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	<title>Buraku &#187; libertaria</title>
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	<description>Yoshi the quiet &#38; friendly libertarian</description>
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		<itunes:summary>Il blog di Yoshi</itunes:summary>
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		<title>Te lo dico io come</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Jul 2010 09:38:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Yoshi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Leggendo vari blog che sono lo specchio fedelissimo dell&#8217;intellettualità italica predominante mi sono definitivamente convinto che qui non c&#8217;è futuro. Ossia, all&#8217;interno di questo stato siamo condannati a un più o meno lento declino camuffato. Andremo avanti a mangiarci le ricchezze accumulate e a un certo punto, finita la ciccia da spolpare, ci guarderemo negli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-full wp-image-5785" src="http://www.buraku.org/wp-content/uploads/2010/07/puppet.jpg" alt="" />Leggendo vari blog che sono lo specchio fedelissimo dell&#8217;intellettualità italica predominante mi sono definitivamente convinto che qui non c&#8217;è futuro. Ossia, all&#8217;interno di questo stato siamo condannati a un più o meno lento declino camuffato. Andremo avanti a mangiarci le ricchezze accumulate e a un certo punto, finita la ciccia da spolpare, ci guarderemo negli occhi esclamando: &#8220;e adesso?&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Il problema principale, anzi, il nocciolo della questione secondo me sono <strong>i wannabe ingegneri sociali</strong>. La nostra società è permeata di ingegneri sociali: sono ovunque, sono tanti, sono spocchiosi e ci stanno portando alla morte. Non dico che lo stiano facendo di proposito, anzi, sono convinto che siano spinti dalle più nobili intenzioni; loro<em> credono veramente </em>di dare un contributo fondamentale al miglioramento della società. In realtà però ci stanno scavando la fossa. Il fatto è che sono istruiti e <em>quindi</em> pensano di essere intelligenti e <em>quindi</em> pensano di sapere cosa sia meglio per gli altri e <em>quindi</em> esigono che gli altri pensino e agiscano come loro. Si riempiono la bocca di belle parole come libertà, in realtà hanno in odio la libertà altrui di pensare e agire diversamente e vorrebbero una società cristallizzata nella quale loro e solo loro sono<em> i detentori del bene</em>. Hanno in odio la libertà delle persone di instaurare liberi rapporti basati sul mutuo interesse, ossia <em>atti capitalistici tra adulti consenzienti</em>, per dirla alla Nozik, perché vogliono difendere le persone da loro stesse con mille e mille regolamentazioni. Si dichiarano <em>aperti</em> e <em>tolleranti</em>, in realtà dietro la facciata si nasconde il pensiero unico triste che non ammette sgarri alla loro <em>grande visione per una società più giusta</em>.</p>
<p style="text-align: justify;">Sono così saccenti che vogliono racchiudere l&#8217;immensa pluralità e meravigliosa diversità di milioni e milioni di individui e il loro interagire all&#8217;interno di schemi preordinati e di <em>crescite armon</em>iose. Si riciclano periodicamente. Una volta per esempio dicevano che l&#8217;URSS cresceva a ritmi inimmaginabili per il mondo occidentale e questo dimostrava la superiorità del socialismo. Quando l&#8217;URSS è crollata su se stessa (per l&#8217;impossibilità del calcolo economico nel sistema socialista) hanno iniziato con la <em>crescita sostenibile</em> e l&#8217;ambientalismo talebano (come dimostra, per esempio, il travaso di personaggi da Lotta Continua ai Verdi) dimenticando che i maggiori scempi ambientali avvengono laddove i diritti di proprietà non sono rispettati. L&#8217;eterna lotta dei collettivisti contro l&#8217;individuo e la sua proprietà si maschera e si trasforma ma la forma mentis è sempre quella: racchiudere le persone in schemi e dirigere l&#8217;azione umana per un <em>fine superiore </em>e un&#8217;idea malata di <em>giustizia</em> .</p>
<p style="text-align: justify;">Di ingegneri sociali è pieno il mondo, in questo stato però sono veramente tanti; troppi. Sono a destra e a sinistra, al governo e all&#8217;opposizione, nei comuni, nelle province, nelle regioni, nei quotidiani, nelle scuole e nei blog. Contro costoro non serve nessuna battaglia politica: qua servirebbe una <strong>guerra culturale</strong>. Purtroppo però sono davvero tanti e &#8220;l&#8217;opinione pubblica&#8221; è forgiata a loro immagine e somiglianza. In altre parole, <em>no future</em>.</p>
<p style="text-align: justify;">Questo è un post sfogo sui massimi sistemi che deriva dall&#8217;aver letto e osservato la realtà che mi circonda, dall&#8217;essermi scontrato quotidianamente o quasi con la burocrazia, con un <em>sentire comune</em> asfittico, con regole il cui unico scopo è mortificare il lavoro e la voglia delle persone di creare. Non so per quale motivo siamo arrivati a questi livelli ma la situazione dal mio punto di vista è insostenibile.</p>
<p style="text-align: justify;">Me gavì pagontà.</p>
<p style="text-align: justify;"></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #ffcc00;">P.S.</span></strong><span style="color: #ffcc00;"> Questo blog entra ufficialmente in modalità ferie dato che in agosto sarò impegnato a tornare studentello in un corso intensivo; si, sono scemo. Quindi, non prometto aggiornamenti del blog in agosto. In caso, buone ferie a tutti e mi raccomando: bevete molto, non uscite durante le ore più calde della giornata e mangiate legger</span><span style="color: #ffcc00;">o.</span></p>
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		<itunes:summary>Leggendo vari blog che sono lo specchio fedelissimo dell'intellettualitagrave; italica predominante mi sono definitivamente convinto che qui non c'egrave; futuro. Ossia, all'interno di questo stato siamo condannati a un piugrave; o meno lento declino camuffato. Andremo avanti a mangiarci le ricchezze accumulate e a un certo punto, finita la ciccia da spolpare, ci guarderemo negli occhi esclamando: "e adesso?".
Il problema principale, anzi, il nocciolo della questione secondo me sono i wannabe ingegneri sociali. La nostra societagrave; egrave; permeata di ingegneri sociali: sono ovunque, sono tanti, sono spocchiosi e ci stanno portando alla morte. Non dico che lo stiano facendo di proposito, anzi, sono convinto che siano spinti dalle piugrave; nobili intenzioni; loro credono veramente di dare un contributo fondamentale al miglioramento della societagrave;. In realtagrave; perograve; ci stanno scavando la fossa. Il fatto egrave; che sono istruiti e quindi pensano di essere intelligenti e quindi pensano di sapere cosa sia meglio per gli altri e quindi esigono che gli altri pensino e agiscano come loro. Si riempiono la bocca di belle parole come libertagrave;, in realtagrave; hanno in odio la libertagrave; altrui di pensare e agire diversamente e vorrebbero una societagrave; cristallizzata nella quale loro e solo loro sono i detentori del bene. Hanno in odio la libertagrave; delle persone di instaurare liberi rapporti basati sul mutuo interesse, ossia atti capitalistici tra adulti consenzienti, per dirla alla Nozik, percheacute; vogliono difendere le persone da loro stesse con mille e mille regolamentazioni. Si dichiarano aperti e tolleranti, in realtagrave; dietro la facciata si nasconde il pensiero unico triste che non ammette sgarri alla loro grande visione per una societagrave; piugrave; giusta.
Sono cosigrave; saccenti che vogliono racchiudere l'immensa pluralitagrave; e meravigliosa diversitagrave; di milioni e milioni di individui e il loro interagire all'interno di schemi preordinati e di crescite armoniose. Si riciclano periodicamente. Una volta per esempio dicevano che l'URSS cresceva a ritmi inimmaginabili per il mondo occidentale e questo dimostrava la superioritagrave; del socialismo. Quando l'URSS egrave; crollata su se stessa (per l'impossibilitagrave; del calcolo economico nel sistema socialista) hanno iniziato con la crescita sostenibile e l'ambientalismo talebano (come dimostra, per esempio, il travaso di personaggi da Lotta Continua ai Verdi) dimenticando che i maggiori scempi ambientali avvengono laddove i diritti di proprietagrave; non sono rispettati. L'eterna lotta dei collettivisti contro l'individuo e la sua proprietagrave; si maschera e si trasforma ma la forma mentis egrave; sempre quella: racchiudere le persone in schemi e dirigere l'azione umana per un fine superiore e un'idea malata di giustizia .
Di ingegneri sociali egrave; pieno il mondo, in questo stato perograve; sono veramente tanti; troppi. Sono a destra e a sinistra, al governo e all'opposizione, nei comuni, nelle province, nelle regioni, nei quotidiani, nelle scuole e nei blog. Contro costoro non serve nessuna battaglia politica: qua servirebbe una guerra culturale. Purtroppo perograve; sono davvero tanti e "l'opinione pubblica" egrave; forgiata a loro immagine e somiglianza. In altre parole, no future.
Questo egrave; un post sfogo sui massimi sistemi che deriva dall'aver letto e osservato la realtagrave; che mi circonda, dall'essermi scontrato quotidianamente o quasi con la burocrazia, con un sentire comune asfittico, con regole il cui unico scopo egrave; mortificare il lavoro e la voglia delle persone di creare. Non so per quale motivo siamo arrivati a questi livelli ma la situazione dal mio punto di vista egrave; insostenibile.
Me gavigrave; pagontagrave;.

P.S. Questo blog entra ufficialmente in modalitagrave; ferie dato che in agosto sarograve; impegnato a tornare studentello in un corso intensivo; si, sono scemo. Quindi, non p...</itunes:summary>
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		<itunes:author>yoshi979@me.com</itunes:author>
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		<title>Difendere la Patria</title>
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		<pubDate>Thu, 08 Jul 2010 11:29:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Yoshi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La Svizzera relativamente a confronto con l&#8217;inferno italiano è un paradiso. Tuttavia è ovvio che non sia un paradiso assoluto: resta pur sempre un&#8217;entità statale, nonostante la forma confederata (che molti cercano sempre di annacquare anche là). In Svizzera, dal mio punto di vista, ci sono cotraddizioni anche molto grandi. Una di queste contraddizioni secondo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-full wp-image-5686" src="http://www.buraku.org/wp-content/uploads/2010/07/victorinox.jpg" alt="" />La Svizzera relativamente a confronto con l&#8217;inferno italiano è un paradiso. Tuttavia è ovvio che non sia un paradiso assoluto: resta pur sempre un&#8217;entità statale, nonostante la forma confederata (che molti cercano sempre di annacquare anche là). In Svizzera, dal mio punto di vista, ci sono cotraddizioni anche molto grandi. Una di queste contraddizioni secondo me è<strong> la leva obbligatoria</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Dobbiamo capirci però. La Svizzera è rinomata per essere IL Paese neutrale per eccellenza. Questa sua neutralità però non è mai stata affidata alla bontà dei suoi vicini ma, al contrario, al suo <em>esercito popolare</em>. Ossia, neutralità armata: l&#8217;unica neutralità possibile.</p>
<p style="text-align: justify;">Il fatto però di costringere i propri cittadini a <em>servire</em> per un periodo di tempo nell&#8217;esercito per difendere la neutralità svizzera è secondo me una coercizione inaccettabile in quanto lo stato, in pratica, ti sequestra rubandoti tempo ed energie. La leva obbligatoria è inaccettabile. Da un punto di vista di principio, se la popolazione ci tiene veramente a preservare la propria entità statale, non mancheranno di sicuro persone che, vuoi per ideali o per bisogno di lavoro o per entrambi, volontariamente entreranno nell&#8217;esercito. Io, per dire, non reputo accettabile nemmeno la leva obbligatoria in situazioni enormemente più calde (per usare un eufemismo) come in Israele. Anche lì, se gli israeliani ci tengono a preservare il proprio stato e il proprio diritto a esistere, un esercito senza la coercizione della leva si creerebbe comunque. Se questa volontà non c&#8217;è, non vedo allora perché si debba difendere la sopravvivenza di un&#8217;entità alla quale non si tiene.</p>
<p style="text-align: justify;">Inoltre, il fatto che ci sia una libertà effettiva di comprare e possedere armi fa in modo che tutta la popolazione sia una sorta di esercito <em>in potenza</em>. La possibilità da parte di un cittadino di avere un&#8217;arma per difendersi è una sicurezza per la libertà di un popolo, non una minaccia come vogliono farci credere i proibizionisti. A dire la verità però il livello distruttivo raggiunto dagli armamenti moderni rende anacronistico l&#8217;ideale del cittadino-soldato che con il suo fucile si barrica in casa per sparare all&#8217;invasore. Ossia, basta schiacciare un <em>bottone nucleare </em>e ciao ciao interi stati. Tuttavia è sempre bene non sottovalutare, anche pensando a un&#8217;ottica interna di governi che degenerano, la deterrenza di una popolazione armata. In questa prospettiva, l&#8217;idea di compagnie private di difesa che operano al posto o anche a fianco dell&#8217;esercito è interessante, come scritto <strong><a href="http://residenclave.wordpress.com/2010/05/17/stark-industries/" target="_blank">in questo post</a></strong> di Jinzo.</p>
<p style="text-align: justify;">Tutto questo post per dire che il <em>Gruppo per una Svizzera senza esercito</em> <strong><a href="http://www.swissinfo.ch/ita/politica/Obbligo_di_servire:_lanciata_iniziativa_per_sopprimerlo.html?cid=15418982" target="_blank">ha presentato</a></strong> una iniziativa popolare per abrogare il principio della leva obbligatoria dalla costituzione. Nonostante parta da premesse che non condivido, cioè, da quello che ho capito io, un <em>pacifismo sognante</em>, sono d&#8217;accordo con l&#8217;iniziativa. Quindi, da Schweizliebhaber (spero sia corretto) quale io mi ritengo, auspico che alla fine prevalga il diritto del cittadino a non essere sequestrato dal proprio stato.</p>
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		<title>Avrei voluto sputare sulle banconote</title>
		<link>http://www.buraku.org/2010/07/05/avrei-voluto-sputare-sulle-banconote/</link>
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		<pubDate>Mon, 05 Jul 2010 11:36:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Yoshi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Oggi sono andato a pagare le tasse e la sensazione che ho provato è stata identica a quella che avrei provato se avessi buttato i soldi giù nel cesso: stessa utilità. Le tasse sono il prezzo che paghiamo per ricordarci la nostra posizione di schiavi dello stato italiano. Le tasse servono per spronarci a perseverare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><img class="alignnone size-full wp-image-5662" title="you are a fucked slave" src="http://www.buraku.org/wp-content/uploads/2010/07/taxes.jpg" alt="" /></p>
<p style="text-align: justify;">Oggi sono andato a pagare le tasse e la sensazione che ho provato è stata identica a quella che avrei provato se avessi buttato i soldi giù nel cesso: stessa utilità.</p>
<p style="text-align: justify;">Le tasse sono il prezzo che paghiamo per ricordarci la nostra posizione di schiavi dello stato italiano. Le tasse servono per spronarci a perseverare per provare a uscire in un modo o nell&#8217;altro da questa gabbia di pericolosi matti. Oggi sono più povero e più incazzato di ieri. Sempre più povero e sempre più incazzato.</p>
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		<itunes:summary>Oggi sono andato a pagare le tasse e la sensazione che ho provato egrave; stata identica a quella che avrei provato se avessi buttato i soldi giugrave; nel cesso: stessa utilitagrave;.
Le tasse sono il prezzo che paghiamo per ricordarci la nostra posizione di schiavi dello stato italiano. Le tasse servono per spronarci a perseverare per provare a uscire in un modo o nell'altro da questa gabbia di pericolosi matti. Oggi sono piugrave; povero e piugrave; incazzato di ieri. Sempre piugrave; povero e sempre piugrave; incazzato.</itunes:summary>
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		<itunes:author>yoshi979@me.com</itunes:author>
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		<title>Una grande famiglia di svitati</title>
		<link>http://www.buraku.org/2010/07/02/una-grande-famiglia-di-svitati/</link>
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		<pubDate>Fri, 02 Jul 2010 15:24:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Yoshi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Perché che tristezza se non ci fosse un po&#8217; di autoironia ogni tanto. By the way, io mi riconosco nell&#8217;island, nell&#8217;apostle e nel caveat emptor]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-5644" src="http://www.buraku.org/wp-content/uploads/2010/07/24-types_of_libertarian.png" alt="" width="650" height="976" /></p>
<p>Perché che tristezza se non ci fosse un po&#8217; di autoironia ogni tanto.</p>
<p>By the way, io mi riconosco nell&#8217;<em>island</em>, nell&#8217;<em>apostle</em> e nel <em>caveat emptor</em> <img src='http://www.buraku.org/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<div align="right" style="float:right;padding:5px 0xp 0px 5px;"><a name="fb_share" type="button" share_url="http://www.buraku.org/2010/07/02/una-grande-famiglia-di-svitati/"></a></div>]]></content:encoded>
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		<title>Costretti ad essere ricchi</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Jun 2010 17:12:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Yoshi</dc:creator>
				<category><![CDATA[libertaria]]></category>

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		<description><![CDATA[Specialmente in tempi di crisi e di incertezze molto pesanti, si sentono inevitabilmente da parte dei politici e di lobby interessate discorsi tendenti al protezionismo. Io trovo che questi discorsi siano estremamente interessanti perché nonostante la storia sia lì a mostrarci come il protezionismo sia stato praticamente sempre deleterio, ecco che immancabilmente spunta l&#8217;ideona: protezionismo! [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignnone size-full wp-image-5580" src="http://www.buraku.org/wp-content/uploads/2010/06/wall.jpg" alt="" /></p>
<p style="text-align: justify;">Specialmente in tempi di crisi e di incertezze molto <em>pesanti</em>, si sentono inevitabilmente da parte dei politici e di lobby interessate discorsi tendenti al protezionismo. Io trovo che questi discorsi siano estremamente interessanti perché nonostante la storia sia lì a mostrarci come il protezionismo sia stato praticamente sempre deleterio, ecco che immancabilmente spunta l&#8217;ideona: <strong>protezionismo!</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Le lobby che chiedono misure protezionistiche fanno parte di settori che non reggono, o reggono male, la concorrenza estera. Queste aziende, invece di chiudere o fare altro o migliorarsi in quello che fanno, chiedono la barriera statale per essere protetti dall&#8217;esterno. In questo modo si ottiene che:</p>
<p style="text-align: justify;">a) Il cittadino comune paga di più una merce o un servizio che prima trovava a meno grazie all&#8217;azienda estera, e quindi spende soldi che magari avrebbe usato per altro o per risparmio. Potrebbe anche capitare che non acquisti proprio il bene &#8220;protetto&#8221; perché uscito dalle sue possibilità economiche. Il protezionismo danneggia soprattutto le persone comuni, quelle con meno disponibilità finanziarie.<br />
b) L&#8217;azienda &#8220;protetta&#8221; non ha stimoli per migliorarsi in quanto, essendo la concorrenza estera tagliata fuori, vive in un regime di protezione statale nel quale soggetti più dinamici non possono partecipare. Aziende decotte rimangono in vita interrompendo il naturale e salutare ciclo dell&#8217;innovazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Paradossalmente parlando, se ai tempi della rivoluzione industriale ci fosse stata la UE con le sue laute sovvenzioni all&#8217;agricoltura, milioni di contadini non si sarebbero spostati nei distretti industriali e le società europee sarebbero diventate molto meno ricche; per usare un eufemismo. Questo è quello che comporta l&#8217;innovazione: l&#8217;abbandono di vecchi settori per la nascita di nuovi settori con più valore aggiunto e il conseguente aumento del benessere per tutti. Se attraverso il protezionismo o le sovvenzioni produciamo una distorsione del mercato, non facciamo altro che renderci più poveri. Un altro effetto sgradevole del protezionismo è il suo comportare inevitabili guerre commerciali. Anche in questo caso la storia ha milioni di esempi. Se lo stato X alza una barriera protezionistica contro la tal merce del tal stato Y, questi si vendicherà alzando una barriera contro la talaltra merce dello stato X. In questa spirale perversa quindi ci perdono tutti e soprattutto, ancora una volta, le persone comuni che si vedono di punto in bianco i prezzi aumentare. In un regime protezionista, la gente è <em>costretta</em> ad essere ricca per avere quei servizi e quei beni che in un regime di libero scambio si potrebbe procurare con meno.</p>
<p style="text-align: justify;">La chiave per la prosperità è la libertà di commercio. In un contesto di piccolo villaggio chiuso nei confronti dell&#8217;esterno non abbiamo grandi ricchezze e grandi innovazioni ma un&#8217;economia povera di sussistenza nella quale gli abitanti del villaggio tirano avanti a campare senza prospettive. Più allarghiamo il campo e più possibilità per tutti ci sono. Chi parla di protezionismo parla in realtà di povertà. I due termini sono sinonimi.</p>
<div align="right" style="float:right;padding:5px 0xp 0px 5px;"><a name="fb_share" type="button" share_url="http://www.buraku.org/2010/06/23/costretti-ad-essere-ricchi/"></a></div>]]></content:encoded>
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		<title>Il manuale per lo schiavo perfetto</title>
		<link>http://www.buraku.org/2010/06/19/il-manuale-per-lo-schiavo-perfetto/</link>
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		<pubDate>Sat, 19 Jun 2010 11:26:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Yoshi</dc:creator>
				<category><![CDATA[libertaria]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;intervista in questione l&#8217;ho sentita anch&#8217;io ed è stata un&#8217;esperienza surreale.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="500" height="405" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/_EQXdsFIl6c&amp;hl=en_US&amp;fs=1&amp;rel=0&amp;border=1" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="500" height="405" src="http://www.youtube.com/v/_EQXdsFIl6c&amp;hl=en_US&amp;fs=1&amp;rel=0&amp;border=1" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;intervista in questione l&#8217;ho sentita anch&#8217;io ed è stata un&#8217;esperienza surreale.</p>
<div align="right" style="float:right;padding:5px 0xp 0px 5px;"><a name="fb_share" type="button" share_url="http://www.buraku.org/2010/06/19/il-manuale-per-lo-schiavo-perfetto/"></a></div>]]></content:encoded>
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		<title>UE? Uhm&#8230;</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Jun 2010 20:07:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Yoshi</dc:creator>
				<category><![CDATA[libertaria]]></category>

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		<description><![CDATA[Il grande equivoco dal quale bisogna liberarsi per, almeno, non avere un dialogo tra sordi è quello che dipinge gli eurocontrari come me alla stregua di isolazionisti, gente che vuole erigere barriere di filo spinato e vivere autarchicamente. No. Io sono per il libero scambio, per la libertà di movimento di idee, individui, merci, cultura [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignnone size-full wp-image-5417" src="http://www.buraku.org/wp-content/uploads/2010/06/ue.jpg" alt="" /></p>
<p style="text-align: justify;">Il grande equivoco dal quale bisogna liberarsi per, almeno, non avere un dialogo tra sordi è quello che dipinge gli <em>eurocontrari</em> come me alla stregua di <em>isolazionisti</em>, gente che vuole erigere barriere di filo spinato e vivere autarchicamente. <strong>No</strong>. Io sono per il libero scambio, per la libertà di movimento di idee, individui, merci, cultura e sogni. Io <strong>adoro</strong> il mondo globalizzato in quanto espressione di tutto questo. La domanda è: serve l&#8217;Unione Europea per avere una<em> fratellanza europea</em>? Io penso di no perché a stati che fanno comunella preferisco di gran lunga individui da ogni dove che cooperano liberamente; e per questo non serve la UE. Bisogna dare atto che la UE in passato ci è servita favorendo lo sviluppo di un mercato europeo tendente alla soppressione delle barriere. Molto probabilmente questo sarebbe avvenuto ugualmente, ma va bene.</p>
<p style="text-align: justify;">Una volta ero un <em>euroentusiata</em> proprio perché non coglievo la fondamentale differenza tra unione di stati e libera cooperazione tra individui e pensavo che, beata ingenuità, dentro un superstato federale potessimo volerci tutti bene. Poi sono diventato <em>euroscettico</em> perché mi sono reso conto che l&#8217;Euroleviatano stava lievitando sempre di più, in barba al principio di sussidiarietà. Citandomi, <em>principio di sussidiarietà</em> significa che:</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #888888;">Lo Stato non deve fare quello che possono fare i cittadini per conto loro. Quando invece deve intervenire, le decisioni devono essere prese il più vicino possibile al cittadino. Il principio di sussidiarietà quindi implica che la persona viene prima dello Stato e che lo Stato deve  essere federale per non essere un Leviatano lontano che tutto decide e tutto organizza. Quindi, la sussidiarietà si riferisce a una società nella quale i cittadini sono liberi e responsabili, una società nella quale il principio organizzativo è quello della confederazione, della libera unione di individualità sovrane.</span></p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;">Nonostante a parole la UE si basi anche su questo principio, nei fatti stiamo assistendo a continui tentativi, che riescono sempre più, di normalizzare, conformare, livellare e accentrare. Sono diventato decisamente <em>eurocontrario</em> dopo aver assistito all&#8217;ultima manovra per &#8220;salvare&#8221; la Grecia. Attenzione, l&#8217;Euro non è necessariamente una brutta cosa, se all&#8217;unità monetaria si affianca l&#8217;<strong>indipendenza</strong> e la <strong>responsabilità</strong> dei singoli stati. Quando sento gente come i Radicali che auspicano la nascita degli <em>Stati Uniti d&#8217;Europa</em> (magari con dentro la Turchia) mi sale un brivido su per la schiena. Io quelli che vogliono i centri decisionali del potere ancora più lontani dal cittadino di quanto siano già adesso non li capisco. Vabbeh che i Radicali sono romanocentrici e quindi per loro è normale pensare per centri di potere, però la motivazione che usano più spesso mi fa venire ancora più brividi. Ho sentito innumerevoli volte la Bonino dire che bisogna fare un superstato europeo &#8220;per contare&#8221; a livello globale. Io questa storia del <em>contare</em> non l&#8217;ho mai capita. Un cittadino della repubblica dell&#8217;Estonia all&#8217;interno dell&#8217;Urss faceva parte di uno stato immenso che contava eccome sulla scena internazionale; però ho come l&#8217;impressione che il cittadino dell&#8217;Estonia stia molto meglio adesso che fa parte di un piccolo stato. Io penso che questa smania di grandezza sia assimilabile a quelli che si comprano il macchinone perché hanno il pistolino. Penso che il <em>contare</em> sia a uso e consumo dei politici. Un superstato europeo nel quale la concorrenza tra stati per attirare menti, capitali, industrie è livellata: che prospettiva rosea. Quello che deve <em>contare</em> non è lo stato, ma il cittadino! La libertà dell&#8217;individuo conta, non la costruzione di imperi per la smania di potere e di accentramento dei politici e dei burocrati.</p>
<p style="text-align: justify;">Ecco perché quando il nuovo stato veneto indipendente indirà il referendum per confermare o meno la sua adesione alla UE, io personalmente voterò <strong>NO</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">
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		<title>It&#8217;s the law!</title>
		<link>http://www.buraku.org/2010/05/24/its-the-law/</link>
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		<pubDate>Mon, 24 May 2010 13:39:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Yoshi</dc:creator>
				<category><![CDATA[libertaria]]></category>

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		<description><![CDATA[Negli Usa può capitare di vedere un cartello stradale, per esempio, che ricorda di allacciare le cinture con sotto la perentoria scritta &#8220;it&#8217;s the law&#8220;. Questa scritta mi ha lasciato molto perplesso perché sottintende una forma mentis da schiavo: devi obbedire alla legge perché è la legge. Certo, stiamo parlando di un cartello e non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-full wp-image-5328" src="http://www.buraku.org/wp-content/uploads/2010/05/obey.jpg" alt="" />Negli Usa può capitare di vedere un cartello stradale, per esempio, che ricorda di allacciare le cinture con sotto la perentoria scritta &#8220;<strong><em>it&#8217;s the law</em></strong>&#8220;. Questa scritta mi ha lasciato molto perplesso perché sottintende una forma mentis da schiavo: devi obbedire alla legge perché è la legge. Certo, stiamo parlando di un cartello e non di un saggio sulla morale, non si può scrivere un tema sotto un cartello. Però almeno un &#8220;<em>for your safety</em>&#8221; non sarebbe stato un po&#8217; più <em>carino</em>? Obbedire alla legge in quanto legge è un atteggiamento stupido perché azzera lo spirito critico e può farci commettere <em>crimini legali</em>; d&#8217;altronde nella Germania nazista la persecuzione degli ebrei era <em>legale</em>, ma non per questo <em>giusta</em>.</p>
<p style="text-align: justify;">Personalmente ritengo sbagliate tutte quelle leggi svincolate dal principio di non aggressione. Ossia non reputo giuste e da seguire per forza <em>in quanto tali</em> tutte quelle leggi nelle quali non c&#8217;è vittima: assumere droga non consentita dalla legge, usare le cinture di sicurezza, indossare il casco, etc etc. Questo non vuol dire che io faccia per forza uso di droghe o non allacci le cinture o non mi metta il casca quando vado in Vespa, ma solo che <strong>non reputo accettabile</strong> e passabile di azione giudiziaria o di multa chi fa il contrario. Questo perché non si sono lese la libertà, l&#8217;incolumità o la proprietà di nessuno. Nessuna apologia di reato, ma penso che la massima di &#8220;vivere come se lo Stato non esistesse&#8221;, in questi casi sia ancora più valida.</p>
<p style="text-align: justify;">Se proprio vogliamo trovare una vittima, si potrebbe argomentare che la vittima è l&#8217;utilizzatore stesso di droga o <em>l&#8217;incosciente</em> senza cinture o casco, vittima della sua stessa <em>cattiva</em> condotta di vita. Capite anche voi però che qui si ricade nel paternalismo più insulso. Condizione però nella quale ci troviamo di fatto già oggi: leggi paternaliste che ci trattano tutti come dei bambini incapaci di decidere per noi della nostra stessa vita. La mia non è una posizione &#8220;semplicistica&#8221;. Dando alle persone quella cosa chiamata <em>libertà</em> unita a quell&#8217;altra detta <em>responsabilità</em>, si innesca un circolo virtuoso. Una società nella quale tu sei libero ma sai di essere responsabile al 100% delle tue azioni è <strong>una società sana</strong> nella quale le persone non si nascondono dietro patetiche scuse per la loro condizione e che sono stimolate a migliorarsi.</p>
<p style="text-align: justify;">Dal mio punto di vista, non si dovrebbe <strong>mai</strong> dire: &#8220;<em>se così vuole la legge&#8230;</em>&#8220;. La legge non è mai divina ma sempre una norma creata da uomini che, in quanto uomini, sono passibili di errore. Molto spesso, una sacrosanta disobbedienza è la cosa più <em>morale</em> da attuare. It&#8217;s the law &#8216;sto cazzo.</p>
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		<title>Perché la sussidiarietà</title>
		<link>http://www.buraku.org/2010/05/23/perche-la-sussidiarieta/</link>
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		<pubDate>Sun, 23 May 2010 13:57:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Yoshi</dc:creator>
				<category><![CDATA[libertaria]]></category>
		<category><![CDATA[venetismi]]></category>

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		<description><![CDATA[Prima ancora di essere una teoria organizzativa spicciola e pratica, il principio di sussidiarietà è una forma mentis che dovremmo sforzarci quotidianamente di spingere, reclamizzare, spiegare. Sussidiarietà in pratica vuol dire che lo Stato non deve fare quello che possono fare i cittadini per conto loro. Quando invece deve intervenire, le decisioni devono essere prese [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignnone size-full wp-image-5316" src="http://www.buraku.org/wp-content/uploads/2010/05/people.jpg" alt="" /></p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;"><em><span style="color: #888888;">Prima ancora di essere una teoria organizzativa spicciola e pratica, il principio di sussidiarietà è una forma mentis che dovremmo sforzarci quotidianamente di spingere, reclamizzare, spiegare. Sussidiarietà in pratica vuol dire che lo Stato non deve fare quello che possono fare i cittadini per conto loro. Quando invece deve intervenire, le decisioni devono essere prese il più vicino possibile al cittadino.</span></em></p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.pnveneto.org/2010/05/perche-la-sussidiarieta/" target="_blank"><strong>Qui</strong></a> per leggere tutto e commentare.</p>
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		<title>Non capisco perché la Disney non mi abbia già chiamato</title>
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		<pubDate>Thu, 20 May 2010 11:21:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Yoshi</dc:creator>
				<category><![CDATA[brightness]]></category>
		<category><![CDATA[libertaria]]></category>

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		<description><![CDATA[Oggi è la giornata nella quale tutti si cimentano nel disegnare Mohammad. Invito tutti ad aderire a questo evento irrispettoso e sgradevole proprio perché si tratta di un evento irrispettoso e sgradevole. Nelle società libere la sgradevolezza e la blasfermia sono condannate dai rispettivi credenti con la promessa delle fiamme eterne dell&#8217;inferno e non facendo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Oggi è la giornata nella quale tutti si cimentano nel <a href="http://www.facebook.com/pages/Everybody-Draw-Mohammad-Day-May-20th-2010/120352401315688" target="_blank"><strong>disegnare Mohammad</strong></a>. Invito tutti ad aderire a questo evento irrispettoso e sgradevole proprio perché si tratta di un evento irrispettoso e sgradevole. Nelle società libere la sgradevolezza e la blasfermia sono condannate dai rispettivi credenti con la promessa delle fiamme eterne dell&#8217;inferno e non facendo chiudere la bocca. Questo concetto basilare devono capirlo soprattutto i mussulmani che fanno parte delle nostre società perché sono in gioco i fondamenti già malmessi e tremanti delle nostre libertà. Tutti devono capire che <strong>la libertà molto spesso è anche sgradevole</strong> e se non mi è <em>permesso</em> nemmeno di essere blasfemo allora vuol dire che siamo messi molto male.</p>
<p style="text-align: justify;">Comunque, questo è il mio contributo d&#8217;artista:</p>
<p style="text-align: justify;"><img class="alignnone size-full wp-image-5304" src="http://www.buraku.org/wp-content/uploads/2010/05/m.jpg" alt="" /></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong>Update</strong>:</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #888888;"><em>Penso che tutte le religioni dovrebbero essere oggetto di satira e che alcuni gruppi religiosi non hanno alcuna ragione di pensare di essere al di sopra della società </em></span>(<a href="http://www.giornalettismo.com/archives/63900/vignetta-maometto-infiamma-sudafrica/" target="_blank"><strong>qui</strong></a>)</p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;"><img class="alignnone size-full wp-image-5309" src="http://www.buraku.org/wp-content/uploads/2010/05/humour.jpg" alt="" /></p>
<div align="right" style="float:right;padding:5px 0xp 0px 5px;"><a name="fb_share" type="button" share_url="http://www.buraku.org/2010/05/20/non-capisco-perche-la-disney-non-mi-abbia-gia-chiamato/"></a></div>]]></content:encoded>
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