrino.

Aggiungiamoci poi che il dispositivo recita testualmente:

La Camera impegna il governo a promuovere – ricercando a tal fine il necessario consenso alla presentazione – una risoluzione delle Nazioni Unite che condanni l’uso dell’aborto come strumento di controllo demografico ed affermi il diritto di ogni donna a non essere costretta ad abortire, favorendo politiche che aiutino a rimuovere le cause economiche e sociali dell’aborto.

ed ecco il solito assistenzialismo su scala globale, grazie a quella roba che è l’Onu. Quindi, da una parte ci sono i cattolicanti che non possono fare una legge che vieta l’aborto e quindi si danno aria alla bocca con questi dispositivi, dall’altra i c.d. progressisti che hanno già iniziato a stracciarsi le vesti. Io, sarò ripetitivo e noioso, la vedo un po’ diversamente. La questione alla base è il diritto di proprietà di una persona del suo stesso corpo, che a molti pare una ridondanza (sono io, ovvio che “mi possiedo”) e invece non lo è per niente. Non esiste nessun diritto di abortire (con soldi pubblici, inoltre) e non vedo perché si dovrebbero usare soldi anche miei per “politiche che aiutino a rimuovere le cause economiche e sociali dell’aborto” (cioè, soldi in cambio di non-aborti?). Le persone sono proprietarie del loro corpo e unicamente loro possono decidere sul loro corpo e su quello che c’è dentro. Vietare l’aborto equivale a rubare la proprietà del corpo di una persona. Se una persona vuole abortire, a mio modo di vedere, dovrebbe recarsi in una struttura e pagarsi l’intervento (o farselo pagare da istituzioni caritatevoli); senza che buttiglioni vari provino a fermarla o sinistrati vari le paghino vitto e alloggio.

Quello al quale sto assistendo io è il solito teatrino al quale non voglio più concedere spazio. Di solito, una persona può diventare insofferente verso il resto del mondo quando raggiunge un’età considerevole (on vecio ruspego), io invece ho trenta anni e non ne posso più di tutta questa gentaglia di destra e sinistra che si sente in diritto di parlare sopra i nostri corpi. Provo uno schifo sincero e genuino verso la classe politica italiana e la classe antipolitica italiana e li voglio tutti lontano almeno cinquantamila miglia da me. Sono insofferente e non me ne frega niente del destino di questo Stato di merda  che mi ruba i soldi, il futuro e la dignità.

Written by Yoshi

July 16th, 2009 at 1:06 pm

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Ipocriti in malafede

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l'hypocrisie est un hommage que le vice rend à la vertuUna delle categorie umane che più mi indispone e mi irrita è quella dei conservatori con il culo degli altri. Ossia quelle persone che combattono una guerra contro le libertà personali, la novità e l’innovazione ma che allo stesso tempo godono dei vantaggi e dei frutti di libertà personali, novità e innovazioni passate che loro omologhi hanno in passato combattuto.

Cosa direbbero i dirigenti della Democrazia Cristiana di una volta sapendo che Casini, il leader di un partito che si richiama esplicitamente alla DC e che si atteggia a Defensor Fidei, ha divorziato e convissuto more uxorio con una donna dalla quale ha avuto anche un figlio? Cosa dobbiamo pensare di tutti i vari pasionari politici del Family Day divorziati e con amanti? Perché devo rispettare i preti che si sono curati con rimedi scaturiti magari da ricerche che i loro omologhi del passato hanno condannato?

Insomma, sono opportunisti che godono di frutti che in realtà dovrebbero combattere. Per esempio, Casini ha mai ringraziato Pannella per aver combattuto affinché anche lui abbia potuto avere la possibilità di divorziare? Se in futuro un papa dovesse giovarsi di cure nate dalla ricerca sulle cellule staminali embrionali, dove sarà il suo onore? Fanno battaglie di retroguardia destinate a perdere e a venire dimenticate e guardate con curiosità in futuro.

Se sommessamente fai loro notare queste cose, si incazzano come bisce e ti danno dell’avvoltoio che non rispetta le faccende private delle persone. E qui si arriva all’apoteosi dell’ipocrisia perché le loro sono faccende private, le nostre invece sono affari loro e, ogni volta che se ne presenta l’occasione, non ci pensano due volte a interferire con le  nostre scelte personali. Non possiamo scegliere di fumare uno spinello, non possiamo scegliere di terminare la nostra vita, non possiamo scegliere di stipulare un contratto matrimoniale con una persona del nostro stesso sesso. Sono loro i primi che mettono il naso in affari che riguardano l’individuo e la sua autodeterminazione e obbligano le persone a seguire i loro (presunti) valori morali.

Sono loro gli avvoltoi, sono loro che mettono il naso nella nostra vita. Sono loro che ci aggrediscono. Fino a quando non sarò libero di autodeterminarmi non ledendo la libertà altrui, continuerò ad additarli e deriderli per le loro faccende personali.

Written by Yoshi

May 4th, 2009 at 6:17 pm

Posted in brightness, libertaria

Domande non retoriche

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Approfitto delle festività pasquali (ossia la ricorrenza più importante per un cristiano) e del fatto che ci sono amici credenti che leggono questo blog per chiedere qualcosa che mi interessa veramente. Ossia, non sono domande né polemiche né retoriche; mi interessa davvero capire.

Davvero voi che siete cattolici (o cristiani in generale) credete a tutto quello che c’è scritto nei vangeli e davvero seguite quello che dice il papa (o il vostro referente religioso)? Nonostante i maneggiamenti vari delle sacre scritture e nonostante molti vari papi nei secoli siano stati tutto fuorché dei santi? Io posso capire i deisti che credono in una qualche divinità creatrice, ma credere in fatti così poco documentati e seguire leader religiosi così poco autorevoli… Davvero credete, per esempio, che il papa sia il vicario di Gesù e che durante il conclave scenda lo Spirito Santo a illuminare i cardinali? Davvero credete nella transustanziazione e che ci sia un “filo diretto” tra voi e la divinità attraverso le preghiere?

Le persone credenti al mondo sono la maggioranza e, come è ovvio, ce ne sono di idioti e di intelligenti. Dato che questo blog è letto anche da credenti senza dubbio intelligenti, vorrei capire a cosa crede chi crede al giorno d’oggi. Per me tutte le cose elencate sopra risultano inconcepibili, forse siete tutti deisti?

Written by Yoshi

April 10th, 2009 at 1:14 pm

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