Category: l’angolo levante
Ora manca un quarto d’ora alle 19.00. Tra mezzoretta usciamo e andiamo ad attendere il 2009 a Asakusa.
Statemi bene.
- Imperatore dal vivo
- Karaoke
- Farsi l’okonomiyaki
- Love hotel
A Kamakura il mio fratello stronzo Yoritomo (quello che ha ordinato la mia morte) nel 1192 ha stabilito la propria sede dello shogunato e governato il Paese per conto dell’Imperatore (nella storia del Giappone hanno tutti quasi sempre governato nel nome dell’Imperatore…tranne l’Imperatore). Kamakura oggi è una cittadina graziosa visitata per lo spropositato numero di templi importanti, tra i quali cinque importanti templi zen (Kamakura Gozan).
A Kamakura abbiamo camminato in modo spropositato e salito scalini su scalini, ma ne è valsa la pena perché finalmente abbiamo ammirato dei signori templi, non come i templi stitici che ci sono qui a Tokyo. A Kamakura poi abbiamo mangiato un katsudon da urlo in un posto molto…ruspante.
Ringraziamo Barocco “la mia vita condizionata da una lampada” Giapponese per la gran serata divertente di ieri sera e per il bulbo oculare del pesce che ho mangiato
Che bella sensazione girare per le vie senza perdersi!
E ora scusate ma il parco di Hello Kitty ci aspetta…
Io, per esempio, oggi sono diventato fan di Maria Ozawa (wiki).


Il 26 dicembre andremo al Ghibli Museum. Sì, siamo meravigliosi.
Ci è sembrato quindi opportuno fare un ripasso generale di tutti i film della Ghibli. Abbiamo iniziato, ovviamente, con Tonari no Totoro e abbiamo avuto di nuovo conferma della bellezza unica che è ‘sto film. Purtroppo mi manca Umi ga Kikoeru e non c’è verso che io riesca a procurarmelo. Se c’è qualcuno che per qualche strano caso della vita ne è in possesso, non è che possiamo metterci d’accordo?
A me la bomba ha portato via tutto, ha annichilito la mia infanzia, ha distrutto la mia famiglia. Di mia madre e mia sorella minore si perse ogni traccia il 6 agosto, non fu mai ritrovato neanche un frammento dei loro corpi. Mio padre morì il 3 settembre per le ustioni, le ferite e le radiazioni; mia sorella maggiore il 5. Un mese dopo erano morti anche i nonni.
Io solo ero sopravvissuto per miracolo, non so se per la volontà di Dio o di Budda. Ma la società, da quel giorno, prese a guardarmi con disgusto, ero un relitto dell’atomica, un orfano della disfatta. A 16 anni tentai il suicidio. Ho perso la vista. Ho avuto un cancro e hanno dovuto togliermi lo stomaco. A quarant’anni avevo già sofferto due infarti. Sono stato mandato in California una prima volta nel 1956 per curarmi, e fui quasi ammazzato di nuovo, ridotto a topo da laboratorio per le ricerche di un certo dottor Gallop sugli effetti delle radiazioni atomiche. I 200.000 che a Hiroshima e Nagasaki morirono sul colpo non furono i più sfortunati. Loro sono andati in paradiso subito.
Avevo solo quattro anni quando il Giappone attaccò gli Stati Uniti a Pearl Harbor: che cosa avevo fatto io, per meritarmi la vendetta atomica? Hiroshima rimane parte di me, il mio corpo porta tutte le ferite, la mia memoria vivrà finchè vivo io. Quando non ci sarò più, non dimenticate la mia agonia di questi sessant’anni. Questa è la storia personale di Takashi Tanemori che aveva otto anni il 6 agosto 1945, questa è la storia che dovete continuare a raccontare a tutto il mondo.
lo hibakusha ("persona affetta dall’esplosione") Takashi Tanemori che pur trovandosi a soli 1000 metri di distanza dal punto dell’esplosione sopravvisse alla bomba atomica sganciata il 6 agosto 1945 su Hiroshima
Come se si trovasse una copia della Divina Commedia del XVI secolo con qualche differenza.
Of all the existing "Genji" manuscripts, 90 percent were compiled by poet Fujiwara no Sadaie (1162-1241) in the Kamakura Period. As the Osawa manuscript includes content that differs with the Fujiwara manuscript, it may provide researchers clues on how the ancient story was passed down through the centuries.


A me la bomba ha portato via tutto, ha annichilito la mia infanzia, ha distrutto la mia famiglia. Di mia madre e mia sorella minore si perse ogni traccia il 6 agosto, non fu mai ritrovato neanche un frammento dei loro corpi. Mio padre morì il 3 settembre per le ustioni, le ferite e le radiazioni; mia sorella maggiore il 5. Un mese dopo erano morti anche i nonni.



