Archive for the ‘libertaria’ Category
OMG gli OGM!
Non posso sapere se tutte le affermazioni che Facco fa in questo video siano vere (per esempio quella del Grana e Parmigiano con latte da mucche che si nutrono di OGM), ma il senso generale del discorso è da applauso in piedi. Basta terrorismo contro gli OGM! Basta parassitismo agricolo! Se penso che il prossimo presidente del Veneto sarà Er Pomata…
Non permettere il discrimine è sinonimo di non libertà
BOLZANO (9 gennaio) – Non è stato permesso loro di entrare in discoteca «perché italiane». Lo hanno denunciato un gruppo di ragazze tra i 16 e 18 anni che, con una e-mail inviata al giornale Alto Adige, affermano di essere state discriminate per motivi etnici. Il titolare della discoteca, che sorge ad Appiano vicino vicino a Bolzano, ha però respinto le accuse.
«Per entrare hanno scritto le ragazze – abbiamo dovuto rispondere in tedesco ad alcune domande cercando di ingannare gli addetti alla sicurezza. E questa non è la prima volta che capita. A noi dispiace molto, perché si tratta di una delle poche discoteche dove troviamo giovani della nostra età, dai 16 ai 18 anni». Per il titolare del locale, invece, «la discoteca ha soltanto 800 posti ed é inevitabile che qualcuno non riesca ad entrare. Ma certo non abbiamo deciso sulla base della lingua parlata dalle ragazze».
Confermano all’Ansa questa versione, davanti ad una scuola, anche alcuni ragazzi che spesso al sabato frequentano il locale: «La discoteca – dicono – è una dello poche che vi sono nell’area di Bolzano e spesso c’è il pienone. Ma tra i presenti i ragazzi di lingua italiana, talvolta sono quasi la maggioranza». (qui)
BOLZANO (28 gennaio) – La titolare di alcune discoteche altoatesine – tra cui il locale finito di recente sotto i riflettori dopo che alcune ragazze avevano denunciato di non essere state fatte entrare «perché italiane» – è stata picchiata la notte scorsa da sconosciuti.
Il fatto è accaduto ad Appiano, nei pressi di Bolzano. La donna, Maria Neiderwofsgruber, di 58 anni, è stata aggredita da due sconosciuti che l’hanno picchiata sulla soglia di casa, dopo essersi fatti aprire la porta dicendo che dovevano consegnare un plico. La donna è stata ricoverata all’ospedale di Bolzano. Le sue condizioni non appaiono gravi. Sull’episodio stanno indagando i carabinieri. (qui)
Il Sud Tirolo è quella regione che per schifosissima ipocrisia italica viene chiamata “Alto Adige”. Quella regione che è stata presa dal Regno sabaudo d’Italia (come sempre, perdente sul campo ma con alleati vincitori) come bottino di guerra nel 1920, alla fine della Prima Guerra Mondiale, all’Austria per avere dei confini più facilmente difendibili. Il quale Sud Tirolo ha subito uno schifosissimo processo di italianizzazione forzata, a partire dall’infame e (pre) fascistissimo programma di Tolomei. In Sud Tirolo c’è da sempre una situazione tesa e non è un caso che ci siano fior fiori di fascistoni di lingua italiana in quelle terre, d’altronde è l’equivalente del fascistume di Littoria/Latina.
Non voglio tuttavia parlare di questo ma delle notizie sopra riportate. Mettiamo pure che sia vero il fatto che si è attuato una discriminazione all’entrata della discoteca, anche se sembra non sia vero. Io sinceramente non vedo dove sia lo scandalo. Quello che le leggi contro questo tipo di discrimine vorrebbero è un mondo fatato nel quale tutti vanno d’accordo con tutti e tutti sono uguali. Un mondo dove non esistono differenze e individualità e nel quale si è costretti a sorridere anche a chi ci sta sommamente sulle palle.
La libertà di discriminare negli hotel, nei bar, nei ristoranti etc etc è la naturale continuazione della libertà che tutti noi esercitiamo di lasciare fuori dalla porta le persone che non vogliamo, per le più diverse ragioni, far entrare in casa; siano essi testimoni di Geova, preti, vicini antipatici, amici noiosi, etc etc. Si tratta di uno spazio privato nel quale il proprietario fa affari vendendo servizi e/o beni e sinceramente non vedo perché debba essere costretto a far entrare e commerciare con chi non vuole. Lo scambio di beni e servizi se non è volontario da ambedue le parti, diventa sopraffazione e violenza. Libero io di non andare in un locale, libero il gestore di non farmi entrare in un locale; mi sembra solo buon senso. Ovviamente certi discrimini possono apparire odiosi e repellenti ai nostri occhi. Io non andrei mai a mangiare la pizza in una pizzeria che espone in entrata un cartello del tipo “vietato entrare agli ebrei, ai neri, agli omosessuali e ai cinesi”. Ovviamente riterrei i proprietari di quella pizzeria un chiaro esempio di mentecatti e gli avventori di quella pizzeria gente o razzista o superficiale. Sì, però non vedo perché i proprietari di quella pizzeria non dovrebbero esporre quel cartello. Forse è possibile obbligare per legge a essere intelligenti? Non si può eliminare per legge l’idiozia. Ora, ai miei amici progressisti che magari stanno storcendo il naso chiedo, non siete d’accordo con il discrimine effettuato dai ragazzi della notizia qui sotto? Non pensate che abbiano tutto il diritto di non volere coinquilini di un certo tipo?
PADOVA (22 gennaio) – «Si affitta a chiunque tranne che ai leghisti». Dopo meridionali e immigrati stranieri, ora anche il popolo del Carroccio si trova a fare i conti con le “discriminazioni immobiliari”. [...]
Da qualche giorno infatti sul muro della sede del Consiglio di quartiere 1 (tra piazza Capitaniato e il volto dell’Orologio), a pochi metri dalle aule della facoltà di Lettere e filosofia, si può leggere un annuncio che recita così: “Affittasi subito stanza singola in appartamento misto vicino al centro (via Vergerio). Internet, telefono, tv, lavatrice, lavastoviglie, parchetto sotto casa, cucina abitabile, lungo balcone, 4 stanze singole, 2 bagni, posto bici. Contratto singolo per studenti, benissimo anche Erasmus. Euro 282 tutto compreso”. Firmato Chiara, Mattia, Alice, con i rispettivi numeri di cellulare a fianco. Fin qui tutto regolare, uguale a migliaia di altri “foglietti” che tappezzano un po’ tutto il centro storico. Tutto regolare se l’annuncio non si chiudesse con un perentorio “No Lega” seguito da tre punti esclamativi. Il che vuol dire: si affitta a chiunque tranne che a studenti simpattizzanti del Carroccio.
Incuriositi dall’annuncio, abbiamo chiamato uno dei numeri scritti sull’annuncio, ottenendo un appuntamento. «Ma perchè “no Lega”?» – chiediamo alla studentessa dall’altra parte dell’apparecchio. «Diciamo che è un po’ una provocazione – risponde la ragazza -, ma nel nostro appartamento abitano due ragazzi pugliesi, quindi, puoi ben capire…». (qui)
Hayek vs Keynes
Mi piace la caratterizzazione dei personaggi: Keynes sborone che paga le conseguenze dei suoi eccessi e Hayek sfigatino che adesso nessuno conosce. Comunque, un video fantastico!
We’ve been going back and forth for a century
[Keynes] I want to steer markets,
[Hayek] I want them set free
There’s a boom and bust cycle and good reason to fear it
[Hayek] Blame low interest rates.
[Keynes] No… it’s the animal spirits
Keynes:
John Maynard Keynes, wrote the book on modern macro
The man you need when the economy’s off track, [whoa]
Depression, recession now your question’s in session
Have a seat and I’ll school you in one simple lesson
BOOM, 1929 the big crash
We didn’t bounce back—economy’s in the trash
Persistent unemployment, the result of sticky wages
Waiting for recovery? Seriously? That’s outrageous!
I had a real plan any fool can understand
The advice, real simple—boost aggregate demand!
C, I, G, all together gets to Y
Make sure the total’s growing, watch the economy fly
We’ve been going back and forth for a century
[Keynes] I want to steer markets,
[Hayek] I want them set free
There’s a boom and bust cycle and good reason to fear it
[Hayek] Blame low interest rates.
[Keynes] No… it’s the animal spirits
You see it’s all about spending, hear the register cha-ching
Circular flow, the dough is everything
So if that flow is getting low, doesn’t matter the reason
We need more government spending, now it’s stimulus season
So forget about saving, get it straight out of your head
Like I said, in the long run—we’re all dead
Savings is destruction, that’s the paradox of thrift
Don’t keep money in your pocket, or that growth will never lift…
because…
Business is driven by the animal spirits
The bull and the bear, and there’s reason to fear its
Effects on capital investment, income and growth
That’s why the state should fill the gap with stimulus both…
The monetary and the fiscal, they’re equally correct
Public works, digging ditches, war has the same effect
Even a broken window helps the glass man have some wealth
The multiplier driving higher the economy’s health
And if the Central Bank’s interest rate policy tanks
A liquidity trap, that new money’s stuck in the banks!
Deficits could be the cure, you been looking for
Let the spending soar, now that you know the score
My General Theory’s made quite an impression
[a revolution] I transformed the econ profession
You know me, modesty, still I’m taking a bow
Say it loud, say it proud, we’re all Keynesians now
We’ve been goin’ back n forth for a century
[Keynes] I want to steer markets,
[Hayek] I want them set free
There’s a boom and bust cycle and good reason to fear it
[Keynes] I made my case, Freddie H
Listen up , Can you hear it?
Hayek:
I’ll begin in broad strokes, just like my friend Keynes
His theory conceals the mechanics of change,
That simple equation, too much aggregation
Ignores human action and motivation
And yet it continues as a justification
For bailouts and payoffs by pols with machinations
You provide them with cover to sell us a free lunch
Then all that we’re left with is debt, and a bunch
If you’re living high on that cheap credit hog
Don’t look for cure from the hair of the dog
Real savings come first if you want to invest
The market coordinates time with interest
Your focus on spending is pushing on thread
In the long run, my friend, it’s your theory that’s dead
So sorry there, buddy, if that sounds like invective
Prepared to get schooled in my Austrian perspective
We’ve been going back and forth for a century
[Keynes] I want to steer markets,
[Hayek] I want them set free
There’s a boom and bust cycle and good reason to fear it
[Hayek] Blame low interest rates.
[Keynes] No… it’s the animal spirits
The place you should study isn’t the bust
It’s the boom that should make you feel leery, that’s the thrust
Of my theory, the capital structure is key.
Malinvestments wreck the economy
The boom gets started with an expansion of credit
The Fed sets rates low, are you starting to get it?
That new money is confused for real loanable funds
But it’s just inflation that’s driving the ones
Who invest in new projects like housing construction
The boom plants the seeds for its future destruction
The savings aren’t real, consumption’s up too
And the grasping for resources reveals there’s too few
So the boom turns to bust as the interest rates rise
With the costs of production, price signals were lies
The boom was a binge that’s a matter of fact
Now its devalued capital that makes up the slack.
Whether it’s the late twenties or two thousand and five
Booming bad investments, seems like they’d thrive
You must save to invest, don’t use the printing press
Or a bust will surely follow, an economy depressed
Your so-called “stimulus” will make things even worse
It’s just more of the same, more incentives perversed
And that credit crunch ain’t a liquidity trap
Just a broke banking system, I’m done, that’s a wrap.
We’ve been goin’ back n forth for a century
[Keynes] I want to steer markets,
[Hayek] I want them set free
There’s a boom and bust cycle and good reason to fear it
[Hayek] Blame low interest rates.
[Keynes] No it’s the animal spirits
L’economia di mercato non è un gioco a somma zero
For the Individual
La minoranza più bistrattata, più perseguitata, più calpestata nel corso dell’intera storia umana è sempre stata la stessa: l’individuo. Il secolo scorso è stato, per usare un eufemismo, catastroficamente tragico per l’individuo. Il ‘900 è stato il secolo nel quale varie ideologie collettivistiche hanno annichilito l’individuo riconoscendolo solo in quanto parte di volta in volta di una classe, di uno stato, di un partito. L’individuo contava solo in quanto numero della massa e del popolo; una cellula del corpo organico dello stato, un niente. Centinaia di milioni di morti per la maggior gloria del Bene Supremo, del Sol dell’Avvenire, della Nazione.
Il XXI secolo non sembra aver invertito così tanto la rotta. L’individuo è sempre in balia di chi pretende di sapere cosa sia meglio per lui e non accetta che una persona possa liberamente scegliere per sé stessa. Ogni giorno l’individuo viene attaccato e umiliato da una pluralità di istituzioni che, sotto la copertura della “protezione”, del “consiglio”, del “contratto sociale”, agiscono in maniera coercitiva nei confronti di chi vuole vivere la propria vita come meglio crede e perseguire la propria felicità. Crimini senza vittime, welfare state, esproprio politico del corpo delle donne e degli uomini, etc etc, sono tutti modi attraverso i quali l’individuo viene umiliato e incarcerato.
L’individuo è ancora la minoranza più calpestata e sfruttata. Per questo motivo, l’esigenza di oggi, non più rimandabile, è quella di combattere la guerra per la libertà dell’individuo; una guerra prima di tutto culturale. Far capire alla gente che individualismo non è una parolaccia, che più il Governo è grande più i guai sono grandi, che il libero intraprendere è la via per la prosperità, che la violazione con la coercizione statale della proprietà del proprio corpo e dei propri beni è un crimine.
Oltre che culturale, la guerra è senza dubbio politica. A differenza di quello che si potrebbe pensare, io credo che ci possano essere molti modi di difendere l’individuo da un punto di vista politico. Io sono un membro del PNV perché sono convinto che una via pratica per abbassare la coercizione statale sia, paradossalmente, quella di alzare il numero degli stati. Una frammentazione politica unita alla globalizzazione porta al “mercato degli stati” nel quale l’individuo che nello stato X sente la sua libertà schiacciata, può provare i servizi dello stato Y. 10, 100, 1000 Svizzere potenziali possono nascere dalla distruzione dei pachidermici stati ottocenteschi. Senza contare poi che l’individuo ha più peso civico (da un punto di vista elettorale ma non solo) in uno stato di cinque milioni di persone (come sarà quello veneto) che in uno da sessanta milioni (come è quello italiano).
Oggi non è il momento per tirare i remi in barca e scuotere sconsolatamente la testa. Siamo in guerra: l’individuo contro tutti. Non mi sembra educato abbandonare il campo di battaglia.
Tuti i schei in busta paga!

Bellissima giornata oggi.
Sono stato a Pordenone per sostenere la sacrosanta battaglia di Giorgio Fidenato contro il meccanismo del sostituto d’imposta. Un meccanismo che non ha nessuna giustificazione, né di principio né tecnica, e che si basa, sostanzialmente, sul concetto di fondo che il lavoratore dipendente viene considerato un idiota incapace; almeno a sentire varie dichiarazioni a favore del sostituto d’imposta. Mi ha fatto molto piacere vedere che si tratta di una battaglia condivisa trasversalmente da una pluralità di soggetti, infatti per esempio c’erano i Radicali e c’era il PNV
Infine, ho finalmente conosciuto dal vivo Z3ruel (coautore di Snow Crash e tenutario di The Diamond Age) e ne sono molto contento. Spero ci siano altre occasioni per far quattro ciacole insieme.
El me candidà par le primarie del PNV :)
Se hai la residenza in Veneto, vota nelle primarie del PNV per Claudio Ghiotto; a te convién!
In piazza con Giorgio Fidenato
Riporto:
Giorgio Fidenato è un imprenditore di Pordenone che dal Gennaio 2009 ha intrapreso una storica battaglia contro il Fisco e lo Stato Italiano. Di comune accordo con i suoi dipendenti ha deciso di smettere di fare da sostituto di imposta per conto dello stato. Giorgio cioè ogni mese consegna ai propri dipendenti l’intera somma lorda del loro stipendio rifiutandosi di pagare tasse e contributi per loro conto. Le tasse, se vorrà pagarle, dovrà pagarle direttamente il dipendente.
Questa non è solo una battaglia per la forma. E non è solo una battaglia per un principio: nessuno deve essere costretto a lavorare gratis per lo Stato (e pagare le imposte per conto di altri è un vero e proprio lavoro con forti oneri annuali). Questa è una grande battaglia. Se il dipendente si ritrova tutti i soldi che gli spettano in busta paga egli comprende che non è il suo datore di lavoro a pagarlo poco ma è lo Stato a defraudarlo di oltre la metà di ciò che gli spetta!
Giorgio Fidenato è cofondatore del Movimento Libertario e io penso che questa sia una battaglia enormemente più grande di quello che si potrebbe pensare a prima vista. Il sostituto d’imposta è due volte intollerabile. Primo perché costringe l’imprenditore, suo malgrado, a fare da esattore delle imposte gratis. In secondo luogo, è lo strumento attraverso il quale lo Stato camuffa la sua razzia nei confronti dei lavoratori dipendenti. Se domani il sostituto d’imposta venisse eliminato, assisteremmo a un’inversione di tendenza da parte dello Stato nella sua gestione allegra dei nostri soldi. Se domani il sostituto d’imposta venisse eliminato, un bel po’ di gente inizierebbe ad aprire gli occhi.
Io la mattina di giovedì 19 novembre sarò a Pordenone in Piazza Giustiniani davanti al tribunale insieme agli amici del Movimento Libertario per stare al fianco di Giorgio Fidenato. In quel giorno infatti il tribunale del lavoro si esprimerà sulla competenza o meno in materia e l’auspicio è che venga deciso che la questione va riportata alla Corte Costituzionale. Bisogna esserci. Bisogna.
Bailout It Again Tony
EU national governments must approve the deal, which they will debate at a European Council meeting early in 2010. Then, the European Parliament must back it; South Korea’s parliament also must ratify the pact. The European Commission says it hopes the pact will come into force in the second half of 2010.
Ms. Ashton said Thursday that all EU countries supported concluding the talks. “I do have the support of the Italian government to do that,” she said.
But Italy’s Deputy Industry Minister Adolfo Urso — who said he hadn’t seen the final text — said his government expected the commission to have fixed problems with the agreement related to the auto industry. “Italy reserves the right to veto the accord if these aspects have not been dealt with,” he said.
Italian auto giant Fiat SpA has opposed the deal because its smaller vehicles would face more competition from South Korean rivals such as Hyundai Motor Co. and Kia Motors Corp. The main concerns over the pact center on “duty drawback,” which is a refund South Korea makes to its manufacturers on tariffs paid on imported parts if the manufacturer exports the finished product. (qui)
La Corea del Sud e l’Unione Europea hanno firmato un accordo che mette fine a una serie di dazi. E questa è una cosa che mi farebbe dire che non tutta l’Unione Europea vien per nuocere. Cerchiamo di essere propositivi e guardiamo il bicchiere mezzo pieno: si prova a eliminare gli assurdi steccati messi contro il libero commercio mondiale (ed io ne so qualcosa perché ho appena importato merce con un dazietto del 2,2%). Tuttavia non sono molto fiducioso a riguardo. Infatti la Corea del Sud e gli Usa due anni fa avevano siglato un accordo simile, ma né il parlamento sudcoreano né il parlamento statunitense lo hanno ancora ratificato. A sentire certe dichiarazioni, mi sembra che l’andazzo sia simile anche questa volta.
Parliamo adesso dello Stato italiano. Come si legge dall’articolo, il Ministro Urso ha già messo le mani avanti, anche perché, poarìn, non ha ancora letto il testo finale (weekend lungo?). Quello che traspare chiaramente è che la Fiat, ossia l’azienda che se fosse fallita (come doveva) anni fa, ci avrebbe fatto risparmiare un po’ di soldi, farà di tutto per bloccare la ratifica italiana perché, poarina, non le va molto a genio la concorrenza, ossia, non le va molto a genio che le persone acquistino a prezzi più bassi e che abbiano la possibilità di scegliere. So già cosa diranno: difendere l’italianità, difendere il produttore nazionale, il mercato non è in grado di badare a sé stesso e ha bisogno di aiuti, ecc ecc. La verità è che la Fiat è, al netto, una piaga per noi poveri paga-tasse. Io provo un odio viscerale per questa azienda statale mascherata da privata che non passa giorno che chieda allo Stato italiano di rubarmi altri soldi.
State bene attenti dal non farvi abbindolare dalla vuota retorica dell’interesse “nazionale”, o meglio, statale. L’unico interesse al quale dovete rendere conto è il vostro. Il quale interesse, unito a tutti gli altri interessi individuali, dirige le scelte del mercato in generale. Cercare di distorcere il mercato, immettendo false motivazioni o alzando barriere che danneggiano i consumatori, è un atavico vizietto dei politici favorito dagli imprenditori para-statali.
E perché a me nessuno mi sovvenziona?

About 1,000 farmers from Germany, France and other EU nations protested outside the emergency meeting, throwing bottles and eggs at police, and burning tires and hay. Police closed off the EU Council building and set up a major security perimeter, snarling traffic in parts of Brussels for much of the day.
Farmers want regulation to shield them from volatile free markets that have collapsed milk prices. Some 20 EU nations gathered ahead of the meeting, and agreed to push for a new system to regulate the market once the EU phases out market-distorting quotas in 2015.
Led by France and Germany, the nations want assurances for the dairy sector in an increasingly globalized world, even if cheaper products can be found elsewhere. “Farmers are worried we are going to a system where there are no more rules left,” said French Farm Minister Bruno Le Maire. “We need regulation; it is not the free market that will get us there.“
The 20 nations demanded that the European Commission, the EU’s executive arm, come up with cash to relieve farmers’ immediate financial needs. “We need additional money from the EU, a stimulus program for the farmers,” said German Minister Ilse Aigner. “We need help now.”
EU Farm Commissioner Mariann Fischer Boel said member states will be able to pay up to €15,000 ($21,856.50) per farmer “in the coming days” but insisted she could go along with additional funds only if the money didn’t come out of the existing EU budget. “I would be happy if the member states would give me another €5 billion for the dairy sector,” she said. “I’m not sure the finance ministers are exactly of the same opinion.” (qui)
Come forse saprete, io lavoro nella distribuzione di una gamma di materiali molto usati al giorno d’oggi. Nei computer, nelle auto, negli elettrodomestici, nell’elettrico, nei mobili, insomma…i miei materiali sono usati veramente ovunque e, anzi, sono il simbolo stesso (spesso simbolo negativo, ingiustamente) della modernità. Se non ci fossero i miei materiali, la realtà sarebbe molto diversa da quella che effettivamente è, immaginatevi l’inizio del 19° secolo; con buona pace dei primitivisti e/o decrescita-felicisti che sognano in realtà il ritorno alla miseria. Il mio è uno di quei settori che potrebbero essere definiti maturi o, al limite, ben rodati. Ossia è un settore nel quale c’è una moltitudine di attori, una concorrenza globale spietata e, alla fin fine, margini di guadagno risicati. Con questa recessione globale, ce la siamo vista brutta (dal 30 al 50% di vendite in meno). Molti clienti hanno chiuso baracca e i produttori alla fonte, vedendo che la domanda semplicemente non c’era più, hanno chiuso temporaneamente molti impianti per limitare un’offerta mostruosamente maggiore della domanda e per arginare il crollo dei prezzi.
Ecco, ora io, detto fuori dai denti, non capisco cosa cazzo vogliano gli allevatori. Parafrasando la strafamosa e stracitata frase di Bastiat, l’Unione Europea è quell’entità fittizia grazie alla quale tutti pensano di vivere sulle spalle di tutti gli altri. C’è qualcosa che non va, eh! Se mi è permesso, io mi sarei anche stancato di sovvenzionare settori che, non si capisce bene il perché, sembra debbano vivere fuori dalla realtà; fuori dal mercato sicuramente. Il prezzo del latte è crollato? Mi dispiace, ci sarà una ristrutturazione del settore e chi vivrà vedrà. A me non mi ha mai sovvenzionato nessuno e devo vedermela con il resto del mondo per portare a casa la famosa pagnotta. Gli allevatori sono speciali? Gliel’ha forse ordinato il medico di fare gli allevatori per tutta la vita? Perché vogliono impormi un prezzo artificialmente più alto per il latte? Perché vogliono rubarmi i soldi e perché sono, per giunta, un po’ vigliacchetti ché vogliono far fare il lavoro sporco alla UE?
Vi immaginate se ci fosse stata la UE durante l’epoca di passaggio tra il lavoro nei campi e la nascente industrializzazione? Chissà quanti fantastiliardi avrebbero dato ai contadini per non farli andare a lavorare in fabbrica piangendo per la salvezza di un settore obsoleto. Oggi nei campi lavorano mooooolte meno persone di una volta ma la produttività è mooooolto maggiore di quella di una volta. Perché non deve essere così anche con la produzione del latte?







