Category: la mia vita ciabattara violenta

Zürich

Il tour svizzero dei wannabe expat FdC e Yoshi continua. Questo Wochenende è stata la volta di Zurigo.

Zürich, in soldoni, è l’unica metropoli della Svizzera. Il comune in sé ha 380.000 abitanti ma l’agglomerato supera il milione. A parte i numeri, Zurigo mi sembra si presenti molto come città. Ha il suo tram, i suoi ristoranti etnici, i suoi luridi punkabbestia (uno mi ha persino sfiorato), la sua vita dopo le cinque di pomeriggio. Una città (e i suoi musei) che merita sicuramente più di un weekend per essere visitata per bene.

Durante il viaggio di ritorno poi abbiamo fatto due piccole deviazioni per una veloce visita a Zug e là dove tutto (cioè la Svizzera) è iniziato, ossia Schwyz. Due rassicuranti cittadine svizzere.

Comunque, so che non aspettate altro: qui ci sono le foto della scampagnata.

Canzoni da un matrimonio

Noi ci siamo sposati nella Sala Guarienti a Verona. Se siete tradizionalisti e/o religiosi e volete sposarvi in chiesa, affari vostri. Però sappiate che la nostra cerimonia civile è durata una ventina di minuti, abbiamo riso dall’inizio alla fine (forse anche perché al momento dello scambio degli anelli ho dato la destra e mi son tenuto la fede infilata nel dito sbagliato per cinque minuti?) e ha officiato un simpaticissimo signore, come dire, diversamente settentrionale :) che ha aggiunto un tocco di folklore in più.

Dato che noi siamo i giovani, i giovani più giovani, ci siamo scelti tre canzoni fike da far suonare. No no, nessun lettore cd: musica dal vivo. Una versione ridotta degli House of All (direttamente da Woodville nel Southern Veronese) ha eseguito in versione acustica e festaiola le seguenti canzoni: L-O-V-E di Nat King Cole (scelta da FdC) all’entrata degli sposi, Jungle Drum di Emiliana Torrini (scelta da entrambi) al momento dello scambio degli anelli e All I Need degli Air (scelta da me) alla fine della cerimonia.

Salviamo la Romagna

Grazie di cuore a Billigioia e Luca per il weekend splendido in Romagna e per la cena del secolo a base di cappelletti fatti dalla mamma di Billigioia.

A tal proposito vorrei fare mio lo sconsolato sfogo del padre di Billigioia che, preso atto della sciatteria culinaria delle giovani generazioni, ha esclamato una grande e triste verità: “andata la nostra generazione, la Romagna è finita“. Ecco, io lo estendo anche al Veneto e dico che sarebbe anche ora che le donne tornassero a fare le donne, ossia in cucina a cucinare bene! :D

Canadesi castellani

Stasera la gente che piace si ritrova al Castello di Zevio per ascoltare aggratis i Canadians. Mi sembra necessario esserci.

In the time of chimpanzees I was a monkey

Penso che chi si crogiuoli soddisfatto nel suo essere minoranza non sia granché interessato ai motivi del suo essere minoritario. Io, sinceramente, ho dubbi tutti i giorni e mi chiedo come mai il mio sentire sia così poco sentito dagli altri. Son tutti mona che non capiscono e io sono l’unico furbo? Molto poco probabile; molto poco. La spiegazione che mi sono dato è che sono talmente pragmatico e induttivo che partendo da mie reali esperienze di vita che mi hanno fatto pensare, mi sono ritrovato in principi e deduzioni che spiegano in modo molto convincente la realtà.

Tuttavia avere idee minoritarie e considerati da molti pura stramberia non mi piace per niente. Forse è per questo che continuo a tenere un blog, per sfogo. L’idea del Don Chisciotte che combatte contro i mulini a vento mi fa vomitare e la considero la cosa più patetica che ci sia. Io non voglio strappare un sorriso di pena, io voglio diventare maggioranza! Nel frattempo, però, sarò sempre un perdedor.

Back to analog

Foto fatte con un iPhone e Hipstamatic.

In Polacchia

Fino a venerdì sarò a cercare fortuna nella ridente città di Kielce. Città, tra l’altro, storicamente rinomata per la galanteria verso gli ebrei.

Na razie.

Coming mica tanto soon (ossia, iniziare a creare l’hype)

Mi giro di qua e di là e continuo a vedere blogger che fanno i schei scrivendo libri. Oh, e chi sono io per essere da meno? Dato che ho una certa età, che tengo famiglia e che quindi devo sistemarmi, ho pensato anche io di buttarmi nel mondo dei libri che bisogna scrivere in quanto il mercato non è ancora abbastanza saturo di capolavori. Così ho pensato di mettere per iscritto una certa idea che avevo da tempo, ossia un meraviglioso romanzo ucronico. Dicesi ucronia quel genere che si basa sulla premessa che un qualche evento storico sia andato in modo diverso da come è effettivamente andato, sviluppando quindi una storia alternativa. Il limite massimo che mi sono dato per finire il Masterpiece e la sua revisione è il primo aprile 2011. Quindi avete ancora un po’ di tempo da aspettare. Diciamo che ho fatto questo post anche per lasciare qualcosa di scritto in modo da prendere un po’ un impegno pubblico.

I due caposaldi che mi sono dato: deve essere una cosa decisamente pop e non deve essere un mattone. Ci butto dentro un bel po’ di cose che mi piacciono, quindi troverete libertarianism, storia, musica, veneticità, nipposità, scurrilità e Youporn. Il titolo molto probabilmente sarà Fóntego, che in veneto vuol dire magazzino ed è una parola la cui sonorità mi piace molto. Se la Mondadori sarà così pazza da non prendere in considerazione questo best seller certo, lo pubblicherò con Lulu.

Guess who’s back

P.S. Le foto della scampagnata.

Oggi sposi

A differenza di quello che pensano i media nostrani, internet è una fonte meravigliosa di conoscenza, scambio, crescita, incontro. Internet è il luogo nel quale sono cresciuto e che mi ha fatto diventare quello che sono. Internet mi ha fatto conoscere, mi ha fatto crescere; senza internet ora in confronto sarei un essere davvero misero. Internet, cosa più importante, mi ha fatto conoscere anche la persona che oggi sposerò. Una cosa che per chi non è pratico di internet può risultare assurda ma che invece per noi è la cosa più naturale di questo mondo perché internet è un luogo come altri, ma con potenzialità decisamente superiori.

Sinceramente, non avrei mai pensato che una mattina mi sarei alzato dal letto per andare a sposarmi; non rientrava proprio nelle mie aspettative, in quello che avrei pensato fosse stata la mia vita. La vita è imprevedibile: è decisamente una frase fatta vera! Oggi Elisa ed io ci sposiamo. Dopo quasi quattro anni di convivenza non è un salto nel buio, nel “chissà come sarà la vita da sposati!“. All’atto pratico non cambierà niente, tranne quei due anelli (fighissimi, li ho scelti io) chiamati fedi. Dal punto di vista ideale invece questo matrimonio formalizza la nostra volontà di condividere il futuro. Non ho paura perché era una decisione, quella di condividere con lei il futuro, che avevo già preso tempo fa e formalizzare in forma scritta un contratto che era già stato stipulato de facto non mi mette agitazione. Quando impari a conoscere una persona, quando ti rendi conto che la ami, quando sai che il pensiero di una vita senza di lei è un nonsense, come possono esserci paure? Ho trovato una persona che sopporta le mie bizzarrie, con la quale rido allegramente, scema come me, che mi aiuta nei momenti di difficoltà e che mi sprona. Sono una persona decisamente fortunata.

Ancó Elisa e Luca i deventa mujère e marìo. Oh yeahh!