Buraku

il blog di Yoshi

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Democrazia con demos

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Conosco virtualmente Stefano da tanti anni e, per molti aspetti, lo considero il mio “senpai“. Attraverso i suoi post ho imparato tanto e, credetemi, mi ha aiutato a crescere. Probabilmente non si rende conto della benefica influenza che ha avuto su di me (e, sono convinto, anche su tanti altri); per questo penso sia doveroso scriverlo chiaramente. Probabilmente Stefano sara anche deluso dal sottoscritto per la strada politico-cultural-filosofica che ho preso ma mi sembra giusto che il kōhai ad un certo punto percorra la propria strada anche grazie agli strumenti che ha acquisito. Inoltre, il rispetto e la stima verso il senpai non sono mai in discussione; spero che la cosa sia reciproca.

Ecco, dopo questo preambolo arriviamo al succo. Ossia, Stefano ha scritto un post molto interessante sulla democrazia e vorrei commentarlo; quindi prima si proseguire qui, andate a leggere.

Stefano si sente schiacciato dal peso di non poter fare nulla in quanto la complessità del reale rende la democrazia uno strumento spuntato; spero di aver sintetizzato in modo esatto. Io capisco Stefano perché è esattamente la mia paura e il mio problema. Vorrei però che non cadesse nel duplice tranello dei tecnocrati e dell’”anti-multinazionalismo“, in quanto afferma:

In primo luogo, chi ha le competenze tecniche per stabilirlo e, poi, per valutare se le misure prese erano davvero quelle necessarie? Il “popolo” non corre piuttosto il rischio di esprimere il proprio giudizio sull’onda di un’emozione passeggera? In secondo luogo, molte delle decisioni che davvero contano e influenzano la vita delle singole persone vengono prese da organismi che sfuggono a ogni tipo di controllo democratico, organismi non eletti, come per esempio i consigli di amministrazione delle società multinazionali, il cui operato ha influssi molto concreti sugli individui. Come se non bastasse, queste realtà superano i confini nazionali all’interno dei quali il popolo può eleggere democraticamente i propri rappresentanti: non è questo, quindi, tutto un ambito che sfugge – persino all’interno delle democrazie – al principio stesso della democrazia? Questo sottrarsi al controllo e, soprattutto, l’impossibilità di incidere su determinate decisioni non è un affronto, un insulto, alla democrazia? O, a questo punto, poiché la realtà è tanto intricata, non varrebbe la pena affidarsi direttamente a una tecnocrazia, in cui le decisioni vengono prese da esperti?

Il fatto è che le società multinazionali non sono democratiche perché non ha senso che lo siano e non esiste il tecnocrate ma sempre il politico. Mi spiego: le multinazionali non portano avanti issues per “il bene pubblico” ma per il proprio bene, ossia per fare utili. L’individuo sul mercato sceglie se affidarsi alla multinazionale X o Y per dei servizi o per dei beni, questo è “il voto” dell’individuo nei confronti delle multinazionali. Burger King in questo periodo è in crisi nera mentre McDonald’s no: le persone “hanno votato” per il Big Mac e, se continua così, ciao ciao per sempre al Whopper. Non capisco questa paura verso le multinazionali e la voglia di socializzarne la struttura. Tutti i diritti, stringi stringi, sono diritti di proprietà. Se, per esempio, le multinazionali ledono il diritto di proprietà di persone abitanti nel Terzo Mondo, sicuramente è grave e quelle persone dovrebbero avere alle proprie spalle uno Stato di diritto che protegge la loro proprietà. Per quanto riguarda invece i tecnocrati del big government, sono la più grande bugia del millennio in quanto, da buoni ingegneri sociali, portano sempre avanti politiche dietro la cui presuntà tecnicità, si cela sempre un disegno politico; molto spesso spinto da lobby per nulla “popolari”. Questi sì che sono l’antidemocraticità dentro la democrazia.

Come se ne esce allora? Io suggerisco a Stefano di provare a cambiare prospettiva. Tanti dicono che la democrazia sia un dio che ha fallito, io non sono così radicale ma penso che la democrazia totalizzante sia un pericolo. Ossia, la dittatura della maggioranza della minoranza votante che pretende di mettere becco ovunque, anche in questioni che riguardano unicamente l’individuo, è la forma moderna, soft e occidentale dello Stato totalitario. Ci sono un’infinità di argomenti che non dovrebbero essere sottoposti all’arbitrio della democrazia. Tutti i diritti di proprietà dell’individuo (sul proprio corpo, sui propri beni, sui propri contratti con altri individui, etc etc) non dovrebbero a priori essere toccati dalla consultazione popolare perché, per esempio, tutto quello che Hitler fece in Germania fu legale, ossia essendo democraticamente eletto, ma per niente giusto!

La complessità del reale non la si risolve con un mega ingegnere sociale che dall’alto risolve tutte le questioni e qui in basso tutti i cittadini accettano di buon grado le soluzioni alcune a favore di alcuni, altre a favore di altri. La complessità la si risolve sbriciolando sul territorio il potere e lasciando agli individui la possibilità di interagire liberamente. Io non so nulla di computer ma non devo informarmi e votare per quale tipo di computer la popolazione X si deve dotare. Tra le diverse opzioni, ho scelto il computer che fa per me perché lo reputo il più affidabile e il più adatto alle mie esigenze. Non ho votato niente e non ho imposto a un altro di comprare il mio stesso computer.

La libera interazione tra persone che dietro di loro hanno la certezza dei propri diritti di proprietà crea l’ordine spontaneo. Il dirigere dall’alto crea solo caos, inefficienze e tremende ingiustizie. La democrazia è  semplicemente una forma di organizzazione dell’apparato statale. Non dovrebbe essere pompata come soluzione per tutto. Democrazia e libertà non sono sinonimi. Io reputo la seconda il mio fine, la prima un mezzo che a volte può essere utile e ragionevole usare, altre volte invece causa di schiavitù dell’individuo.

Written by Yoshi

February 3rd, 2010 at 2:53 pm

Basta carta

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Nonostante ci siano vari modelli di ebook reader che affaticano la vista esattamente come quando si legge un libro di carta, ho aspettato a comprarmene uno perché attendevo fiducioso il coso ora ufficialmente noto come iPad. Perché, va bene ebook reader, ma se è Apple e ha altre funzioni collaterali interessanti, è meglio :) Ora che è uscito, constato che la funzione collaterale dell’iPad è proprio quella di essere un ebook reader. Ossia, alla Apple hanno puntato su altro e, facendo uno schermo lcd (quindi non E Ink), hanno segato le gambe a chi come me sperava in una specie di Kindle della Apple. Quindi, attendo ancora un po’ per conoscere esperienze di lettura sull’iPad ma temo che dovrò ripiegare su altro perché non sono interessato a un bel giocattolone ma a un ebook reader. Se quell’ebook reader avesse avuto anche altre applicazione stile Apple sarebbe stato il massimo; però non è così, peccato.

Comunque, è indubbio che la strada sia quella.

Non avendo una forma mentis e un atteggiamento conservatore riguardo a nulla, non mi interessano minimamente le paturnie dei romanticoni che devono sentire la carta, annusarla, palpeggiarla, seviziarla. A me interessa quello che c’è scritto nel libro, non il libro. Mi interessa la musica, non il supporto del vinile o del cd. Certo, rispetto i feticisti del supporto fisico (sia esso cartaceo o policarbonatico o vinilico etc etc) perché come tutte le perversioni umane, se non ledono la mia libertà, non ho nulla da obiettare e, anzi, alcune perversioni umane hanno tutta la mia personale stima. Solo che, detto in simpatia tra noi, mi sono stancato di sentire questi ultraconservatori della cellulosa; do cojoni, eh!

Ringrazio ogni giorno la tecnologia per aver liberato la musica dai supporti scomodi facendola diventare puro spirito facilmente immagazzinabile. In futuro il formato mp3 potrà benissimo scomparire, di sicuro però ci sarà un programmino facile che trasformerà gli mp3 nel nuovo formato. Ossia, una volta che ci siamo liberati della materia, tutto è molto semplice e i traumi dei passaggi vinile-musicassetta-cd d’ora in poi saranno solo un ricordo. Il prossimo passo, mi ripeto da qualche anno, deve essere l’annichilimento dei libri cartacei. Una rivoluzione, come con la musica, deve avvenire anche con i libri perché, secondo il mio infimo parere, i libri di carta e il metodo di distribuzione di questi libri non hanno più senso. Comprare o “procurarsi in altre maniere” un ebook via rete e leggerlo su un ebook reader che può immagazzinare una biblioteca mi sembra il naturale parallelo di quello che faccio già con la musica, ossia comprare o “procurarsi in altre maniere” gli mp3 e ascoltarli attraverso un lettore mp3 (che può essere attaccato al computer, allo stereo, all’impianto audio dell’auto, etc etc) che può contenere una discoteca. Questo è il futuro che io voglio. Un futuro nel quale se sono interessato a un libro, nel giro di due minuti ce l’ho pronto da leggere: non è il paradiso?

Written by Yoshi

January 28th, 2010 at 1:42 pm

Hayek vs Keynes

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Mi piace la caratterizzazione dei personaggi: Keynes sborone che paga le conseguenze dei suoi eccessi e Hayek sfigatino che adesso nessuno conosce. Comunque, un video fantastico!

We’ve been going back and forth for a century
[Keynes] I want to steer markets,
[Hayek] I want them set free
There’s a boom and bust cycle and good reason to fear it
[Hayek] Blame low interest rates.
[Keynes] No… it’s the animal spirits

Keynes:

John Maynard Keynes, wrote the book on modern macro
The man you need when the economy’s off track, [whoa]
Depression, recession now your question’s in session
Have a seat and I’ll school you in one simple lesson

BOOM, 1929 the big crash
We didn’t bounce back—economy’s in the trash
Persistent unemployment, the result of sticky wages
Waiting for recovery? Seriously? That’s outrageous!

I had a real plan any fool can understand
The advice, real simple—boost aggregate demand!
C, I, G, all together gets to Y
Make sure the total’s growing, watch the economy fly

We’ve been going back and forth for a century
[Keynes] I want to steer markets,
[Hayek] I want them set free
There’s a boom and bust cycle and good reason to fear it
[Hayek] Blame low interest rates.
[Keynes] No… it’s the animal spirits

You see it’s all about spending, hear the register cha-ching
Circular flow, the dough is everything
So if that flow is getting low, doesn’t matter the reason
We need more government spending, now it’s stimulus season

So forget about saving, get it straight out of your head
Like I said, in the long run—we’re all dead
Savings is destruction, that’s the paradox of thrift
Don’t keep money in your pocket, or that growth will never lift…

because…

Business is driven by the animal spirits
The bull and the bear, and there’s reason to fear its
Effects on capital investment, income and growth
That’s why the state should fill the gap with stimulus both…

The monetary and the fiscal, they’re equally correct
Public works, digging ditches, war has the same effect
Even a broken window helps the glass man have some wealth
The multiplier driving higher the economy’s health

And if the Central Bank’s interest rate policy tanks
A liquidity trap, that new money’s stuck in the banks!
Deficits could be the cure, you been looking for
Let the spending soar, now that you know the score

My General Theory’s made quite an impression
[a revolution] I transformed the econ profession
You know me, modesty, still I’m taking a bow
Say it loud, say it proud, we’re all Keynesians now

We’ve been goin’ back n forth for a century
[Keynes] I want to steer markets,
[Hayek] I want them set free
There’s a boom and bust cycle and good reason to fear it
[Keynes] I made my case, Freddie H
Listen up , Can you hear it?

Hayek:

I’ll begin in broad strokes, just like my friend Keynes
His theory conceals the mechanics of change,
That simple equation, too much aggregation
Ignores human action and motivation

And yet it continues as a justification
For bailouts and payoffs by pols with machinations
You provide them with cover to sell us a free lunch
Then all that we’re left with is debt, and a bunch

If you’re living high on that cheap credit hog
Don’t look for cure from the hair of the dog
Real savings come first if you want to invest
The market coordinates time with interest

Your focus on spending is pushing on thread
In the long run, my friend, it’s your theory that’s dead
So sorry there, buddy, if that sounds like invective
Prepared to get schooled in my Austrian perspective

We’ve been going back and forth for a century
[Keynes] I want to steer markets,
[Hayek] I want them set free
There’s a boom and bust cycle and good reason to fear it
[Hayek] Blame low interest rates.
[Keynes] No… it’s the animal spirits

The place you should study isn’t the bust
It’s the boom that should make you feel leery, that’s the thrust
Of my theory, the capital structure is key.
Malinvestments wreck the economy

The boom gets started with an expansion of credit
The Fed sets rates low, are you starting to get it?
That new money is confused for real loanable funds
But it’s just inflation that’s driving the ones

Who invest in new projects like housing construction
The boom plants the seeds for its future destruction
The savings aren’t real, consumption’s up too
And the grasping for resources reveals there’s too few

So the boom turns to bust as the interest rates rise
With the costs of production, price signals were lies
The boom was a binge that’s a matter of fact
Now its devalued capital that makes up the slack.

Whether it’s the late twenties or two thousand and five
Booming bad investments, seems like they’d thrive
You must save to invest, don’t use the printing press
Or a bust will surely follow, an economy depressed

Your so-called “stimulus” will make things even worse
It’s just more of the same, more incentives perversed
And that credit crunch ain’t a liquidity trap
Just a broke banking system, I’m done, that’s a wrap.

We’ve been goin’ back n forth for a century
[Keynes] I want to steer markets,
[Hayek] I want them set free
There’s a boom and bust cycle and good reason to fear it
[Hayek] Blame low interest rates.
[Keynes] No it’s the animal spirits

Written by Yoshi

January 26th, 2010 at 4:37 pm

Il Movimento Libertario su Wikipedia? Meglio di no

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Voce-manifesto di un gruppuscolo anarchico apparentemente di diffusione e attività molto limitate. IMO, allo stato, non enciclopedica.

Così si è espresso l’utente che ha proposto di cancellare la pagina wiki del Movimento Libertario. Dopo la cancellazione della pagina del PNV, non seguita da analoga cancellazione della pagina nella Wikipedia in lingua inglese (qualcosa vorrà pur dire…), mi si ripropone la sgradevole sensazione che la Wikipedia in lingua italiana sia animata da personaggi che non hanno ben presente cosa voglia dire il termine enciclopedia e che siano, come dire, animati da intenti non molto enciclopedici ma più che altro politici.

Oltretutto, dire che il Movimento Libertario ha diffusione e attività limitate è dire una sonora castroneria perché, tanto per dirne una, un Leonardo Facco che interviene su varie testate giornalistiche e radiotelevisive e un Giorgio Fidenato al centro di una battaglia politica estremamente rilevante che suscita attenzione da più parti…non mi sembrano così tanto limitati.

Qui l’unica cosa limitata che vedo è lo spirito di certi wikipediani che tarpano le ali a un progetto di enciclopedia che non è neppure vincolata al discrimine che si dovrebbe fare se fosse cartacea.

Written by Yoshi

January 4th, 2010 at 3:58 pm

Buon tutto

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Da parte mia, vi auguro buone magnade, buon cazzeggiamento e buone spese. Il tutto all’insegna del più sano e sereno spirito consumista. Per quello che mi riguarda, per soli trenta euri mi sono regalato questo per passare un sereno Nasale.

Written by Yoshi

December 23rd, 2009 at 11:30 pm

Dicono che a trenta sei maturo

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Ma a me dopo aver sentito ’sta canzone è venuta una voglia tremenda di prendermi Dj Hero. Perché, diciamolo, è sempre stato il mio sogno nel cassetto fare quelle cose lì che fanno i dj; non si era capito? A differenza dei miei amici che facevano air guitar, io ho sempre fatto “air scratch”.

Written by Yoshi

December 19th, 2009 at 12:38 am

Digital divide e il dialogo impossibile con i dinosauri

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È ammirevole l’intervento distensivo di facebook nei confronti del vicecapo di stato di ITA. Il numero 2 di questo stato che sopravvive a sé stesso ieri si è lanciato in una filippica che ha quasi accomunato i gruppi terroristici degli anni ’70 con facebook, il social network che sta diventando la naturale valvola di sfogo per molte persone.
Le parole pronunciate ieri nel senato di ITA sono risuonate in rete come una bestemmia in Chiesa. È incredibile che il rappresentante di una istituzione di uno stato che si vuole definire libero dimostri una tale ignoranza – nel senso tecnico di nescienza – in ciò che dice. Non c’è nulla da dire sul piano politico, perché se questo è il numero 2 di ITA, la politica in ITA è morta e defunta.
Non ci possono essere parole adeguate per commentare un tale abisso.
Nel sentire tali parole ieri come prima reazione mi è gelato il sangue, come se mi fossi trovato di fronte a un dinosauro sopravvissuto alla propria estinzione. Dopodichè ho provato pena, pena per un uomo del passato che non può capire il presente.
È privo degli strumenti culturali minimi. Al suo confronto mi sono sentito come poteva sentirsi un Galileo che di fronte alla stupidità dell’inquisizione dicesse “eppur si muove”: è ammirevole pertanto che Richard Allan, responsabile europeo di Facebook abbia espresso la propria disponibilità “a discutere ulteriormente con Schifani o con chiunque altro del suo staff e di conoscere il suo punto di vista su come noi possiamo agire ancora più efficacemente in futuro”.

Gianluca Busato

Qui per leggere il resto.

Written by Yoshi

December 18th, 2009 at 4:44 pm

La guerra d’oggidì

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Call of Duty: Moder Warfare 2 si può definire un colossal. Il termine non è improprio, è proprio un colossal di videogioco.

Sono rimasto impressionato dal grado di coinvolgimento che può portare. Si è subito immersi nel gioco e si fa fatica a smettere, a spegnere la PS3. Modern Warfare 2 è una autentica esperienza virtuale di guerra e alla fine, quando metti giù il gamepad, un po’ ti resta una sensazione di disagio, un po’, per quei dieci secondi, pensi che la guerra è una cosa veramente animale. Insomma, Modern Warfare 2 a me fa scaturire considerazioni sull’abominio della guerra. Non male per un videogioco di guerra.

Io sono un po’ tardo nel seguire le storie e devo dire che ogni tanto mi perdo nei preamboli prima dell’azione e a volte non capisco bene al 100% cosa stia succedendo. Tuttavia, da bravo soldato, non mi pongo troppe domande ed eseguo gli ordini. Poi al limite vado su internet e mi leggo con calma la storia.

C’è da dire che quelli di Infinity Ward sono stati molti gentili. Infatti all’inizio della partita ti dicono che un capitolo del gioco potrebbe risultarti sgradevole e quindi ti danno la possibilità di saltarlo. Certo, mi sembra l’equivalente del tasto “no, sono minore di 18 anni e non acconsento di vedere pornazzi” nei siti porno. Mai saputo di uno che preme quel tasto? Ecco, appunto.

Written by Yoshi

December 8th, 2009 at 10:56 pm

If your friends don’t understand it, unfollow them

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porque yo soy un tumblrero

Written by Yoshi

November 22nd, 2009 at 9:19 pm

Il mio nuovo Pugno d’Acciaio

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L’umanità, fin dalla notte dei tempi, si può dividere fondamentalmente in due categorie principali. Le altre categorie sono secondarie, quelle che realmente dividono il genere umano sono queste due: quelli che nei picchiaduro sono in grado di fare le super combo infinite che spappolano gli avversari e quelli invece che non ne sono capaci. Io appartengo alla seconda ma mi sforzo per entrare nella prima.

Non ho mai avuto un gioco della saga di Tekken prima di questo nuovo Tekken 6 ma ho giocato molto a Tekken 3 da un mio amico. In pratica, ci si trovava in quattro o cinque dal mio amico e si facevano appassionanti tornei nei quali la tensione alle volte quasi si trasferiva dalle botte virtuali alle botte reali. Uau, che giovinezza vissuta. Vedendolo sulla scaffale appena uscito ancora caldo di produzione, ho sentito la necessità di acquistare questo nuovo Tekken 6 perché, è risaputo, dopo i trenta inizia la regressione.

La novità più grande di questo Tekken 6 è che, oltre al classico torneo, c’è anche la modalità campagna nella quale si combatte andando avanti in un ambiente seguendo una storia intervallata da luuunghi filmati. Ho appena iniziato questa modalità quindi non posso dare giudizi, però sembra interessante e mi fa tornare in mente quei bei picchiaduro a scorrimento orizzontale con il quale mi trastullavo da giovine in sala giochi. Ari-uau, che giovinezza vissuta. Oltre a questo, ovviamente c’è il classico torneo nel quale si può scegliere tra una caterva di personaggi (io prediligo Lei Wulong). Personaggi che si possono customizzare moltissimo, anche con esiti alquanto ridicoli. Sì, ci sono i guerrieroni forti, gli eroi agili, le signorine scosciate e tettute, i mostri e gli animali buffi. Inoltre, si può giocare anche online contro altri giocatori umani (kind of). In questo modo non c’è neanche il pericolo che il ritrovo di amici possa degenerare in rissa vera. Se da una parte, trovarsi dal vivo è indubbiamente più divertente, ora posso menare online anche un francese.

Tekken 6 è un picchiaduro indubbiamente superlativo che può soddisfare sia i combo maniacs che i neofiti, ossia, all’inizio ci si diverte tantissimo anche smanettando a caso; successivamente si inizia a guardare (direttamente dal gioco) come effettuare le mosse speciali. Un gioco a più livelli quindi. Una nota stonata forse è la grafica che non è così superlativa (bellissima ma non superlativa) come ci si dovrebbe aspettare, almeno, io mi aspetto un cicinin di più. Inoltre, ma va a gusti personali, alcuni scenari sono un po’ troppo incasinati e pieni di distrazioni: io avrei preferito scenari più calmi senza aerei che ti sfrecciano a due centimetri.

Ma si sa che alle persone anziane non piace la confusione.

Written by Yoshi

November 3rd, 2009 at 12:16 am