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	<title>Buraku &#187; history channel</title>
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	<description>Yoshi the quiet &#38; friendly libertarian</description>
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		<title>144</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Jul 2010 14:49:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Yoshi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nel 1866 si svolse la “terza guerra d’indipendenza”, ossia questo è il nome con il quale gran parte della storiografia italiana chiama il tentativo riuscito di espansione territoriale del Regno sabaudo. I savoia furono fortunati ad essere alleati con la Prussia contro l’Austria dato che, nonostante le ripetute sonore sconfitte, la Prussia ebbe la meglio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignnone size-full wp-image-5757" src="http://www.buraku.org/wp-content/uploads/2010/07/lissa.jpg" alt="" /></p>
<p style="text-align: justify;">Nel 1866 si svolse la “<em>terza guerra d’indipendenza</em>”, ossia questo è il nome con il quale gran parte della storiografia italiana chiama il tentativo riuscito di espansione territoriale del Regno sabaudo. I savoia furono fortunati ad essere alleati con la Prussia contro l’Austria dato che, nonostante le ripetute sonore sconfitte, la Prussia ebbe la meglio sull’Austria e quindi, come i patti prevedono, al Regno sabaudo d’Italia venne regalato il territorio veneto.</p>
<p style="text-align: justify;">Una delle sconfitte patite dai sabaudi però merita una parola. La battaglia navale di <strong>Lissa</strong> (isola al largo di Spalato) del <strong>20 luglio 1866 </strong>può essere considerata come l’ultimo afflato di dignità di quella Repubblica Adriatica che era stata la Serenissima. Nelle vicinanze dell’isola di Lissa, una flotta della Marina Austro-Veneta (la marina austriaca si chiamava così) comandata dall&#8217;ammiraglio Tegetthoff (che, come gli altri ufficiali Austriaci, aveva frequentato il Collegio Marino di Venezia e parlava e dava gli ordini ai suoi marinai, che erano Veneti, Croati, Istriani etc etc, in veneto)  sconfisse la flotta del Regno sabaudo d’Italia. Famosa rimase anche la frase di Tegetthoff a ricordo della battaglia: “<em><strong>uomini di ferro su navi di legno avevano sconfitto uomini di legno su navi di ferro</strong></em>” in quanto la flotta italiana era superiore di numero a quello austro-veneta e poteva vantare imbarcazioni moderne come l&#8217;<em>Affondatore</em> (la nave ammiraglia italiana costruita in Inghilterra); al contrario della flotta austro-veneta che era invece formata da vecchie navi.</p>
<p style="text-align: justify;">I savoia dunque “vinsero” e si presero il Veneto, che venne girato loro dalla Francia, alla quale l’Austria lo ebbe ceduto precedentemente. Questo giro di valzer è dovuto al fatto che il Regno d’Italia in guerra fece così pietà che gli Austriaci non se la sentirono di dare terre a chi in realtà perse la guerra sul campo. Il 19 ottobre del 1866 il plenipotenziario di Francia firmò all’Hotel Europa di Venezia la cessione delle terre venete al Regno sabaudo d’Italia. Mi piace ricordare questo anniversario perché è un evento importante della storia che si tende a dimenticare. Quella di non conoscere la storia del posto nel quale si vive è uno dei tanti scandali al quale lo stato italiano ci ha purtroppo abituato con il suo sistema scolastico osceno che sforna pappagalli senza cervello funzionali alla continuazione del potere italiota.</p>
<p style="text-align: justify;">Non penso che scrivere queste cose sia &#8220;revisionismo&#8221;. Casomani il revisionismo si trova nel <em>luamaro</em> che c&#8217;è scritto nei libri di scuola nei quali viene raccontato un universo parallelo nel quale i popoli della penisola italiana si unirono gioiosamente nella nuova entità statale dei savoia. Le nefandezze compiute dai &#8220;liberatori&#8221; nel sud della penisola italiana, per esempio, è un altro di quei capitoli sopra i quali viene steso un velo di oblio. La verità è che lo stato italiano è stato creato da un&#8217;elite, un piccolissimo gruppetto di persone, e che questa creazione ha portato sofferenze immense alle moltitudini. Basti pensare all&#8217;esodo dei veneti iniziato dopo l&#8217;annessione al regno sabaudo. Milioni e milioni di veneti che sono scappati dalla miseria dell&#8217;illuminato regno sabaudo d&#8217;Italia. Oggi, 144 anni dopo, non vedrei niente di male se con un&#8217;iniziativa <strong>questa volta sì <em>popolare</em> e <em>democratica</em> </strong>territori facenti parte dello stato italiano decidessero di diventare indipendenti e di ricercare per conto proprio la felicità e il benessere. Chi aprioristicamente nega agli altri questa possibilità è un reazionario conservatore con gli occhi rivolti all&#8217;indietro che non riconosce il diritto di autodeterminazione. Magari un tipo del genere ha esposto fuori dal balcone una bandiera del Tibet.</p>
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		<title>Satellite of Love</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Jul 2009 06:01:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Yoshi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Qui, uomini dal pianeta Terra posero piede sulla Luna per la prima volta, luglio 1969 d.C. Siamo venuti in pace, a nome di tutta l&#8217;umanità.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-3162" src="http://www.buraku.org/wp-content/uploads/2009/07/moon.jpg" alt="" /></p>
<blockquote><p><span style="color: #888888;"><strong><em>Qui, uomini dal pianeta Terra posero piede sulla Luna per la prima volta, luglio 1969 d.C.<br />
Siamo venuti in pace, a nome di tutta l&#8217;umanità.</em></strong></span></p></blockquote>
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Siamo venuti in pace, a nome di tutta l'umanitagrave;. </itunes:subtitle>
		<itunes:summary>Qui, uomini dal pianeta Terra posero piede sulla Luna per la prima volta, luglio 1969 d.C.
Siamo venuti in pace, a nome di tutta l'umanitagrave;.</itunes:summary>
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		<itunes:author>yoshi979@me.com</itunes:author>
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		<title>No Guns for Negroes</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Jul 2009 10:34:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Yoshi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Laws that forbid the carrying of arms disarm only those who are neither inclined nor determined to commit crimes Thomas Jefferson Di solito, chi è per una decisa restrizione al possesso delle armi pensa che questo possa essere utile per limitare la violenza. Non si pensa mai, invece, che in questo modo l&#8217;autodifesa della persona [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignnone size-full wp-image-3031" src="http://www.buraku.org/wp-content/uploads/2009/06/oldrifle.jpg" alt="" /></p>
<p style="text-align: right;"><span style="color: #888888;"><em>Laws that forbid the carrying of arms disarm only those who are neither inclined nor determined to commit crimes</em></span><br />
Thomas Jefferson</p>
<p style="text-align: justify;">Di solito, chi è per una decisa restrizione al possesso delle armi pensa che questo possa essere utile per limitare la violenza. Non si pensa mai, invece, che in questo modo l&#8217;autodifesa della persona viene meno e si è esposti alla violenza dei malintenzionati. Sinceramente, non vedo un solo motivo che mi faccia ritenere sbagliato il difendermi se un aggressore si intromette senza il mio permesso in casa mia. In Italia no, questa è eresia: devi per forza aspettare il salvifico intervento delle forze panzone dell&#8217;ordine, il giorno dopo. Inoltre, se anche possiedi un&#8217;arma con un porto d&#8217;armi e la usi per difenderti, stai sicuro che verrai processato per<em> eccesso di legittima difesa</em>. Attenzione, il mio non vuole essere un discorso da <em>macho</em> o da amante delle armi. Io sono una persona così <em>marziale</em> che non uccido nemmeno le falene quando entrano in casa ma le prendo e le libero fuori. Mi piacerebbe solamente che provaste a fare il ragionamento contrario: perché il mio diritto all&#8217;autodifesa deve essere in pratica annullato dal controllo sul possesso delle armi da fuoco? Perché lo Stato mi toglie il diritto all&#8217;autodifesa? Semplicemente, lo Stato permaloso non vuole che il suo inefficiente monopolio sulla sicurezza venga intaccato e quindi ci vieta di badare a noi stessi. Di solito, si dice che se tutti avessero un&#8217;arma si vivrebbe nel <em>Far West</em> (anche se bisognerebbe indagare bene su cosa è stato <em>in realtà </em>il Far West e non fermarsi solo ai film) e cadremmo nella situazione da jungla che ci dovrebbe essere negli Usa. Nessuno però fa mai l&#8217;esempio del Canada o della vicina Svizzera, paesi nei quali la diffusione delle armi da fuoco e pari o superiore che negli Usa. Forse allora il problema non è tanto della pistola in sè?</p>
<p style="text-align: justify;">Negli Usa ultimamente si è tornati molto a parlare di <em>gun control</em>. Un aspetto che non viene mai tirato fuori e al quale, probabilmente, molti favorevoli in buona fede al <em>gun control</em> nemmeno sono a conoscenza è che questa voglia di limitare il possesso di armi da fuoco negli Usa ha una storia <strong>razzista</strong>. D&#8217;altronde, è una cosa logica: quando vuoi schiavizzare una popolazione, la prima cosa che devi fare è impedirle di armarsi. Succedeva ieri e succede ancora oggi. Vi consiglio caldamente di guardare il filmato di venti minuti riportato qua sotto perché scardina molti luoghi comuni con i quali siamo bombardati da una vita. Vi invito a riflettere su questo tema e vi invito a non pensare in termini semplicistici. Una popolazione disarmata è una popolazione schiavizzata. Questo valeva secoli fa e, checché ne pensiate, vale ancora oggi. Con questo non voglio dire che auspico il libero acquisto e il libero possesso di armi da fuoco affinché scoppi una rivolta popolare, assolutamente. Dico solo che lasciare le persone alla totale mercé del potere statale non è mai una cosa totalmente raccomandabile; chiedetelo ai neri statunitensi. Mi verrebbe provocatoriamente da pensare che forse oggi siamo tutti un po&#8217; <em>negroes</em>.</p>
<p style="text-align: justify;">Io non sono un amante delle armi ma sono un amante del  mio diritto sacrosanto a difendere me e la mia proprietà dalle aggressioni. Come si dice nella seconda parte del filmato: <em><strong>we&#8217;ve got to tell the other side of the story.</strong></em></p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="500" height="405" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/nckgyfGbdnU&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;rel=0&amp;border=1" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="500" height="405" src="http://www.youtube.com/v/nckgyfGbdnU&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;rel=0&amp;border=1" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object><br />
<object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="500" height="405" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/2g7TbxkJuqA&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;rel=0&amp;border=1" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="500" height="405" src="http://www.youtube.com/v/2g7TbxkJuqA&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;rel=0&amp;border=1" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p style="text-align: justify;">Bene, ora mi aspetto le accuse di pazzia e le prese in giro. Dato che non ne ho bisogno, vi pregherei di astenervi dallo scrivere nei commenti se il vostro scopo è quello.</p>
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		<title>Gandhāra</title>
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		<pubDate>Mon, 29 Jun 2009 20:49:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Yoshi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Voglio raccontarvi di un posto meraviglioso e incredibile. Gandhāra è il nome di un antico, importante e glorioso regno situato nel nord dell&#8217;odierno Pakistan e nell&#8217;est dell&#8217;odierno Afghanistan. Aveva il proprio centro nella valle di Peshawar e  le sue  città più importanti sono state Purushapura (l&#8217;odierna Peshawar), Takshashila (l&#8217;odierna Taxila) e Pushkalavati (l&#8217;odierna Charsadda). La [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Voglio raccontarvi di un posto meraviglioso e incredibile.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em><img class="alignleft" title="buddha del gandhara" src="http://www.buraku.org/wp-content/uploads/2009/06/ganbuddha.JPG" alt="buddha del gandhara" width="350" height="502" /></em></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>Gandhā</em></strong><em><strong>ra</strong></em> è il nome di un antico, importante e glorioso regno situato nel nord dell&#8217;odierno Pakistan e nell&#8217;est dell&#8217;odierno Afghanistan. Aveva il proprio centro nella valle di Peshawar e  le sue  città più importanti sono state Purushapura (l&#8217;odierna Peshawar), Takshashila (l&#8217;odierna Taxila) e Pushkalavati (l&#8217;odierna Charsadda). La storia e la cultura del Gandhāra sono enormemente affascinanti e totalmente tralasciate dai patetici programmi scolastici di storia; il cui unico scopo, parere personale, sembra essere quello di non far capire nulla.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel 327 aC <strong>Alessandro Magno</strong> (356 aC &#8211; 323 aC), nella sua corsa verso l&#8217;India, conquista tutti i piccoli regni nel quale si era frantumato il Gandhāra (dopo la fine dell&#8217;egemonia persiana nella regione attorno al 380 aC). Successivamente, il Gandhāra viene a far parte del grande impero pan-indiano Maurya fondato da <strong>Chandragupta</strong> (c. 340 aC &#8211; c. 240 aC, una teoria vuole che lo stesso Chandragupta sia originario del Gandhāra). Intorno al 180 aC, favorito dal declino dell&#8217;impero Maurya, il Gandhāra viene conquistato dal sovrano greco <strong>Demetrio I di Battria</strong><strong> (</strong>tra le altre cose, uno dei primi greci a convertirsi al buddhismo) e questo segna l&#8217;inizio del <em>regno indo-greco</em>. Nel 75 aC è la volta dei Kushan, una popolazione proveniente dall&#8217;Asia Centrale, che si impadronisce del potere. I Kushan adottano sia la cultura greca che quella indiana, una parte si converte al zoroastrismo e un&#8217;altra al buddhismo. Il periodo Kushan è considerato l&#8217;età dell&#8217;oro del Gandhāra, il cui picco massimo si raggiunge con il re <strong>Kanishka</strong> (128–151). Kanishka è un protettore del buddhismo e sotto il suo regno il Gandhāra diventa un luogo di irradiazione di questa religione verso l&#8217;Asia Centrale e la Cina (il primo buddhismo cinese deve tutto al Gandhāra).</p>
<p style="text-align: justify;">Quello che rende meraviglioso il Gandhāra, come forse avrete capito, è questa splendida unione di cultura ellenistica e cultura indiana e buddhista. Molti pensano che questa interazione tra cultura greca e cultura buddhista possa aver favorito la nascita del buddhismo mahayana (il buddhismo attualmente dominante e dal quale sono nate  un&#8217;infinità di scuole) che è caratterizzato, in estrema sintesi, dall&#8217;aver fatto del buddhismo una religione <em>canonica</em> con delle vere divinità e una alta speculazione filosofica. Inoltre, bisogna ricordare, che è proprio in Gandhāra che si riscontrano le prime rappresentazioni in forma umana del buddha. L&#8217;<strong>arte greco-buddhista </strong>è caratterizzata quindi dal realismo dell&#8217;arte ellenistica e da soggetti della religione buddhista. Queste rappresentazioni, e in generale tutta l&#8217;arte greco-buddhista, hanno fatto da modello per l&#8217;arte buddhista in luoghi anche molto lontani, come la Corea e il Giappone. Basti pensare che, per esempio, a Nara in Giappone c&#8217;è un tempio buddhista chiamato Hōryūji (tra l&#8217;altro, il più antico edificio ligneo al mondo, 711 dC) le cui colonne del portale mediano presentano l&#8217;<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Entasi" target="_blank"><strong>entasi</strong></a>.</p>
<p style="text-align: justify;">Purtroppo la demenza e la follia di certi devoti islamici (con i quali molti bramano il <em>dialogo</em>) ci ha privato di <a href="http://middleeast.about.com/od/afghanista1/a/me080910.htm" target="_blank"><strong>alcune opere maestose</strong></a>. In Gandhāra passava la Via della seta e questa zona dell&#8217;Asia ha sempre avuto un ruolo strategico (politico e militare) fondamentale tra est e ovest. In Gandhāra, insomma, due civiltà si sposarono e i loro frutti, nonostante la voglia distruttrice di una parte consistente della civiltà che è venuta dopo a risiedere in quelle zone, sono tra noi sotto forma di manufatti e sotto forma di idee. Il Gandhāra è stato un grande luogo che meriterebbe uno spazio maggiore nello studio della storia.</p>
<p style="text-align: justify;">Quando in tv guardate la miseria, la morte e il dolore che oggi piegano città come Peshawar o la valle dello Swat, ricordatevi che un tempo quei posti erano la sede di una grandissima civiltà <em>globalizzata</em>, che quei posti un tempo erano veramente il centro del mondo. Pensate a questo e dopo deprimetevi ancora di più nel constatare come sono ridotti ora.</p>
<p style="text-align: justify;"><img class="alignnone size-full wp-image-3010" title="capitello d'acanto con buddha" src="http://www.buraku.org/wp-content/uploads/2009/06/capitelloacantobuddha.jpg" alt="capitello d'acanto con buddha" /></p>
<p style="text-align: justify;"><img class="alignnone size-full wp-image-3011" title="eracle nelle vesti del bodhisattva vajrapani" src="http://www.buraku.org/wp-content/uploads/2009/06/vajrapani-eracle.jpg" alt="eracle nelle vesti del bodhisatva vajrapani" width="630" height="684" /></p>
<p style="text-align: justify;">
<div align="right" style="float:right;padding:5px 0xp 0px 5px;"><a name="fb_share" type="button" share_url="http://www.buraku.org/2009/06/29/gandhara/"></a></div>]]></content:encoded>
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		<title>Life in DDR (005)</title>
		<link>http://www.buraku.org/2008/09/20/life-in-ddr-005/</link>
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		<pubDate>Sat, 20 Sep 2008 09:33:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Yoshi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Cos&#8217;era la Aktion Ochsenkopf (missione testa di bue)? A) Una missione contro la diffusione dei &#8220;dannosi programmi televisivi dell&#8217;ovest&#8221; B) La pulizia delle foreste C) Una missione militare segreta per calibrare l&#8217;antenna di ricezione sul monte Brocken D) Una campagna mensile per i pionieri nelle fattorie Domani la risposta esatta (se controllate su google siete [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.buraku.net/images/ddr.gif" alt="" /></p>
<p><span style="font-family: Verdana;">Cos&#8217;era la Aktion Ochsenkopf (<em>missione testa di bue</em>)?</span></p>
<div>
<ul>
<li><span style="font-family: Verdana;">A) Una missione contro la diffusione dei &#8220;dannosi programmi televisivi dell&#8217;ovest&#8221;</span></li>
<li><span style="font-family: Verdana;">B) La pulizia delle foreste</span></li>
<li><span style="font-family: Verdana;">C) Una missione militare segreta per calibrare l&#8217;antenna di ricezione sul monte Brocken</span></li>
<li><span style="font-family: Verdana;">D) Una campagna mensile per i <em>pionieri</em> nelle fattorie</span></li>
</ul>
<p><span style="font-family: Verdana;">Domani la risposta esatta (se controllate su google siete dei pezzenti)</span></p>
</div>
<div align="right" style="float:right;padding:5px 0xp 0px 5px;"><a name="fb_share" type="button" share_url="http://www.buraku.org/2008/09/20/life-in-ddr-005/"></a></div>]]></content:encoded>
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		<title>Life in DDR (004)</title>
		<link>http://www.buraku.org/2008/09/07/life-in-ddr-004/</link>
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		<pubDate>Sun, 07 Sep 2008 21:53:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Yoshi</dc:creator>
				<category><![CDATA[history channel]]></category>

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		<description><![CDATA[Quanto bisognava attendere per poter ottenere una Trabant? A) 6 mesi B) 2,5 anni C) 15 anni D) 20 anni Domani la risposta esatta.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.buraku.net/images/ddr.gif" alt="" /></p>
<p><span style="font-family: Verdana;">Quanto bisognava attendere per poter ottenere una <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Trabant" target="_blank"><strong>Trabant</strong></a>?</span></p>
<ul>
<li><span style="font-family: Verdana;">A) 6 mesi</span></li>
<li><span style="font-family: Verdana;">B) 2,5 anni</span></li>
<li><span style="font-family: Verdana;">C) 15 anni</span></li>
<li><span style="font-family: Verdana;">D) 20 anni</span></li>
</ul>
<p><span style="font-family: Verdana;">Domani la risposta esatta.</span></p>
<div align="right" style="float:right;padding:5px 0xp 0px 5px;"><a name="fb_share" type="button" share_url="http://www.buraku.org/2008/09/07/life-in-ddr-004/"></a></div>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Life in DDR (003)</title>
		<link>http://www.buraku.org/2008/08/31/life-in-ddr-003/</link>
		<comments>http://www.buraku.org/2008/08/31/life-in-ddr-003/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 31 Aug 2008 21:33:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Yoshi</dc:creator>
				<category><![CDATA[history channel]]></category>

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		<description><![CDATA[Qual&#8217;era la formula per terminare una lettera ufficiale? A) Für Frieden und Sozialismus (per la pace e il socialismo) B) Mit sozialistem Gruß (saluti socialisti) C) Im Dienste der Partei (al servizio del partito) D) Gruß, Genosse (saluti, compagno) Domani la risposta esatta.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.buraku.net/images/ddr.gif" alt="" /></p>
<p><span style="font-family: Verdana;">Qual&#8217;era la formula per terminare una lettera ufficiale?<br />
</span></p>
<ul>
<li><span style="font-family: Verdana;">A) Für Frieden und Sozialismus (<em>per la pace e il socialismo</em>)</span></li>
<li><span style="font-family: Verdana;">B) Mit sozialistem Gruß (<em>saluti socialisti</em>)</span></li>
<li><span style="font-family: Verdana;">C) Im Dienste der Partei (<em>al servizio del partito</em>)</span></li>
<li><span style="font-family: Verdana;">D) Gruß, Genosse (<em>saluti, compagno</em>)</span></li>
</ul>
<p><span style="font-family: Verdana;">Domani la risposta esatta.</span></p>
<div align="right" style="float:right;padding:5px 0xp 0px 5px;"><a name="fb_share" type="button" share_url="http://www.buraku.org/2008/08/31/life-in-ddr-003/"></a></div>]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>Life in DDR (002)</title>
		<link>http://www.buraku.org/2008/08/24/life-in-ddr-002/</link>
		<comments>http://www.buraku.org/2008/08/24/life-in-ddr-002/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 24 Aug 2008 14:38:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Yoshi</dc:creator>
				<category><![CDATA[history channel]]></category>

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		<description><![CDATA[Qual&#8217;era l&#8217;unica rivista ufficiale disponibile che avesse foto di donne nude? A)  Mosaik (Mosaico) B)  Das Magazin (La Rivista) C)  Männergazette (La Gazzetta degli uomini) D)  FKK-Kurrier (Il Corriere del Naturismo) Domani la risposta esatta.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.buraku.net/images/ddr.gif" alt="" /></p>
<p><span style="font-family: Verdana;">Qual&#8217;era l&#8217;unica rivista ufficiale disponibile che avesse foto di donne nude?</span></p>
<ul>
<li><span style="font-family: Verdana;">A)  Mosaik (<em>Mosaico</em>)</span></li>
<li><span style="font-family: Verdana;">B)  Das Magazin (<em>La Rivista</em>)</span></li>
<li><span style="font-family: Verdana;">C)  Männergazette (<em>La Gazzetta degli uomini</em>)</span></li>
<li><span style="font-family: Verdana;">D)  FKK-Kurrier (<em>Il Corriere del Naturismo</em>)</span></li>
</ul>
<p><span style="font-family: Verdana;">Domani la risposta esatta.</span></p>
<div align="right" style="float:right;padding:5px 0xp 0px 5px;"><a name="fb_share" type="button" share_url="http://www.buraku.org/2008/08/24/life-in-ddr-002/"></a></div>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Life in DDR (001)</title>
		<link>http://www.buraku.org/2008/08/17/life-in-ddr-001/</link>
		<comments>http://www.buraku.org/2008/08/17/life-in-ddr-001/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 17 Aug 2008 15:31:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Yoshi</dc:creator>
				<category><![CDATA[history channel]]></category>

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		<description><![CDATA[Il DDR Museum di Berlino è senza dubbio un posto &#8220;da turisti&#8221;. Tuttavia svolge egregiamente il suo compito, ossia, quello di mostrare, anche con molta leggerezza, cosa volesse veramente dire vivere in un Paese comunista: annulamento dell&#8217;individuo, menzogne, privazione totale della minima libertà, miserie, etc etc Al DDR Museum ho comprato un simpatico mazzo di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>
<p>Il <strong>DDR Museum</strong> di Berlino è senza dubbio un posto <em>&#8220;da turisti&#8221;</em>. Tuttavia svolge egregiamente il suo compito, ossia, quello di mostrare, anche con molta leggerezza, cosa volesse <strong>veramente</strong> dire vivere in un Paese comunista: annulamento dell&#8217;individuo, menzogne, privazione totale della minima libertà, miserie, etc etc</p>
<p>Al DDR Museum ho comprato un simpatico mazzo di carte che contiene 162 domande e relative risposte che aiutano a capire bene la realtà e la vita quotidiana della <em>Repubblica Democratica Tedesca</em>. Ogni settimana a partire da oggi tradurrò una domanda a risposta multipla con la relativa risposta esatta nei commenti, cosicchè anche voi possiate dire insieme a me:<em> socialism is not so cool!</em></p>
<p><img src="http://www.ddr-museum.de/uploads/pics/GDR-Game_rechteSpalte.gif" alt="" width="200" height="210" /></p>
<p><span style="font-family: Verdana;">Cosa <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Walter_Ulbricht" target="_blank"><strong>Ulbricht</strong></a> definì &#8220;<em>cultura scimmiesca dell&#8217;imperialismo occidentale</em>&#8220;?<br />
</span></p>
<ol>
<li><span style="font-family: Verdana;">I sandali</span></li>
<li><span style="font-family: Verdana;">Il caffè</span></li>
<li><span style="font-family: Verdana;">Il jazz</span></li>
<li><span style="font-family: Verdana;">Le banane</span></li>
</ol>
</div>
<div align="right" style="float:right;padding:5px 0xp 0px 5px;"><a name="fb_share" type="button" share_url="http://www.buraku.org/2008/08/17/life-in-ddr-001/"></a></div>]]></content:encoded>
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		</item>
	</channel>
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