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	<title>Buraku &#187; la mia vita ciabattara violenta</title>
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		<title>Canton Ticino per tontiKanton Tessin für dumme</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Dec 2011 12:44:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Yoshi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Tantissime persone non sanno che in Svizzera si parla anche italiano. Non ci crederete ma là fuori ce ne sono a miliardi. Vediamo quindi di colmare questa lacuna. L&#8217;unico cantone svizzero (tra i 26 cantoni) interamente a sud delle Alpi e l&#8217;unico che ha come sola lingua ufficiale l&#8217;italiano è il cantone nel quale dimoro, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Tantissime persone non sanno che in Svizzera si parla anche italiano. Non ci crederete ma là fuori ce ne sono a miliardi. Vediamo quindi di colmare questa lacuna.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.buraku.org/wp-content/uploads/2011/12/ti.gif"><img class="alignleft size-full wp-image-7216" title="" src="http://www.buraku.org/wp-content/uploads/2011/12/ti.gif" alt="" width="426" height="286" /></a>L&#8217;unico cantone svizzero (tra i 26 cantoni)<strong> interamente a sud delle Alpi</strong> e l&#8217;unico che ha come<strong> sola lingua ufficiale l&#8217;italiano</strong> è il cantone nel quale dimoro, cioè (nome ufficiale) la <strong><a href="http://www.ticino.ch/it/" target="_blank">Repubblica e Cantone Ticino</a></strong>. L&#8217;altro cantone nel quale l&#8217;italiano è una lingua ufficiale è quello dei <strong><a href="http://www.gr.ch/IT/cantone/Seiten/Benvenuti.aspx" target="_blank">Grigioni</a></strong> (il cantone a est del Ticino) che ha quattro valli a sud delle Alpi (Calanca, Mesolcina, Bregaglia, Poschiavo) nelle quali si parla appunto italiano. Comunque la parte del leone della Svizzera italiana la fa il Ticino. In Svizzera ci sono quasi 8 milioni di persone, in Ticino un po&#8217; più di 330&#8217;000. Per fare un confronto, l&#8217;area metropolitana di Verona ha 700&#8217;000 abitanti. I ticinesi sono universalmente noti come <strong>i terroni della Confederazione</strong>. Hanno &#8216;o sole e &#8216;o mare (nella variante dei laghi) e il cibo mediterraneo (relativamente rispetto al resto degli svizzeri). Per lo svizzero-tedesco che vuole provare l&#8217;ebbrezza dell&#8217;italianità senza uscire dai patrii confini il Ticino è la meta turistica ideale.</p>
<p style="text-align: justify;">Quindi, riassumendo, anche in Svizzera, oltre al tedesco e al francese, ci sono dei posti nei quali si parla italiano. Certo, poi c&#8217;è da dire che l&#8217;italiano parlato dai ticinesi è un pochino strano a volte. Segue breve elenco di esempi di discrepanze tra l&#8217;italiano standard e l&#8217;italiano ticinese, cioè parole che in italiano standard sono diverse o che sono antiquate mentre in Ticino vengono usate nella quotidianità (<strong><a href="http://www.svizzionario.ch/" target="_blank">questo libro</a></strong> se volete approfondire).</p>
<ul>
<li style="text-align: justify;">Sconto è a<em>zione</em> (dal tedesco Aktion)</li>
<li style="text-align: justify;">Prenotazione è <em>riservazione</em> (dal francese réservation)</li>
<li style="text-align: justify;">Cellulare è <em><strong><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Natel" target="_blank">n</a></strong><strong><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Natel" target="_blank">atel</a></strong></em></li>
<li style="text-align: justify;">Collant è <em>ghette</em></li>
<li style="text-align: justify;">Medicinale è <em>medicamento</em></li>
<li style="text-align: justify;">Segnarsi è <em>marcarsi</em> (dal tedesco markieren)</li>
<li style="text-align: justify;">Ordinazione è <em>comanda</em></li>
<li style="text-align: justify;">Ascensore è <em>lift</em></li>
<li style="text-align: justify;">La cassetta della posta è <em>bucalettere</em></li>
</ul>
<p style="text-align: justify;">Nella quotidianità (e anche in ambito lavorativo) i ticinesi parlano<strong><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Dialetto_ticinese" target="_blank"> il loro idioma regionale</a></strong> (un po&#8217; come in Veneto). Il tedesco è conosciuto da ampi strati della popolazione e l&#8217;8% della popolazione è di madrelingua tedesca.</p>
<p style="text-align: justify;">I territori che adesso formano il Ticino entrarono definitivamente nell&#8217;orbita svizzera dal <strong>1515</strong> e misero fine alla loro condizione di &#8220;blande colonie&#8221; (i bailaggi) dei cantoni sovrani svizzeri nel <strong>1803</strong> entrando da pari nella Confederazione. Da quello che ho potuto <em>intuire</em>, il rapporto intimo dei ticinesi con il resto della Svizzera è ambivalente: da una parte cercano quasi di dimostrare al resto degli svizzeri di essere <em>svizzeri al 100%</em>, dall&#8217;altra ci tengono molto alla loro alterità, alla loro condizione di minoranza; e probabilmente per questo sono l&#8217;esempio migliore della struttura politica federale del Paese. Molti ticinesi si lamentano regolarmente con il potere centrale perché sembra disinteressarsi a questo cantone di frontiera e il partito di destra sociale, populista e xenofoba della <strong><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Lega_dei_Ticinesi" target="_blank">Lega dei Ticinesi</a> </strong>(che a intervalli regolari butta lì l&#8217;ipotesi della secessione dalla Confederazione) ci sguazza su questo malcontento. Diciamo che a volte i ticinesi hanno tutte le ragioni per incazzarsi, per esempio riguardo la chiusura del tunnel stradale del San Gottardo per manutenzione per due anni e mezzo dal 2020 che isolerà molto il cantone dal resto della Svizzera. Sono in occasioni come queste che i ticinesi si sentono cittadini di serie B perché l&#8217;opzione (costosa) di fare un secondo tunnel praticamente non viene presa in considerazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel complesso tuttavia i ticinesi sono ben contenti di far parte della Confederazione, soprattutto sono ben contenti di dire agli italiani che loro fanno parte della Confederazione. L&#8217;irredentismo italiano, per quello che ne so, qua è sempre stato molto minoritario (<a href="http://www.ibs.it/code/9788846453648/crespi-ferdinando/ticino-irredento-frontiera.html" target="_blank"><strong>questo libro</strong> </a>per approfondire). Il Canton Ticino è la prova vivente che<strong> italofonia non è sinonimo di far parte per forza dello stato italiano</strong>. Il resto della Svizzera, per quello che ho <em>intuito</em>, guarda con bonario divertimento al Ticino perché è il territorio più diverso dal resto e perché i ticinesi sono quanto di più vicino al concetto di <em>calore mediterraneo</em> (notate: stiamo parlando di un territorio montanaro eh) che fa tanto folklore.</p>
<p style="text-align: justify;">Tuttavia, nonostante tutta questa sbandierata <em>mediterraneità</em>, vi posso assicurare che le differenze tra Canton Ticino e Italia sono tante; da come la gente guida per strada a come lavora. Far parte del <em>sistema-Svizzera</em> vuol dire essere su un altro mondo rispetto all&#8217;Italia. I ticinesi sono molto educati e a modo, nonostante i commentatori di <strong><a href="http://www.ticinonews.ch/" target="_blank">Ticinonews</a></strong> o <strong><a href="http://www.tio.ch/welcome_tio.asp" target="_blank">Ticinonline</a></strong>, siti che sembrano catalizzare tutti i frustrati e <em>boari</em> della Svizzera italiana. Nella vita quotidiana per adesso non ho mai avuto il minimo sentore di una qualche forma anche leggera di razzismo. Anche perché tutto l&#8217;odio dei ticinesi viene convogliato sui 50&#8217;000 e passa <strong><a href="http://www.buraku.org/2010/10/01/bala-i-ratt/" target="_blank">frontalieri</a></strong> italiani (ricordo che la popolazione ticinese è di 330&#8217;000 circa) che ogni giorno vengono a lavorare qui in Ticino e la sera tornano in Italia e che spesso vengono additati come causa di ogni male del Ticino, dalla mancanza di lavoro alla scomparsa delle mezze stagioni.</p>
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		<title>Ciao</title>
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		<pubDate>Mon, 28 Nov 2011 11:00:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Yoshi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Caro Veneto ciao. A vago via. Mia parché a te me ste sui cojoni o robe del genare. El fato l&#8217;è che vojo proàr robe nove. Vojo far nove esperienze e cresàr fà omo. L&#8217;è sta belo, te me mancarè e me mancarà la me caxeta che par coasi siè ani la ga proteto mi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignnone size-full wp-image-7175" title="legitimaziun d'esters" src="http://www.buraku.org/wp-content/uploads/2011/11/b.jpg" alt="" width="600" height="816" /></p>
<p style="text-align: justify;">Caro Veneto ciao.</p>
<p style="text-align: justify;">A vago via.</p>
<p style="text-align: justify;">Mia parché a te me ste sui cojoni o robe del genare. El fato l&#8217;è che vojo proàr robe nove. Vojo far nove esperienze e cresàr fà omo. L&#8217;è sta belo, te me mancarè e me mancarà la me caxeta che par coasi siè ani la ga proteto mi e Elisa. Ghemo visuo gran bei momenti e niente podarà scanzelarneli.</p>
<p style="text-align: justify;">Ciao, stame ben e serca de no ndar in cagona. Te si belo, te si forte, te ghe na vitalità fora da l&#8217;ordinario: a sarìa on pecà no profitarghene. De solito i me dixe che a go el cor de giazo. No, in realtà a son solo bon de scondar i me sentimenti. Te vojo ben e i me sentimenti par ti i restarà senpre gualivi. No star a sentirte ofeso o tradìo se a vago via, no. Tuti e do gavemo bexogno de esar indipendenti, sta ki l&#8217;è la verità. Gavemo pasà momenti che no se capìvimo. Te go odià e maledìo: no te capivo. Podopo a son cresùo e go capìo coanto mona che jero sta, coanto butìn vizià e che no capise n&#8217;ostia. Certo, no l&#8217;è che ti te sipi parfeto ma credime che de seguro no te si coela tera de mostri che tante olte i ga vedar in TV. La xente che te abita tante olte la dovarìa fermarse e pensarghe sora on fià a coanto che l&#8217;è fortunà a vivar inte on posto favoloxo indove el mare, i monti, el lago, la canpania, le sità d&#8217;arte, tute ste robe le vive una tacà a chelaltra. On posto indove el spirito individualista e la voja de far i ga vinto so la povertà. Da soli, contro el stato tasasino, i veneti dal dopogoera i ga creà richesa; e da coesto a te vedi el spirito de na tera.</p>
<p style="text-align: justify;">Vien coà, dame on strucón e salutemose par benon. No star a preocuparte che vegnarò a catarte. Lo so che a te si senpre coà.</p>
<p style="text-align: justify;">Ciao, deso vago, te vojo ben. Grasie par tuto coeo che te me ghe dà. Grasie par tuto, a lo tegnarò senpre drento de mi. Orgojoso ieri, ancó e doman de rispondar a ci che me dimanda &#8220;<em>italiano?</em>&#8221; con on forte e sceto &#8220;<strong><em>veneto!</em></strong>&#8220;.</p>
<p style="text-align: right;"><em>Ti co Nu. Nu co Ti.</em></p>
<p><object width="600" height="335"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/0ITNhNXTmmU?version=3&amp;hl=it_IT&amp;rel=0" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="600" height="335" src="http://www.youtube.com/v/0ITNhNXTmmU?version=3&amp;hl=it_IT&amp;rel=0" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always"></embed></object></p>
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		<title>But there is one more thing&#8230;</title>
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		<pubDate>Thu, 06 Oct 2011 07:03:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Yoshi</dc:creator>
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		<category><![CDATA[steve jobs]]></category>

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			<content:encoded><![CDATA[<p><object width="600" height="335"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/cO-2NAl7Sm0?version=3&amp;hl=it_IT&amp;rel=0&amp;hd=1" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="600" height="335" src="http://www.youtube.com/v/cO-2NAl7Sm0?version=3&amp;hl=it_IT&amp;rel=0&amp;hd=1" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
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		<title>Last Night. Video di un commesso viaggiatore</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Sep 2011 13:58:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Yoshi</dc:creator>
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		<category><![CDATA[musica maestro!]]></category>
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		<description><![CDATA[Essendo Last Night dei Lava Lava Love diventata la canzone ufficiale dei miei viaggi di lavoro, ho deciso di omaggiarla con un video riassuntivo dei due giorni a Istanbul e Tel Aviv di fine agosto. L&#8217;effetto tremarella delle riprese è voluto, dal mio Parkinson. condividi su facebook]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Essendo<em> Last Night</em> dei <strong><a href="http://lavalavalove.tumblr.com/" target="_blank">Lava Lava Love </a></strong>diventata la canzone ufficiale dei miei viaggi di lavoro, ho deciso di omaggiarla con un video riassuntivo dei due giorni a Istanbul e Tel Aviv di fine agosto.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;effetto tremarella delle riprese è voluto, dal mio Parkinson.<br />
<object width="600" height="338"><param name="allowfullscreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="movie" value="http://vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=28612531&amp;server=vimeo.com&amp;show_title=0&amp;show_byline=0&amp;show_portrait=0&amp;color=ffffff&amp;fullscreen=1&amp;autoplay=0&amp;loop=0" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="600" height="338" src="http://vimeo.com/moogaloop.swf?clip_id=28612531&amp;server=vimeo.com&amp;show_title=0&amp;show_byline=0&amp;show_portrait=0&amp;color=ffffff&amp;fullscreen=1&amp;autoplay=0&amp;loop=0" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
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		<title>Yoshi in München</title>
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		<pubDate>Fri, 29 Jul 2011 11:04:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Yoshi</dc:creator>
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		<category><![CDATA[münchen]]></category>

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		<description><![CDATA[Sabato notte parto per Monaco di Baviera e ritornerò a fine agosto. Diciamo che è una mezza vacanza perché dovrò a) sbrigare comunque robe di lavoro e soprattutto b) imparare più tedesco possibile Sarà anche un gradito e benefico periodo di riflessione sia lavorativa (nuove sfide) che personale (nuova vita) che politica. Riguardo questo ultimo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignnone size-full wp-image-7060" src="http://www.buraku.org/wp-content/uploads/2011/07/mu.jpg" alt="" width="600" height="400" /></p>
<p style="text-align: justify;">Sabato notte parto per Monaco di Baviera e ritornerò a fine agosto. Diciamo che è una <em>mezza vacanza</em> perché dovrò a) sbrigare comunque robe di lavoro e soprattutto b) <strong>imparare più tedesco possibile</strong> <img src='http://www.buraku.org/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<p style="text-align: justify;">Sarà anche un gradito e benefico periodo di riflessione sia lavorativa (nuove sfide) che personale (nuova vita) che <em>politica</em>. Riguardo questo ultimo punto, avrete notato che ultimamente, se leggete il sito di <strong><a href="http://www.venetostato.com" target="_blank">VS</a></strong>, sono capitate cose che io reputo di una gravità enorme perché vanno a toccare quelli che considero i miei valori più sacri. Non agisco d&#8217;impulso e quindi ho evitato commenti. Rifletterò sul da farsi, valuterò se esiste ancora spazio per portare avanti le mie idee e se il partito non sia ormai diventato quello che temo di più, cioè una Lega 2.</p>
<p style="text-align: justify;">Bene, se ci sarà qualcosa di interessante da postate da Monaco la posterò.</p>
<p style="text-align: justify;">Staxìme ben <img src='http://www.buraku.org/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
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		<title>India, Cina e noi</title>
		<link>http://www.buraku.org/2011/05/22/india-cina-e-noi/</link>
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		<pubDate>Sun, 22 May 2011 13:05:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Yoshi</dc:creator>
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		<category><![CDATA[india]]></category>
		<category><![CDATA[mumbai]]></category>

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		<description><![CDATA[Avendo visitato una importante città dell&#8217;India, Mumbai (la vecchia Bombay) e una importante città della Cina, Guangzhou (la vecchia Canton), mi sento di fare qualche riflessione. Mumbai, a detta degli indiani, è la capitale commerciale dell&#8217;India, la città nella quale tutte le aziende importanti o che vogliono diventare importanti hanno sede; tipo la Milano dell&#8217;India. Ecco, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-full wp-image-6854" title="guangzhou tower" src="http://www.buraku.org/wp-content/uploads/2011/05/gt.jpg" alt="" width="350" height="526" />Avendo visitato una importante città dell&#8217;India, <strong>Mumbai</strong> (la vecchia Bombay) e una importante città della Cina, <strong>Guangzhou</strong> (la vecchia Canton), mi sento di fare qualche riflessione.</p>
<p style="text-align: justify;">Mumbai, a detta degli indiani, è la capitale commerciale dell&#8217;India, la città nella quale tutte le aziende importanti o che vogliono diventare importanti hanno sede; tipo la Milano dell&#8217;India. Ecco, nonostante questa importanza a me Mumbai ha impressionato per la miseria, la sporcizia, il caos. Mumbai mi è sembrata l&#8217;inferno. Un&#8217;esperianza che non avevo mai fatto prima. Baraccopoli ovunque, gente stesa lungo il marciapiede, cani randagi, la guida criminale degli indiani, i clacson, la polvere, etc etc. Insomma, se questa è la capitale commerciale dell&#8217;India figuriamoci le altre città&#8230; Guangzhou è una delle citta più importanti della Cina ma non la più importante. Ha meno abitanti di Mumbai (neanche 11 milioni contro i 12 e mezzo di Mumbai) ma sembra New York. Per andare in fiera attraversavo <strong><a href="http://www.lifeofguangzhou.com/node_10/node_37/node_85/img/2009/07/30/124893339167993_1.jpg" target="_blank">un ponte spettacolare</a></strong> e da là lo skyline sembra americano. Sì, i cinesi hanno l&#8217;orrida abitudine di scatarrare in pubblico per strada, però di cicche o carte per terra ne ho viste veramente poche.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;attitudine dei cinesi poi mi sembra veramente diversa. Questi stanno assaggiando una progressiva libertà economica e tutti hanno una grande fame di progresso e di benessere. Sono attivi, sono intraprendenti e sanno darsi da fare. Tutti mettono grande energia e puntigliosità nel loro lavoro, dal facchino al manager; dal contadino che si muove e  va a lavorare in una fabbrica per migliorare la sua condizione di vita (perché, sì, quello che a noi sembra un inferno per lui è un miglioramento, altrimenti se ne starebbe in campagna), all&#8217;ingenegnere che va all&#8217;estero a lavorare. Gli indiani li ho visti molto più&#8230;seduti. Anche loro sono un&#8217;economia in grandissima espansione la loro situazione politica è sensibilmente migliore di quella cinese, ma l&#8217;impressione generale che mi hanno dato non è stata di intraprendenza come i cinesi. Certo, paragonata alla situazione inerziale nostrana dove tutto sembra dover essere un diritto e nessuno muove il culo, siamo su un altro pianeta; figuratevi con i cinesi.</p>
<p style="text-align: justify;">Visitando queste due città mi sono rafforzato nell&#8217;idea che dobbiamo solamente baciarci le mani per la crescita indiana e cinese. A differenza degli analfabeti economici e/o dei politici che raccontano il contrario, la verità è che <strong>la ricchezza non è un gioco a somma zero</strong>. Non è vero che dato 100 il numero totale della ricchezza, se prima la Cina aveva 10 e noi 90, ora il rapporto è, mettiamo, 40 e 60. Non è vero perché non esiste un numero totale della ricchezza. La ricchezza totale può aumentare o diminuire e questo dipende da vari fattoti, come la libertà di commerciare. In un paesino isolato la ricchezza totale sarà bassa perché la popolazione tenderà all&#8217;economia di sussistenza. Ma mettendo quel paesino in un contesto di economia di mercato integrata con il resto del mondo, la popolazione potrà approvigionarsi al meglio e <strong>specializzarsi nel lavoro</strong>. La suddivisione del lavoro infatti è un altro fattore fondamentale per la creazione di ricchezza. Come è scritto nella <strong><a href="http://www.privatseminar.net/page/4/" target="_blank">recensione</a></strong> de <em>The Rational Optimist </em>:</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #888888;">L’uomo è un animale che scambia idee o merci. Proprio questo scambio e la relativa specializzazione delle persone (se scambio il mio pomodoro per il tuo martello, non ho bisogno di saper costruire un martello), portano l’evoluzione del genere umano. Le idee fanno sesso tra di loro e da questa unione nascono nuove idee, nuove tecnologie che migliorano la vita. Il commercio libero ha portato sempre benessere e avanzamento.</span></p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;"><strong>I paesi aperti sono sempre stati più ricchi rispetto a quelli chiusi</strong>. Questo è un dato di fatto che gli analfabeti economici non conoscono e che i politici nascondono per i loro fini. Ovviamento il mercato globale comporta dei cambiamenti. Durante la Rivoluzione Industriale in Europa eserciti di contadini hanno abbandonato la campagna per andare a fare gli operai in città (come sta succedendo in Cina). Anche allora avevamo il nobile scandalizzato da questo movimento che si chiedeva dove saremo andati a finire. Però se non ci fosse stato questo spostamento, questo cambiamento, non avremmo assistito a un <strong>favoloso aumento della ricchezza </strong>e del benessere per vastissimi strati della popolazione. Oggi tanti hanno paura dell&#8217;India e soprattutto della Cina perché vedono solo come negativo il cambiamento che questa ascesa comporta. L&#8217;unica cosa della quale avere paura secondo me è l&#8217;ostinarsi a non seguire la corrente del cambiamento e combattere per una battaglia già persa, ossia quella di far finta che non esista il cambiamento: <strong>questo</strong> porta alla povertà, non la Cina. Chiudersi a riccio alzando dazi ci rende più poveri. Limitare il commercio internazionale ci rende più poveri. Trattare altri stati come nemici commerciali ci rende più poveri. Se la Cina e l&#8217;India crescono, dobbiamo solo esserne felici perché questo darà più opportunità anche a noi: <strong>la ricchezza non è un gioco a somma zero</strong>. Certo, può essere traumatico; lo dico io che vivo sulla mia pelle questo cambiamento con le aziende che si spostano in Cina. Però è veramente da miopi non accorgersi che dietro l&#8217;angolo ci sono grandi opportunità e che la legge del vantaggio comparato funziona. <em>Vantaggio comparato</em> significa che se X è molto più bravo di Y nel produrre il prodotto A e solo poco più bravo nel produrre il prodotto B, ha vantaggio comparato in A; mentre Y ha vantaggio comparato in B. Quindi X farà volentieri produrre a Y il prodotto B (anche se è più bravo di lui) perché guadagna di più a produrre A. Quindi esistono opportunità di divisione del lavoro vantaggiose <strong>per tutte le parti in causa</strong>.</p>
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		<title>Guangzhou</title>
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		<pubDate>Sat, 14 May 2011 08:28:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Yoshi</dc:creator>
				<category><![CDATA[la mia vita ciabattara violenta]]></category>
		<category><![CDATA[guangzhou]]></category>

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		<description><![CDATA[Tra qualche ora partirò alla volta di Malpensa per prendere un aereo che mi porterà a Dubai (sempre là sono&#8230;) e poi un altro aereo che mi farà arrivare a Guangzhou, la città formelly known as Canton. Non sono mai stato in Cina e sinceramente non fremevo dalla voglia di andarci, anche perché si tratta di lavoro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-6844" src="http://www.buraku.org/wp-content/uploads/2011/05/guangzhou.jpeg" alt="" width="600" height="400" /></p>
<p style="text-align: justify;">Tra qualche ora partirò alla volta di Malpensa per prendere un aereo che mi porterà a Dubai (sempre là sono&#8230;) e poi un altro aereo che mi farà arrivare a <strong><a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Guangzhou" target="_blank">Guangzhou</a></strong>, la città formelly known as <strong>Canton</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Non sono mai stato in Cina e sinceramente non fremevo dalla voglia di andarci, anche perché si tratta di lavoro e non turismo. Però per portare a casa la pagnotta bisogna fare questo e altro.</p>
<p style="text-align: justify;">E allora facciamoci venire la voglia e andiamo! Ciao eh, magari dalla Cina posterò qualcosa se mi viene voglia <img src='http://www.buraku.org/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
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		<title>Verso Mumbai</title>
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		<pubDate>Sat, 16 Apr 2011 10:57:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Yoshi</dc:creator>
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		<category><![CDATA[mumbai]]></category>

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		<description><![CDATA[Tra un po&#8217; parto in direzione Malpensa per prendere un aereo che mi porterà a Dubai e da lì a Mumbai. Sì insomma, sto per andare per la prima volta in India e sono un po&#8217; agitato dato che non so bene cosa aspettarmi. Per fortuna ho due compagni di viaggio mattacchioni più imbranati di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignnone size-full wp-image-6808" src="http://www.buraku.org/wp-content/uploads/2011/04/mumbai.jpg" alt="" width="600" height="477" /></p>
<p style="text-align: justify;">Tra un po&#8217; parto in direzione Malpensa per prendere un aereo che mi porterà a Dubai e da lì a Mumbai. Sì insomma, sto per andare per la prima volta in India e sono un po&#8217; agitato dato che non so bene cosa aspettarmi. Per fortuna ho due compagni di viaggio <em>mattacchioni</em> più imbranati di me e quindi non avrò tanto tempo per pensare; dato che dovrò tradurre e stare attento che non mi si perdano in giro.</p>
<p style="text-align: justify;">Bon, io torno giovedì. Nel frattempo non fate casino in giro.</p>
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		<title>Il Leon Thailandese</title>
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		<pubDate>Thu, 07 Apr 2011 22:04:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Yoshi</dc:creator>
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		<category><![CDATA[thailandese]]></category>

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		<description><![CDATA[Se Concamarise per la mia generazione cresciuta nella Bassa Veronese è sinonimo di ristorante messicano (in quanto unico ristorante del genere nella zona), Sant&#8217;Ambrogio di Valpolicella nella provincia di Verona per me è già sinonimo di thailandese. Ora, vai a capire il perché un ristorante thailandese debba trovarsi a Sant&#8217;Ambrogio di Valpolicella, non lo so. Il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Se Concamarise per la mia generazione cresciuta nella Bassa Veronese è sinonimo di ristorante messicano (in quanto unico ristorante del genere nella zona), Sant&#8217;Ambrogio di Valpolicella nella provincia di Verona per me è già sinonimo di thailandese.</p>
<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-full wp-image-6766" title="leon" src="http://www.buraku.org/wp-content/uploads/2011/04/lt.jpg" alt="" width="350" height="469" />Ora, vai a capire il perché un ristorante thailandese debba trovarsi a Sant&#8217;Ambrogio di Valpolicella, non lo so. Il fatto è che il ristorante thailandese <strong><a href="http://www.ristoranteleon.it/" target="_blank">Leon</a></strong> propone una cucina fantastica. Già ti predispone bene dato che all&#8217;entrata si può ammirare in perfetto stile fusion un Leone di San Marco in stile orientale (figata!). La cosa importante tuttavia è la cucina.</p>
<p style="text-align: justify;">Ecco, forse voi non lo sapete, ma la cucina thailandese batte di diverse lunghezze la cucina cinese (nonostante ne sia debitrice, almeno credo) ed è molto più <em>simpatica</em> di quella giapponese. Diciamo che, nella classifica mia e di mia mojere, è a pari merito lassù in cima con la cucina <em>smisioto</em> di Singapore (probabilmente la più simpatica).</p>
<p style="text-align: justify;">Il ristorante Leon è un degnissimo ambasciatore della cucina thailandese, che è cucina raffinata e sublime perché racchiude tutti i cinque sapori (e fa uso di bagigi). Dagli antipasti ai dolci, il ristorante Leon ci ha offerto una gamma squisita di piatti. Personalmente vado matto per gli involtini primavera thailandesi, per i pat thai kung (fettuccine di pasta di riso piccantissime), per i paneng gai (straccetti di pollo in salsa di cocco e curry rosso, anche questi piccanti) e, per quanto riguarda i dolci, il riso nero con sopra una crema misteriosa. Tranquilli, c&#8217;è anche un&#8217;ampia varietà di piatti non piccanti.</p>
<p style="text-align: justify;">Il servizio è ottimo, il personale è gentilissimo, la cucina è fantastica e se siete della zona e non avete mai provato la cucina thailandese, <strong>dovete</strong> dargli una chance.</p>
<p style="text-align: justify;">Ultima cosa importante da scrivere per invogliarvi a provarlo: dalla domenica al giovedì c&#8217;è il menu completo a soli 20€</p>
<p style="text-align: justify;">Sì, <strong>Sant&#8217;Ambrogio di Valpolicella vuol dire thailandese</strong>; oltre che, ça va sans dire, <strong>bon vin</strong>.</p>
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		<title>I me ga ciavà el MacBook</title>
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		<pubDate>Fri, 25 Mar 2011 22:22:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Yoshi</dc:creator>
				<category><![CDATA[la mia vita ciabattara violenta]]></category>

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		<description><![CDATA[Mercoledì io e il mio collega siano andati ad allestire il nostro stand per una fiera di settore che si tiene in una città che per privacy non nominerò; diciamo che è la città di un famoso marchio alimentare che inizia per B e finisce per ARILLA. Ad un certo punto decidiamo di andare in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Mercoledì io e il mio collega siano andati ad allestire il nostro stand per una fiera di settore che si tiene in una città che per privacy non nominerò; diciamo che è la città di un famoso marchio alimentare che inizia per B e finisce per ARILLA. Ad un certo punto decidiamo di andare in direzione per ritirare documenti vari, al bar per mangiare un panino e fuori il salone per fumare una sigaretta; in tutto ci siamo allontani dallo stand per una ventina di minuti.</p>
<p style="text-align: justify;">Al nostro ritorno l&#8217;amarissima sorpresa: i due MacBook che avevamo chiuso a chiave dentro lo sgabuzzino dello stand non ci sono più. Sgabuzzino violato e MacBook con relative valigette andati. Sbianco e mi sento come se si fossero intrufolati in casa mia per rubare. Sì perché il computer è parte integrante della mia intimità, un&#8217;estensione della mia vita privata e lavorativa. Mi incazzo perché tanti appunti, tante schede tecniche e tanti dati che riguardano il mio lavoro sono persi, oltre a tante altre cose private. Perché, sì, quello era essenzialmente un computer da lavoro, ma c&#8217;era dentro anche la vita privata. Una sensazione di merda.</p>
<p style="text-align: justify;">Essendo giornata di allestimento stand, e non di fiera, di sicuro i ladri sono stati addetti che lavoravano quel giorno in fiera per allestire gli stand. Probabilmente gente che poi è ripassata tranquillamente davanti al nostro stand; e mi incazzo ancora di più. Io mi chiedo che razza di reputazione possa avere un ente fieristico nel quale capitano queste cose. Vi sembra una cosa accettabile? Vi sembra tollerabile che in venti minuti di assenza venga aperto uno sgabuzzino chiuso a chiave per rubare? Ma dove siamo?</p>
<p style="text-align: justify;">Ah, sì, in Italia.</p>
<p style="text-align: justify;">Comunque, che brutta sensazione. Che sensazione di violenza subita. Che brutta esperienza.</p>
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