Arriviamo venerdì notte al nostro hotel. Un casermone tra i casermoni. Ora ho capito cosa si intende con l’espressione la Torino operaia di una volta.

Il sabato mattina inizia più che bene perchè appena entrati alla fiera mi ferma un tizio che mi chiede se sono Yoshi, io sto già per rispondere no no, oggi niente autografi, quando mi dice di essere Diderot, cioè uno dei geni riconosciuti della blogosfera e della società italica. Sono lì lì per baciargli l’anello, ma il magnanimo Maestro mi ferma; oh che nobiluomo!
Alle undici e trenta c’è il primo incontro al quale voglio partecipare. E’ nello stand che riproduce alla buona il caffè Pedrocchi di Padova e quindi mi sento un po’ a casa, no, in realtà no perchè non ho mai messo piedi dentro il Pedrocchi. Fiamma Nirenstein è puntuale ed è accompagnata da Gianluca Beltrame di Panorama. Un’oretta bella appassionante per spiegare quello che io vi spiego sempre ma che voi non capite mai: Israel is the good guy. Abbiamo condiviso il tavolino con Angelo Pezzana ma dato che son timido non ne ho approfittato per farmi fare un autografo, o robe del genere, boh, cosa si fa in questi casi? Non sono abituato a ‘ste mondanità. Stessa cosa con la Nirenstein. Dopo aver visto che più di una persona si faceva autografare la sua copia di Israele siamo noi, ho pensato al perchè non ci abbia pensato anch’io. Non sono abituato a ‘ste mondanità.

Alle 14.30 il secondo incontro al quale tengo. Allo Spazio autori Calligaris B ci sono quelli del CICAP, olè olè olè skepticism in the sky with diamonds. Ci sono Piero Bianucci, Massimo Polidoro, Lorenzo Montali e quella gran sagoma di Paolo Attivissimo (che è veramente simpatico). Si è parlato di gatti bonsai, giornalisti bonsai, agenti della cia ed altre cose più serie tipo la psiche umana che è proprio strana (loro l’hanno detto in termini più professionali). Un incontro veramente piacevole, così piacevole ed interessante che mi sono dimenticato di fare una foto. Per fortuna la rete mi aiuta sempre. 10 100 1000 CICAP. Ci fosse stato anche Piero Angela però sarei svenuto dall’emozione.

Alle 17.30 l’ultimo incontro in programma, cioè con Leonardo Facco che presenta il suo C’era una volta il Che. Ora, a me Facco non sta molto simpatico. Penso sia un po’ troppo estremista e la sua violenza verbale mi disturba, sono un animo gentile io. Facco è indubbiamente un personaggio. E’ accompagnato dal suo amico Alberto Mingardi in tenuta da perfetto dandy con tanto di panama (Giannino ha fatto scuola?) che presenta il libro, l’autore e poi passa la parola a Facco. Facco è indubbiamente un personaggio e io starei ore ed ore ad ascoltarlo perchè secondo me il Facco è un tipo intelligente. Si ingentilisse un attimo potrebbe anche starmi simpatico, anzi no, che poi non sarebbe più un personaggio.
Yoshi listening to Facco:

Tra le varie presentazioni abbiamo ovviamente girato la fiera in lungo e in largo e comprato libri vari. Uno tra tutti, ovviamente, questo; chè è così che si aiuta la Cultura Italiana. La fiera però la facevo più grande, non so, mi aspettavo qualcosa di più…grande. Alla fine, mentre uscivamo per tornare a casa, ho pensato che magari se avessimo incontrato qualche palestine free supporter che manifestava lì attorno alla fiera per evitare guai avremmo fatto meglio a nascondere la nostra shopper con bandiera israeliana stampata sopra che ci hanno dato allo stand di Israele. Cosa molto triste perchè avremmo dovuto nascondere la stessa shopper anche se avessimo incontrato tipacci di estrema destra. E con questo pensiero triste siamo usciti dalla fiera.


L’unica cosa brutta di
For a New Liberty: The Libertarian Manifesto


