Buraku

il blog di Yoshi

Archive for the ‘quisquilia’ Category

Il “pubblico”

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Impiegate che leggono il giornale e ti dicono semplicemente “non lo so”, confusione, impiegate che fumano in cortile, confusione, su e giù per le scale in cerca dell’ufficio giusto, confusione, segnaletica indecifrabile, confusione.

Ogni volta che metto piede in una struttura pubblica nella quale lavorano statali e penso che anche i miei soldi servono per comprare il giornale all’impiegata che fa salotto, ecco, riconsidero in una luce positiva la bottiglia di Vjačeslav.

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February 23rd, 2010 at 11:30 am

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Pajasi connection

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Non seguo molto i media italiani e quindi se non fosse stato per Fabristol mi sarei perso una notizia davvero memorabile; nel senso che bisognerebbe tenerla bene in mente per capire che Stato italiano is the new Third World.

Ho seguito la vicenda Libia-Svizzera nel suo complesso da tempo e devo dire che la reazione italiana mi pare appropriata come un concerto dei Cannibal Corpse in vaticano. In pratica e sinteticamente,  è successo che il figlio più giovane del dittatore della Libia venisse arrestato per due giorni nel 2008 a Ginevra, in Svizzera, per aver picchiato due donne del suo staff. Da quel momento il paparino promise vendetta contro i malefici elvetici. Vendetta che si è disvelata, per esempio, con chiusura di uffici di compagnie svizzere in Libia e arresto dei suoi impiegati svizzeri e condanna a 16 mesi per due uomini d’affari svizzeri. La Svizzera quindi ha agito come dovrebbero agire tutti quei Stati che hanno a cuore la libertà, ossia non permettere che il patetico dittatore e la sua cricca possano insozzare il suolo svizzero, suolo di terra libera, mettendoli in una blacklist. La Libia ha risposto negando i visti ai cittadini europei dell’area Schengen, ossia quel trattato che coinvolge Stati UE e non (come la Svizzera) e che prevede l’abolizione dei controlli sistematici delle persone alle frontiere interne dello spazio Schengen, l’integrazione delle banche dati delle forze di polizia e altre cose.

A differenza di tutti gli altri Stati UE (e qui risiede la bananosità italica) lo Stato italiano, per bocca del suo ministro degli Esteri ha praticamente dato la colpa alla Svizzera dicendo che la decisione di quest’ultima “prende in ostaggio tutti i Paesi dell’area Schengen“. Certo, ero a conoscenza della predilizione del governo italico per gli autocrati e i dittatori e per una politica estera basata sul rapporto personale tra capi (come ai cari vecchi tempi delle monarchie assolute) e sul “caro amico mio!“, però qui si sta arrivando a un livello successivo. Una volta avevamo il mullah D’Alema che andava a braccetto con esponenti di Hamas, oggi abbiamo il berluscocrate che avvicina ogni giorno che passa lo Stato italiano all’equatore.

Written by Yoshi

February 17th, 2010 at 9:33 am

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Esprimiti!

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Cari lettori, avrei bisogno di un favore. Dovreste rispondere nei commenti alla seguente domanda:

Perché bisogna mantenere per forza la cosiddetta “unità d’Italia”?

Mi piacerebbe che tutti quelli chi pensano che si debba mantenere rispondessero. Lettori assidui o occasionali, commentatori frequenti o lurker, potreste tutti farmi il favore di rispondere? Datemi le vostre motivazioni razionali e irrazionali, scrivete quello che volete. Questo sondaggione mi servirà per capire un po’ meglio l’unionista e provare a ribattere; magari salta fuori qualcosa d’interessante per tutti, no?

Sarebbe utile se scriveste anche la regione dalla quale venite.

Esprimetevi!

Written by Yoshi

February 11th, 2010 at 6:47 pm

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Nella ridente cittadina di

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Se siete in zona e siete curiosi:

Written by Yoshi

January 28th, 2010 at 9:14 am

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Strategia politica del seppuku

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Dato che i miei lettori sono rinomati per essere così intelligenti, vorrei descrivervi una situazione (che per ovvi motivi di privacy manterrò sul vago) e vorrei che voi nei commenti proviate a scrivermi la vostra opinione. Anche contando sul vostro essere esterni alla situazione, vorrei che mi fosse dato un parere spassionato; ben sapendo che non potete essere a conoscenza di tutta la faccenda e di tutti i suoi restroscena.

Diciamo che c’è un tal partito X che ha per obiettivo V. La persona G che ha messo in piedi il partito X faceva parte di un tal movimento Y il cui scopo è lo stesso del partito X ma la cui strategia era diversa, ossia quella di essere trasversali ai partiti e di provare a mettere l’obiettivo V nell’animo di più persone possibili dentro vari partiti. A un certo punto quindi, G e altri hanno pensato che fosse più proficuo e meno limitante fondare il partito X e, riconoscendo comunque l’utilità del movimento Y (essendo X e Y due vie complementari per V), si sono giustamente dimessi dagli organi del movimento Y perché per statuto i dirigenti non potevano far parte di alcun partito (giustamente secondo la strategia perseguita).

Ultimamente (lasciando stare le scorse elezioni provinciali ché meriterebbero un post a parte) è successo che questo movimento Y ha stretto un accordo con alcuni partiti per creare un partito unico per l’obiettivo V. Il problema era che alcuni di questi nomi erano solo scatole vuote e altri invece non avevano come obiettivo V ma qualcosa di diverso, un V-1. Infine, erano presenti personaggi che definire vecchi politicanti è far loro un piacere. Giustamente il partito X ne è rimasto fuori perché andare a finire in un calderone nel quale c’è tutto e il contrario di tutto di certo non giovava al raggiungimento dell’obiettivo V. Il partito unico dopo qualche giorno dalla sua costituzione si è frantumato; prevedibile e inevitabile. Il movimento Y quindi ha imbastito nel giro di pochi giorni una nuova alleanza con alcune sigle rimaste (robe da due persone per sigla), un vero e proprio nuovo partito che in pratica è il partito del movimento Y: situazione che non sarebbe molto corretta dal punto di vista dello statuto dello stesso movimento. Comunque, il partito X si è detto soddisfatto perché ora la situazione era molto più chiara che in precedenza (V e V-1 nello stesso soggetto sono una castroneria) e si è detto aperto a considerare varie soluzioni di alleanza.

E qui arrivano le noti dolenti. Il partito del movimento Y ha messo giù una serie di punti che in pratica prevedevano lo scioglimento del partito X all’interno del neonato da pochi giorni partito del movimento Y. Insomma, un partito che si è strutturato, che ha raccolto le firme, che si sta dotando di una rete territoriale, che ha uno statuto meraviglioso che non prevede oligarchie e il possesso del partito nelle mani di pochi deve sciogliersi in una posizione subordinata in un partito nato da due giorni al cui vertice (come da statuto del movimento Y) c’è un’oligarchia chiusa. Il partito X dovrebbe fare seppuku.

Quindi, il movimento Y che doveva essere trasversale ai partiti e che doveva portare avanti l’obiettivo V si trova prima a creare un partito nel quale c’è V e V-1, poi, dopo il disastro immediato di questo progetto, a tirar su in poche ore un nuovo partito che in pratica è una sua emanazione e a dare diktat a un partito già esistente. Vi sembra un atteggiamento saggio? Certo, probabilmente alle elezioni regionali ci saranno due partiti che hanno come obiettivo V e l’elettore medio (cioè la stragrande maggioranza) penserà ai soliti partitini. Io però penso che si dovrebbe dare fiducia a chi ha un progetto con le gambe lunghe e non improvvisato, a un partito aperto e non oligarchico, a chi butta fuori ogni giorno idee nuove.

Io sono rimasto abbastanza allibito da queste mosse.

Written by Yoshi

January 12th, 2010 at 5:11 pm

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Questo matrimonio s’ha da fare

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Portugal’s parliament has passed a law to legalise same-sex marriage, but rejected proposals to allow homosexual couples to adopt.
The bill was approved with the support of the governing Socialist Party and other parties further to the left.
Prime Minister Jose Socrates opened the debate with an appeal to back the law, saying it would put right an injustice that had caused unnecessary pain.
[…]
The bill will now be reviewed in committee before coming back for a final vote in parliament.
[…]
The ratification would make Portugal the sixth country in Europe to allow same-sex marriages after Belgium, the Netherlands, Spain, Sweden and Norway.
Many other countries have introduced civil partnerships, which give lesbian and gay couples some of the rights of married heterosexuals.
(qui)

Iniziamo l’anno con una nota positiva, ossia l’arrivo di una legge in Portogallo che libera la possibilità anche per le persone omosessuali di sposarsi. Sì, purtroppo non possono ancora adottare ma, facendo i paragoni con il nostro recinto statale, direi che il bicchiere è mezzo pieno; anche a tre quarti.

Dopo la bella sorpresa della liberalizzazione del matrimonio anche a Città del Messico, continua l’avanzata contro quella che non può che essere definita una lesione della libertà dell’individuo. Io, come già scritto, da libartariàn la penso esattamente come Kinsella:

Sure, the libertarian goal is not only to get the state out of marriage to but to abolish it. But how does this address the concerns of people living now? Gays who live together reasonably want to have their choices given legal effect. The state monopolizes this, and for a variety of reasons insists on giving full effect only to relationships it deigns to label “marriage.” So be it. Then the state should permit anyone to get this protection if they want it. It has no right to deny this to them. It has no right to refuse to give legal effect to such choices, or to make it more difficult or expensive for some.

Written by Yoshi

January 9th, 2010 at 12:00 pm

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Finanziare il parassitismo

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Quando io sento il termine “finanziamento pubblico”, in automatico ho un sussulto perché per mia indole rifuggo dal concetto di prelevare con la coercizione a X per dare, arbitrariamente, a Y; non so a voi,  ma a me questo ricorda tanto quell’azione detta “rapina”. Se poi Y è un componente di quella cupola partitica italica che, nonostante tutti i voti e tutti i chiari desideri della maggioranza di questo Stato parassitario, continua impunemente a fare la bella vita con i soldi che ci ruba, beh, ogni ipotetica remora contro il finanziamento pubblico ai partiti cade. Il bello poi, è che non viene nemmeno chiamato finanziamento pubblico, infatti, come scritto all’inizio, trattasi di rimborso elettorale.

Qui per leggere tutto.

Written by Yoshi

December 21st, 2009 at 7:21 pm

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Il solito giochetto

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Il mio stato di totale disinteresse per le faccende italiche continua. Non fosse per l’aggiornamento attraverso i vari blog che seguo quotidianamente, non saprei niente di questa ennesima ondata internetfobica da parte della intellettualmente putrescente classe politica italica. Lo so, purtroppo sono residente in questo Stato e le decisioni che vengono prese da quel branco di nutrie sceme riguardano anche me, purtroppo.

Ma non posso farci niente. Con la mente sono altrove e le miserie politiche di questa cloaca nella quale l’ultima delle roje si sente una maestrina correggi-internet le sento lontane. Purtroppo però, ripeto, sono residente in questa fossa biologica e rinnovo il consiglio a chi possiede un dominio internet di usare un domain registrar e web hosting collocati fuori dai confini cloacali. Non basta, ma aiuta. Lo hanno già detto in tanti e lo ripeto io: i politici (e i giornalisti, etc etc) hanno una paura delle Rete che cresce esponenzialmente. Più sono ignoranti e parassiti, più hanno il terrore di questo mezzo che non capiscono a causa della loro vecchiaia mentale. Qui i blog di voti ne spostano veramente pochi, ma le potenzialità ci sono tutte e internet rimane il luogo più libertario che ci sia. Quindi, l’antitesi degli interessi politici.

Regolare, normare, supervisionare: il solito giochetto.

Written by Yoshi

December 16th, 2009 at 3:11 pm

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Punched

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Stasera è avvenuta la completa trasformazione dello Stato italiano in una Banana Republic nella quale il caudillo durante i bagni di folle festanti e osannanti può correre il pericolo di venire assalito da un contestatore. Roba da Terzo Mondo spinto, contenti voi. Sono rimasto un po’ sorpreso nel leggere molti commenti che andavano dal “sì insomma, se l’è cercata” al “olè, olè oh oh“.

Sinceramente, io non mi sento di odiare Berlusconi. Lo trovo un politico orribile che continua la tradizione della politica italiana orribile. Ha aggiunto un tocco in più di cafonaggine e ha alzato il livello di troiume istituzionale, certo; ma sentire un odio viscerale per questo figlio del socialismo italiano…perché? Non vedo differenze nel ribrezzo che mi può dare lui o Di Pietro o D’Alema: sono tutti politici orribili dell’orribile Stato italiano che perpetrano l’orribile politica invasiva italiana. Questa orribile tifoseria da stadio che si è creata da berlusconiani e antiberlusconiani non è colpa di Berlusconi ma del basso livello di cultura politica degli italiani immersi nel (post)comunismo e nell’ (post)anticomunismo. Il più ridicolo stato dell’Europa Occidentale, non a caso.

Io vi guardo dannarvi gli uni contro gli altri come uno che guarda i tafferugli tra opposte tifoserie allo stadio e commenta: “ma cosa fanno? ma non si vergognano? ma quanti anni hanno?” Boh, tutti contenti per il fatto che a un anziano di settanta e passi anni hanno fatto sanguinare la bocca. Boh, sembra che gli italiani se lo meritino proprio Berlusconi.

Written by Yoshi

December 13th, 2009 at 9:35 pm

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Il rapporto cittadino-stato in Svizzera

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Tratto da un’intervista di Philippe Daverio al Console Generale della Svizzera David Vogelsanger all’interno della trasmissione Passepartout di Rai3.

Così, tanto per ricordarmi che lo Stato italiano non è l’unico stato possibile.

Written by Yoshi

December 10th, 2009 at 2:24 pm

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