Che bello. Che bello. Che bello! In macchina, davanti al computer, allo stereo, dall’iPhone con le cuffie: non faccio altro che ascoltare il nuovo album dei Roots, ovunque. Il nuovo album dei Roots è la quintessenza della figaggine, della blackness, della musica di qualità che incontra il mainstream. Detto in termini più chiari: How I Got Over dei Roots è devastantemente perfetto.
La caratteristica dei Roots, se non lo sapete, è quella di essere una hip hop band, ossia fondamentalmente fanno rap (ma non solo) con musica suonata con “strumenti veri”. I Roots sono un gruppo sul quale fare affidamento. Nonostante qualche passetto falso in passato, sai che loro sono sinonimo di qualità e di musica che non si può definire se non come figa. Il piacere fisico che provo ascoltando How I Got Over deriva dal fatto che è un album fatto da Professionisti con la P maiuscola (come scrive Pitchfork) e c’ha un groove che spacca dalla prima all’ultima canzone; e scusate la terminologia da brodah.
La grandezza di questo album è dovuta anche ai tanti ospiti che impreziosiscono le canzoni: Jonh Legend, Dice Raw, Joanna Newsom, Monsters of Folk, etc etc. Quasi ogni canzone di avvale di collaborazioni che rendono l’album vario ma sempre rootslostico. Per quanto mi riguarda, sicuramente un album destinato a restare.



Non riuscivo proprio a capire perché This Is Happening, ossia l’ultimo (in tutti i sensi, almeno a sentire James Murphy) disco LCD Soundsystem, mi lasciasse con l’amaro in bocca, con la sensazione che qualcosa che non fosse al proprio posto. Sarà perché è forse l’album che sembra più suonato dei tre, sarà perché forse Murphy si lancia troppo spesso ad abbozzare un canto. Non riuscivo a capire e ancora non riesco a capire bene. Però è successo che questo album all’inizio non mi piaceva per niente mentre ora mi piace, eccome se mi piace. L’ho tenuto due settimane sbocconcellandolo ogni tanto fino a quando mi sono accorto che, mistero, era un grande album.
Si parte con un piede fantasticamente giusto con A Great Day e viene subito da pensare che The Fall of 1960 sia in grado di regalare davvero grandi giorni. Spero vivamente che con questo nuovo album ai 


