Tantissime persone non sanno che in Svizzera si parla anche italiano. Non ci crederete ma là fuori ce ne sono a miliardi. Vediamo quindi di colmare questa lacuna.
L’unico cantone svizzero (tra i 26 cantoni) interamente a sud delle Alpi e l’unico che ha come sola lingua ufficiale l’italiano è il cantone nel quale dimoro, cioè (nome ufficiale) la Repubblica e Cantone Ticino. L’altro cantone nel quale l’italiano è una lingua ufficiale è quello dei Grigioni (il cantone a est del Ticino) che ha quattro valli a sud delle Alpi (Calanca, Mesolcina, Bregaglia, Poschiavo) nelle quali si parla appunto italiano. Comunque la parte del leone della Svizzera italiana la fa il Ticino. In Svizzera ci sono quasi 8 milioni di persone, in Ticino un po’ più di 330’000. Per fare un confronto, l’area metropolitana di Verona ha 700’000 abitanti. I ticinesi sono universalmente noti come i terroni della Confederazione. Hanno ‘o sole e ‘o mare (nella variante dei laghi) e il cibo mediterraneo (relativamente rispetto al resto degli svizzeri). Per lo svizzero-tedesco che vuole provare l’ebbrezza dell’italianità senza uscire dai patrii confini il Ticino è la meta turistica ideale.
Quindi, riassumendo, anche in Svizzera, oltre al tedesco e al francese, ci sono dei posti nei quali si parla italiano. Certo, poi c’è da dire che l’italiano parlato dai ticinesi è un pochino strano a volte. Segue breve elenco di esempi di discrepanze tra l’italiano standard e l’italiano ticinese, cioè parole che in italiano standard sono diverse o che sono antiquate mentre in Ticino vengono usate nella quotidianità (questo libro se volete approfondire).
- Sconto è azione (dal tedesco Aktion)
- Prenotazione è riservazione (dal francese réservation)
- Cellulare è natel
- Collant è ghette
- Medicinale è medicamento
- Segnarsi è marcarsi (dal tedesco markieren)
- Ordinazione è comanda
- Ascensore è lift
- La cassetta della posta è bucalettere
Nella quotidianità (e anche in ambito lavorativo) i ticinesi parlano il loro idioma regionale (un po’ come in Veneto). Il tedesco è conosciuto da ampi strati della popolazione e l’8% della popolazione è di madrelingua tedesca.
I territori che adesso formano il Ticino entrarono definitivamente nell’orbita svizzera dal 1515 e misero fine alla loro condizione di “blande colonie” (i bailaggi) dei cantoni sovrani svizzeri nel 1803 entrando da pari nella Confederazione. Da quello che ho potuto intuire, il rapporto intimo dei ticinesi con il resto della Svizzera è ambivalente: da una parte cercano quasi di dimostrare al resto degli svizzeri di essere svizzeri al 100%, dall’altra ci tengono molto alla loro alterità, alla loro condizione di minoranza; e probabilmente per questo sono l’esempio migliore della struttura politica federale del Paese. Molti ticinesi si lamentano regolarmente con il potere centrale perché sembra disinteressarsi a questo cantone di frontiera e il partito di destra sociale, populista e xenofoba della Lega dei Ticinesi (che a intervalli regolari butta lì l’ipotesi della secessione dalla Confederazione) ci sguazza su questo malcontento. Diciamo che a volte i ticinesi hanno tutte le ragioni per incazzarsi, per esempio riguardo la chiusura del tunnel stradale del San Gottardo per manutenzione per due anni e mezzo dal 2020 che isolerà molto il cantone dal resto della Svizzera. Sono in occasioni come queste che i ticinesi si sentono cittadini di serie B perché l’opzione (costosa) di fare un secondo tunnel praticamente non viene presa in considerazione.
Nel complesso tuttavia i ticinesi sono ben contenti di far parte della Confederazione, soprattutto sono ben contenti di dire agli italiani che loro fanno parte della Confederazione. L’irredentismo italiano, per quello che ne so, qua è sempre stato molto minoritario (questo libro per approfondire). Il Canton Ticino è la prova vivente che italofonia non è sinonimo di far parte per forza dello stato italiano. Il resto della Svizzera, per quello che ho intuito, guarda con bonario divertimento al Ticino perché è il territorio più diverso dal resto e perché i ticinesi sono quanto di più vicino al concetto di calore mediterraneo (notate: stiamo parlando di un territorio montanaro eh) che fa tanto folklore.
Tuttavia, nonostante tutta questa sbandierata mediterraneità, vi posso assicurare che le differenze tra Canton Ticino e Italia sono tante; da come la gente guida per strada a come lavora. Far parte del sistema-Svizzera vuol dire essere su un altro mondo rispetto all’Italia. I ticinesi sono molto educati e a modo, nonostante i commentatori di Ticinonews o Ticinonline, siti che sembrano catalizzare tutti i frustrati e boari della Svizzera italiana. Nella vita quotidiana per adesso non ho mai avuto il minimo sentore di una qualche forma anche leggera di razzismo. Anche perché tutto l’odio dei ticinesi viene convogliato sui 50’000 e passa frontalieri italiani (ricordo che la popolazione ticinese è di 330’000 circa) che ogni giorno vengono a lavorare qui in Ticino e la sera tornano in Italia e che spesso vengono additati come causa di ogni male del Ticino, dalla mancanza di lavoro alla scomparsa delle mezze stagioni.



