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Urqa!

Ammetto di non potermi fregiare del titolo di amico dell’Islam né di amante delle tradizioni islamiche e, ahimè, nemmeno di tollerante nei confronti di questa religione totalitaria. Insomma, sono decisamente islamofobo, perché ritengo che non avere paura di questi invasati fascisteggianti la cui goduria suprema è quella di limitare la libertà di tutti sia un atteggiamento decisamente autolesionita. Per carità, liberi di fare i masochisti, ma non coinvolgete anche me nei vostri sordidi giochetti kinky.

Dicevo, l’Islam e tutto il corollario che ne segue mi fanno decisamente schifo ma penso che ci sia modo e modo per combattere questa minaccia tanto amata (i kinky di cui sopra) dai nostri cari fautori progressisti dell’autodistruzione. Da quello che ho sentito, mi sembra che ora vada di moda proporre leggi sull’abbigliamento coprente. Ossia, quei cari ragazzi della Mastella Nord sono intenzionati a vietare il famoso burqa; per motivi di sicurezza, dicono. A me invece questa proposta sembra possa essere riassunta e spiegata con un gnè gnè gnè; una legge che serve tanto per dare un dispiacere a qualche zelante maomettano.

Il nostro caro sindaco Tosi si è, come al solito, spinto oltre dicendo che:

il burqa è già vietato in quanto nasconde il volto. Ci tocca però intervenire perchè questo sistema buonista finora ha tollerato tutto. Ora basta.

Tosi ha detto una cosa giusta. Una legge che vieta di mascherare il volto in casi non motivati (tipo carnevale) c’è già. Il fatto però è: vi sembra una legge degna di uno Stato nel quale vivono persone libere? A me no. Vietando alla donna di andare in giro in quel modo orrendo, si risolve il problema islamico? Ossia, si risolve il fatto che gruppi crescenti di persone reclamano e reclameranno sempre di più (gli altri Stati europei insegnano) in nome della loro religione limitazioni alla libertà di tutti (tipo la libertà di espressione)? A mio modo di vedere no. Limitare la libertà di una persona persino nel vestirsi non è esattamente la soluzione, ma piuttosto un leggerissimo palliativo che serve solo ed unicamente a catàr su voti di cittadini frastornati e impauriti. Non sono ingenuo. Sono perfettamente consapevole che le donne che indossano quella prigione di vestito nel 95% dei casi sono costrette dall’ambiente familiare oppressivo. Perché allora, invece di inventarsi ogni giorno nuove regole, non si dice chiaramente (e lo si pratica!) che mai e in nessun caso si verrà meno nel considerare ogni persona libera. Libera di disegnare vignette considerate sacrileghe, libera di ribellarsi alla catene familiari oppressive, libera di andare in giro con l’ombelico di fuori e le mutande in vista, libera di togliersi il burqa perché qui la sharia non esiste. Libero io di indicare per strada una donna con il burqa e riderle dietro per il suo abbigliamento idiota, ma libera lei di indossarlo. Libero io di pretendere piscine private burqini-free (penso sia anti-igienico e sacrilego per la mia religione delle curve in vista), ma liberi i feticisti malati del burqini di farlo usare nelle loro eventuali piscine private. Libero io di pensare che una massiccia immigrazione islamica sia un pericolo tremendo per la nostra società, ma liberi voi di pensare (ovviamente erroneamente) il contrario.

Una giornalista del Gazzettino ha fatto una prova. Il risultato è che ad Azzano in provincia di Pordenone l’hanno fermata. Per il fatto di indossare un tipo di vestito non consono. Dopo i primi trenta secondi di godimento per il fatto che la stupidità umana sia stata multata, sono tornato in me e mi sono accorto che non era soddisfacendo i miei immediati istinti islamofobi che si può vincere la guerra contro la religione attualmente più deleteria. Ci vuole una strategia di lungo periodo, ci vuole la libertà di dire che le cazzate islamiche qui non dovranno mai diventare legge.

Questi simpatici italiani!

Di solito non guardiamo i telegiornali italiani a tavola. Sto cercando di disintossicarmi dalla politica italiana. In quanto inutili e dannosi per l’intelligenza, cerco di rifuggire da tutti quei “temi” che la “politica” italiana offre quotidianamente e rimango sbalordito dal fatto che così tante persone, anche intelligenti, vadano dietro a rimorchio a discutere per giorni e settimane e mesi su emerite puttanate immonde che escono dalla bocca di coglioni integrali senza un briciolo di dignità, di intelligenza, di cultura. Un branco di parassiti schifosi che campa grazie anche ai soldi che rubano a me, le merde infami. Maledetti bastardi. Nei riguardi della “politica” italiana seguo il precetto de ignorarli e andare avanti e mi interesso solo di quello che riguarda me e la mia terra e di notizie internazioni, lasciando perdere tutte le puttanate che escono da quelle bocche. Fate una prova: non guardate i tg italiani e non leggete i giornali italiani. Dopo una settimana di questa cura, sarete più ignoranti di prima? No.

Oggi purtroppo abbiamo fatto uno strappo alla regola e abbiamo guardato un tg delle 13.00 di una rete privata. Le prime notizie erano tutte incentrate o su preti vari o sul bollettino del traffico. Poi, prima delle varie notizie di puttanate (robe che di solito, fuori dallo Stato italiano, vengono relegate alle rubriche extra-telegiornale), c’è stato un servizio nel quale si vedeva una persona viscidissima, probabilmente una delle persone più viscide del pianeta, che, da quello che ho capito, ha una alta carica istituzionale all’interno dello Stato italiano dire a una platea che lui, il viscidissimo, auspica che i parlamentari dello Stato italiano non si facciano influenzare. Oh, mi son detto, strano che un tal viscidone affermi la libertà dalla lobby vaticana che vuole imporre con la coercizione legislativa dei parlamentari influenzati i suoi personali valori su tutti gli individui. Poi però ha proseguito il suo ragionamento dicendo che i parlamentari non si devono far influenzare dal presidente della Camera. Cioè, ‘sto viscido ha detto, senza vergognarsi, che i parlamentari non devono farsi influenzare dal loro presidente non preoccupandosi della lobby vaticana che vuole imporre attraverso la coercizione legislativa dei suoi parlamentari le sue leggi su tutti noi.

Ma vaffanculo vah, viscido di merda.

Il solito teatrino dei parassiti

Approvata la mozione Buttiglione sulla moratoria internazionale dell’aborto obbligatorio. Con la mozione la Camera impegna il governo italiano a promuovere una risoluzione delle Nazioni Unite «che condanni l’uso dell’aborto come strumento di controllo demografico ed affermi il diritto di ogni donna a non essere costretta o indotta ad abortire». (da qui)

E chi sarebbe contrario a impedire che le donne siano costrette con la forza ad abortire? Un mostro! Infatti non è questo il punto. Il punto è che da una parte i politici cattolicanti esultano per la mozione contro l’aborto tout court, dall’altra i politici depositari (a sentir loro) del volere delle donne sbraitano contro la mozione contraria al diritto ad abortire. Tutto già visto, il solito teatrino.

Aggiungiamoci poi che il dispositivo recita testualmente:

La Camera impegna il governo a promuovere – ricercando a tal fine il necessario consenso alla presentazione – una risoluzione delle Nazioni Unite che condanni l’uso dell’aborto come strumento di controllo demografico ed affermi il diritto di ogni donna a non essere costretta ad abortire, favorendo politiche che aiutino a rimuovere le cause economiche e sociali dell’aborto.

ed ecco il solito assistenzialismo su scala globale, grazie a quella roba che è l’Onu. Quindi, da una parte ci sono i cattolicanti che non possono fare una legge che vieta l’aborto e quindi si danno aria alla bocca con questi dispositivi, dall’altra i c.d. progressisti che hanno già iniziato a stracciarsi le vesti. Io, sarò ripetitivo e noioso, la vedo un po’ diversamente. La questione alla base è il diritto di proprietà di una persona del suo stesso corpo, che a molti pare una ridondanza (sono io, ovvio che “mi possiedo”) e invece non lo è per niente. Non esiste nessun diritto di abortire (con soldi pubblici, inoltre) e non vedo perché si dovrebbero usare soldi anche miei per “politiche che aiutino a rimuovere le cause economiche e sociali dell’aborto” (cioè, soldi in cambio di non-aborti?). Le persone sono proprietarie del loro corpo e unicamente loro possono decidere sul loro corpo e su quello che c’è dentro. Vietare l’aborto equivale a rubare la proprietà del corpo di una persona. Se una persona vuole abortire, a mio modo di vedere, dovrebbe recarsi in una struttura e pagarsi l’intervento (o farselo pagare da istituzioni caritatevoli); senza che buttiglioni vari provino a fermarla o sinistrati vari le paghino vitto e alloggio.

Quello al quale sto assistendo io è il solito teatrino al quale non voglio più concedere spazio. Di solito, una persona può diventare insofferente verso il resto del mondo quando raggiunge un’età considerevole (on vecio ruspego), io invece ho trenta anni e non ne posso più di tutta questa gentaglia di destra e sinistra che si sente in diritto di parlare sopra i nostri corpi. Provo uno schifo sincero e genuino verso la classe politica italiana e la classe antipolitica italiana e li voglio tutti lontano almeno cinquantamila miglia da me. Sono insofferente e non me ne frega niente del destino di questo Stato di merda  che mi ruba i soldi, il futuro e la dignità.

Ipocriti in malafede

l'hypocrisie est un hommage que le vice rend à la vertuUna delle categorie umane che più mi indispone e mi irrita è quella dei conservatori con il culo degli altri. Ossia quelle persone che combattono una guerra contro le libertà personali, la novità e l’innovazione ma che allo stesso tempo godono dei vantaggi e dei frutti di libertà personali, novità e innovazioni passate che loro omologhi hanno in passato combattuto.

Cosa direbbero i dirigenti della Democrazia Cristiana di una volta sapendo che Casini, il leader di un partito che si richiama esplicitamente alla DC e che si atteggia a Defensor Fidei, ha divorziato e convissuto more uxorio con una donna dalla quale ha avuto anche un figlio? Cosa dobbiamo pensare di tutti i vari pasionari politici del Family Day divorziati e con amanti? Perché devo rispettare i preti che si sono curati con rimedi scaturiti magari da ricerche che i loro omologhi del passato hanno condannato?

Insomma, sono opportunisti che godono di frutti che in realtà dovrebbero combattere. Per esempio, Casini ha mai ringraziato Pannella per aver combattuto affinché anche lui abbia potuto avere la possibilità di divorziare? Se in futuro un papa dovesse giovarsi di cure nate dalla ricerca sulle cellule staminali embrionali, dove sarà il suo onore? Fanno battaglie di retroguardia destinate a perdere e a venire dimenticate e guardate con curiosità in futuro.

Se sommessamente fai loro notare queste cose, si incazzano come bisce e ti danno dell’avvoltoio che non rispetta le faccende private delle persone. E qui si arriva all’apoteosi dell’ipocrisia perché le loro sono faccende private, le nostre invece sono affari loro e, ogni volta che se ne presenta l’occasione, non ci pensano due volte a interferire con le  nostre scelte personali. Non possiamo scegliere di fumare uno spinello, non possiamo scegliere di terminare la nostra vita, non possiamo scegliere di stipulare un contratto matrimoniale con una persona del nostro stesso sesso. Sono loro i primi che mettono il naso in affari che riguardano l’individuo e la sua autodeterminazione e obbligano le persone a seguire i loro (presunti) valori morali.

Sono loro gli avvoltoi, sono loro che mettono il naso nella nostra vita. Sono loro che ci aggrediscono. Fino a quando non sarò libero di autodeterminarmi non ledendo la libertà altrui, continuerò ad additarli e deriderli per le loro faccende personali.

Domande non retoriche

Approfitto delle festività pasquali (ossia la ricorrenza più importante per un cristiano) e del fatto che ci sono amici credenti che leggono questo blog per chiedere qualcosa che mi interessa veramente. Ossia, non sono domande né polemiche né retoriche; mi interessa davvero capire.

Davvero voi che siete cattolici (o cristiani in generale) credete a tutto quello che c’è scritto nei vangeli e davvero seguite quello che dice il papa (o il vostro referente religioso)? Nonostante i maneggiamenti vari delle sacre scritture e nonostante molti vari papi nei secoli siano stati tutto fuorché dei santi? Io posso capire i deisti che credono in una qualche divinità creatrice, ma credere in fatti così poco documentati e seguire leader religiosi così poco autorevoli… Davvero credete, per esempio, che il papa sia il vicario di Gesù e che durante il conclave scenda lo Spirito Santo a illuminare i cardinali? Davvero credete nella transustanziazione e che ci sia un “filo diretto” tra voi e la divinità attraverso le preghiere?

Le persone credenti al mondo sono la maggioranza e, come è ovvio, ce ne sono di idioti e di intelligenti. Dato che questo blog è letto anche da credenti senza dubbio intelligenti, vorrei capire a cosa crede chi crede al giorno d’oggi. Per me tutte le cose elencate sopra risultano inconcepibili, forse siete tutti deisti?

Vada pure

Ma possiamo dirla tutta, fino in fondo? L’AIDS è diffuso soprattutto per la pratica dell’omosessualità maschile, da cui si estende poi anche ai rapporti etero. Il preservativo non serve proprio a niente per limitare il diffondersi del contagio, tanto che la percentuale di contagio è omogenea in tutto il mondo. La Chiesa espone, unica e sola istituzione umana a farlo, quale sia la verità dei fatti e della natura. La lobby omosessuale, laica e mortifera, sta conducendo la sua guerra contro l’ultimo baluardo dell’uomo e della natura rimasto a contrastarla. E’ sconvolgente l’attacco continuo, ordinato e massiccio contro il Papa e i cristiani. E’ altrettanto incredibile che non ci sia invece una forte lobby di intellettuali cristiani che difendano nei mass media la Chiesa da questa muta di cani arrabbiati. Affermano che definire inutile il preservativo è un “attacco alla vita” e tollerano i milioni di aborti che ogni anno si praticano. E’ orribile. E se finalmente il Papa desse il colpo di grazia nella nuca a questa Europa flaccida, grassa, disperata, omosessuale e islamista, trasferendo la Santa Sede negli Stati Uniti – forse l’ultimo posto al mondo dove la libertà di parola e di pensiero è rispettata sul serio. Basta! (Grisostomo)

A parte tutto, di questo colorito e buffo commento mi piace soprattutto l’invito al papa ad andare negli Usa. Me lo immagino tornare indietro con la coda tra le gambe dopo aver constatato che negli Usa la pagnotta se la deve guadagnare e non parassitare dallo stato; ché là i concordati sono una cosa esotica.

Circondato da Satana

sbatezzo

La chiesa cattolica nella faccenda Englaro si è comportata in un modo così pacato e così sobrio che tre persone a me vicine stanno prendendo in considerazione l’ipotesi di sbattezzarsi per non aver niente a che fare anche da un punto di vista formale con la suddetta associazione religiosa…e io non ho neanche lanciato loro l’idea! Hanno fatto tutto loro!

Devo dire che le relazioi pubbliche migliorano a vista d’occhio dalle parti del vaticano. Continuate così ragazzi!

I sei principali inganni contro la libertà di scelta di Eluana, e di tutti noi

di Luca Landò

1. «Eluana soffrirà» Il cervello di Eluana è stato irrimediabilmente compromesso la notte del 18 gennaio 1992 quando la sua auto slittò sul terreno ghiacciato e andò a sbattere contro un muro. L’incidente lasciò intatte le parti del cervello che controllano le funzioni fisiologiche primarie, come la respirazione e il battito cardiaco, che si trovano nel cosiddetto tronco encefalico. I danni più gravi riguardarono invece la corteccia cerebrale, una sorta di “cuffia” che avvolge il cervello e nella quale vengono elaborate funzioni più complesse come la parola, la visione, la percezione del dolore ma anche la fame e la sete. Quando i medici della clinica di Udine inizieranno a ridurre progressivamente l’idratazione e l’alimentazione artificiale, Eluana non si accorgerà di nulla, così come è da 17 anni che non avverte né fame, né sete, né dolore.

2. «Potrebbe risvegliarsi» Dire che Eluana si possa riprendere dalla situazione in cui si trova (stato vegetativo persistente) è come dire che il treno su cui viaggiamo deraglierà o che la casa in cui ci troviamo crollerà: tutto è possibile, ma le probabilità che simili eventi accadano sono talmente basse da non poter essere prese in considerazione ai fini delle nostre decisioni (altrimenti non viaggeremmo sui treni o non abiteremmo dentro case).

3. «È come Terry Schiavo» Eluana è stata definita la Terry Schiavo italiana, con riferimento alla giovane americana su cui si è accesa una violenta battaglia giuridica. Come scrive Maurizio Mori nel suo libro («Il caso Eluana Englaro», Pendragon Editore), «l’analogia è corretta per quanto riguarda l’aspetto clinico (in entrambi i casi si parla di stato vegetativo permanente), è invece sbagliata per quanto riguarda i risvolti giuridici». La vicenda di Terri Schiavo divenne una “caso” per via della fortissima divergenza tra i famigliari. Il marito asseriva che lei non avrebbe mai voluto restare in stato vegetativo e chiedeva la sospensione dell’alimentazione e idratazione artificiali; al contrario, il padre, la madre e il fratello della donna sostenevano che quella non era la volontà di Terri. «Il caso Eluana – ricorda Mori, che ben conosce la famiglia – non ha mai presentato alcun contrasto tra i famigliari. Anzi, la situazione è diametralmente opposta: i genitori Englaro sono perfettamente concordi circa la sospensione dei trattamenti». Il caso Terri Schiavo, semmai, insegna un’altra cosa: l’autopsia eseguita subito dopo la morte della donna rivelò che il cervello si era irrimediabilmente atrofizzato al punto da pesare soltanto 615 grammi (circa la metà del normale). Quell’esame stabilì senza ombra di dubbio che le sue condizioni erano «irreversibili e che nessun tipo di terapia o cura riabilitativa avrebbero potuto cambiare le cose», come disse il dottor John R. Thogmartin, patologo del sesto distretto giudiziario della Florida che condusse l’autopsia.

4. «Morirà di sete» Dicono: interrompere l’idratazione e l’alimentazione artificiale ad Eluana è come togliere il pane e l’acqua a una persona. L’analogia fa effetto ma è sbagliata: si tratta infatti di trattamenti sanitari che richiedono un intervento del medico sia per quanto la modalità di somministrazione (nel caso di Eluana un sondino nasogastrico) sia per il tipo sostanze inserite (non un frullato di frutta preparato in cucina ma una miscela di proteine, vitamine e quant’altro indicate dietro rigorosa prescrizione medica). Se si decide di interrompere ogni forma di accanimento terapeutico, come in questo caso, è giusto sospendere anche questi trattamenti artificiali.

5. «È un omicidio» Maurizio Gasparri, presidente dei Senatori PdL, ha detto ieri che «è iniziato l’omicidio di Eluana», frase che si accompagna a quella di Enrico La Loggia, vicepresidente del Gruppo PdL alla Camera («A Udine si sta per compiere un vero e proprio omicidio») e a quella del cardinale Barragan («Fermate quella mano assassina»). Infine l’associazione cattolica «Scienza & Vita», lo scorso anno, ha lanciato un appello che iniziava con queste parole: No alla prima esecuzione capitale della storia repubblicana».

Prima di usare simili espressioni, pronunciate al solo scopo di stimolare emozioni e attirare attenzione, sarebbe bene riflettere su alcuni punti:

  1. l’articolo 32 della Costituzione dice che «Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario» e che «La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana». Proprio di recente, una donna a cui si è prospettata la necessità di amputare un arto, ha deciso di rifiutare l’intervento anche se questa scelta le è costata la vita;
  2. il padre di Eluana ha percorso tutto l’iter del nostro sistema giudiziario prima di ottenere l’autorizzazione a interrompere i trattamenti artificiali di alimentazione e idratazione che da 17 anni tengono in vita il corpo di Eluana. I giudici hanno riconosciuto: a) che il padre ha svolto il ruolo di tutore delle volontà della figlia (che non avrebbe voluto vivere in condizioni di stato vegetativo); b) che i trattamenti artificiali di alimentazione e idratazione sono trattamenti medici e, come tali, rientrano in questo caso nella fattispecie di accanimento terapeutico
  3. l’omicidio, il più grave dei reati, è punito con le pene più alte: il medico che interrompe, dietro volontà del paziente o del suo tutore, una situazione di accanimento terapeutico non è punito dalla legge; al contrario, lo sarebbe se si ostinasse a curare il paziente contro la sua volontà (abuso di ufficio).
  4. a parte la scelta di ignorare il dramma di una famiglia (ma anche quello di altre 2500 nella stessa condizione) gli esponenti di Scienza & Vita hanno deciso di non riconoscere la figura dei giudici della Corte di Appello e della Corte di Cassazione che hanno sentenziato sul caso Englaro. La condanna capitale in Italia è infatti vietata dalla Costituzione (art. 27): cosa intendevano sostenere gli autori dell’appello, che in Italia i giudici non rispettano la Costituzione?

6. «Si tratta di eutanasia» La Cei ha detto ieri che «togliere idratazione e alimentazione ad Eluana è eutanasia». Va notato come nella frase, ripresa dalle agenzie, manchi l’aggettivo “artificiale”: come spiegato sopra, l’alimentazione e l’idratazione artificiali sono, in questo caso, trattamenti sanitari e, dunque, da interrompere per volontà del padre che, come riconosciuto dalla legge, rappresenta quella della figlia. L’eutanasia viene praticata in alcuni Paesi, l’Olanda ad esempio, per alleviare le sofferenze di pazienti terminali. La morte viene indotta con la somministrazione, prima di un sedativo, poi di una sostanza che blocca il battito cardiaco o interrompe la respirazione: è dunque un intervento attivo che viene effettuato dietro volontà del paziente e dopo la decisione di un giudice. Eluana non è una paziente terminale: non ha un male che la consuma giorno dopo giorno. Nessuno, inoltre, ha mai parlato di interrompere il suo battito cardiaco ricorrendo a farmaci. Eluana si trova invece in una situazione vegetativa permanente che si protrae nel tempo solo per i trattamenti di idratazione e alimentazione artificiali. Secondo quanto detto dal padre e dai giudici dopo 12 anni di valutazione del caso, questi trattamenti sono stati sempre effettuati contro la sua volontà.

Io ho paura

Nella mia vita cerco di mettere quanta più razionalità possibile. Mi rendo conto che a volte “i colpi di testa” e “il cuore” possono portare un risultato positivo, ma tendenzialmente penso che la razionalità sia la strada da seguire per vivere al meglio. Quando dico che ho paura degli islamici, la gente può equivocare e pensare che io fugga terrorizzato quando incrocio un mediorientale per strada. La mia paura invece è razionale e basata su quello che osservo. Io vedo delle società islamiche liberticide al massimo e vedo una religione che tende a essere totalizzante, e ci riesce. La mia paura è che gruppi organizzati di fedeli mussulmani che vivono nelle nostre società occidentali riescano a ridurre anche le nostre libertà. Io, per esempio, vedo già forme di autocensura della stampa quando parla di Islam per paura di ritorsioni (ricordate le “vignette danesi”?). Io, per esempio, vedo gruppi di mussulmani che pretendono rispetto per la loro religione, rispetto che secondo la loro concezione passa per la negazione della libertà di parola, di espressione e persino la “tolleranza” (una delle parole più sputtanate che ci siano) della sharia.

Quando poi osservo vicende come quella degli Englaro, la mia paura aumenta perché mi rendo conto che i liberticidi non vengono solo da fuori. Come diceva quello, io penso che le parole siano estremamente importanti. Se tutto è mafia, allora niente è mafia; se tutti sono assassini, allora nessuno è assassino. Io non penso che in Italia ci sia una teocrazia, quella casomai è in Iran. Tuttavia in Italia c’è una lobby che ha un potere persuasivo verso la classe politica che è fenomenale. Quando dico che ho paura per questa situazione è perché mi rendo conto che questo Stato diventa ogni giorno sempre più pervasivo. Quelli che liquidano i quattro gatti che continuano a sbraitare contro questo Stato totalizzante considerando la loro battaglia anacronistica perché “i veri poteri forti stanno altrove”, secondo me non si rendono bene conto dell’entità del problema. L’Italia non è una teocrazia, ma attraverso provvedimenti urgenti come quello che si sta predisponendo nei confronti della vicenda Englaro, si mostra in tutto il suo candore la vera faccia di questo Stato che ti dice in modo molto chiaro che tu non sei padrone del tuo corpo in quanto la chiesa dice di no. Io ho paura della classe politica italiana e della chiesa cattolica. Ci stanno sequestrando alla luce del sole. Uno Stato che non permette all’individuo nemmeno la proprietà del proprio corpo e di disporne come meglio crede, ha un potere enorme e tremendo sulle persone. A me questo fa paura. Se voi pensate che i problemi siano ben altro, sinceramente non so cosa ci sia di più importante del non essere schiavi. È dalla propria libertà che si può costruire tutto il resto. Se non siamo liberi di disporre del nostro corpo, cosa ci resta?

Al signor Englaro suggerisco, ancora, una cosa sola: andatevene via dall’Italia.

Stanno sequestrando ognuno di noi. Non so se vi rendete conto della gravità

E, poco più tardi, è lo stesso premier a rilanciare l’idea del decreto che, solo ieri, sembrava definitivamente scartata. Silvio Berlusconi, interrogato dai cronisti al termine di una cena della principessa Nicoletta Odescalchi non usa mezzi termini: “Stiamo lavorando per intervenire”. L’ipotesi, dunque, è quella di trasformare in decreto il testo del disegno di legge sul testamento biologico che vieta di fermare alimentazione e idratazione dei pazienti in stato vegetativo. Un terreno rischioso, quello del decreto: sia perché il Quirinale potrebbe non accettarlo, sia perché i sondaggi commissionati dal premier avrebbero segnalato il sostanziale appoggio della maggioranza degli italiani a Eluana Englaro e suo padre Beppino in questa tragica vicenda. Ma, nelle ultime ore, le pressioni del Vaticano sul governo devono aver raggiunto livelli tali da costringere Berlusconi a tentare la strada del provvedimento urgente che, tra l’altro, rischia di creare pesanti conflitti con la magistratura. (qui)