Category: quisquilia
- Dato ancora più potere ai politici italiani nella gestione dell’acqua con conseguente spreco, magna magna e distribuzione di careghe a coorti varie.
- Fatto ricadere il costo dell’acqua indifferentemente a chi ne usa poca e a chi ne usa tanta, andando a ricadere il costo della gestione nella fiscalità generale e non nell’effettivo consumo.
- Bloccata definitivamente la possibilità di rifornimento energetico da una tecnologia che nei fatti (ma non nelle paure irrazionali) è più sostenibile del petrolio o del carbone.
- Ribadito l’uguaglianza delle persone di fronte alla legge. Nei fatti però io la vedo come l’aver dato ancora una volta carta bianca alla zero responsabilità dei magistrati. L’andazzo è quello di essere tutti sempre di più colpevoli fino a prova contraria. Ma questo è un punto complesso che andrebbe chiarito.
Inoltre, lasciatemi dire un bel brao mona a quelli che sono andati a votare NO per un assurdo senso estetico di democraticità privo di ogni logica. Qualcuno su Facebook li ha definiti utili idioti. Definizione sgarbatamente esatta.

Infine, oltre a vedere con la morte nel cuore il mio partito che prende parte a questa opera di mistificazione della realtà, devo sorbirmi anche esponenti di Verona di rilievo del mio partito che, per il mio essere per l’astensione e non contrario al nucleare, mi danno da scegliere la possibilità di essere o stupido o venduto. Per questo motivo da oggi “secedo” ufficialmente dal gruppo territoriale di Verona (ma non da VS, attenzione) per incompatibilità e mi riservo di entrare in un gruppo di VS non territoriale (possibilità fino ad adesso contemplata).

With British Prime Minister David Cameron cutting costs in Whitehall, now would seem like the ideal time for would-be civil servants to hop on the Eurostar and start their career in the EU institutions. But in fact, the UK is woefully under-represented in Brussels: according the Foreign Office, the U.K. makes up 12% of the EU’s population yet Brits hold only 6% of EU civil service posts and 1.8% of those at entry level. Why?The main reason is a question of language. To land a job at the commission, you first have to take the admission exams, known as the concours, in a second language. The first round consists of verbal, numerical and abstract reasoning (click to take a practice paper), before more interviews and exams, also in the foreign language of your choice. Hence reports that Cameron had asked EU Commission President Jose Manuel Barroso for a one-off concours, in English only, to help his monoglot island.This was met with a giant non from the EU. “There is a problem of increasing underrepresentation of UK citizens in the EU institutions,” EU spokesman Olivier Bailly told reporters today. “We said in behalf of the commission that one language was not an option as it would be illegal; there are other options.”Since 2004, it’s no longer been compulsory for British children to study a language up to the age of 16, meaning many only get two years of exposure to language learning, which only starts at age 12 in the UK state system. This is merely Britain’s latest display of indifference for language learning; while many top universities in mainland Europe teach part or all of their degree courses in English, British universities teach in… English.
Questo pezzo è preso da un interessante articolo del WSJ nel quale si evince anche, ma non ne avevamo dubbi, che gli eurocrati sono un bel po’ privilegiati (pagono basse tasse direttamente alla EU e non agli stati di appartenenza, stipendi entry level alti, benefits a go go, etc etc) e che quando c’è da parassitare gli italiani non si tirano mai indietro (8478 candidati italiani). Ma non voglio soffermarmi su queste euromiserie.
L’essere madrelingua della lingua che si è affermata come lingua franca a livello internazionale porta indubbiamente moltissimi vantaggi. Io poi sono una persona dall’animo molto pratico: per me si dovrebbe finalmente prendere atto che l’inglese È la lingua internazionale e adeguarsi di conseguenza. Cioè, dipendesse da me, a Bruxelles basterebbe solo l’inglese. Tuttavia ci sono anche altre considerazioni da fare. La UE è un’unione di stati con diversi background culturali e linguistici e, quindi, in quanto unione paritetica penso sia buona creanza non appiattirsi sull’inglese e, almeno ai piani alti, essere poliglotti. Buona creanza che in scala minore per esempio è presente in Svizzera: unione, appunto, paritetica di stati (cantoni) con lingue diverse (anche se l’italiano soffre).
Non c’è da stupirsi invece che gli inglesi (o più in generale gli anglofoni) siano tendenzialmente ignoranti sulle lingue straniere, questo è il rovescio inglese della medaglia. Non sono incentivati, come può esserlo un croato o un lettone, a imparare una lingua straniera perché, ovviamente, possono girare il mondo e parlare la loro lingua madre. Questo però dal mio punto di vista non è lungimirante perché:
- Una volta il francese era la lingua, appunto, franca e guarda adesso come (giustamente) si è ridotto; ossia del doman non v’è certezza. Magari tra venti anni sarà il veneto la lingua internazionale (come è già stato).
- Dal punto di vista formativo, fossi un genitore inglese mi incazzerei non poco che mio figlio facesse solo due miseri anni di lingua straniera.
Perché, sì, un inglese può vivere benissimo senza sapere un’altra lingua, è vero. Si può vivere benissimo anche senza aver mai mangiato la mozzarella di bufala o il risotto col tastasàl…ma che vita insulsa! Imparare una seconda, una terza, una quarta lingua non comporta l’esaurimento di spazio nel cervello e, anzi, è sicuramente un ottimo metodo per diventare più intelligenti in senso generale e per acquisire quell’attitudine alla curiosità che, in my humble opinion, è uno dei fondamenti della realizzazione personale.
E allora, sulla base di tutto questo, io proprio non capisco perché, allo scopo essenziale per me crucco-niubbo di fare pratica quotidiana, FdC abbia bollato come scema la mia idea di inserire almeno un termine tedesco in ogni frase delle nostre conversazioni. Mah!

Chi afferma che all’interno dello stato italiano non ci sia una questione femminile probabilmente è in malafede. Una società maschilista che tendenzialmente non ha ancora accettato l’uscita delle donne dalla cucina e che si nasconde dietro scuse patetiche tipo “eh beh, allevare i figli è importante“. Le situazioni sono sensibilmente diverse da zona a zona ma in linea generale siamo di fronte a un soffitto di cristallo di un metro di spessore. L’inadeguatezza della situazione attuale è venuta prepotentemente alla ribalta “grazie” alle gesta del presidente del consiglio italiano e di altri personaggi e per questo le opposizioni hanno indetto una giornata di manifestazioni per questa domenica.
A riguardo, io sono totalmente d’accordo con Stefano quando scrive:
“L’Italia che non somiglia a Berlusconi, l’Italia sobria che se va a letto tardi è per leggere un buon libro; quella fatta dalle donne offese dal caso Ruby e dagli uomini inorriditi dal modello offerto da ‘un pover’uomo nell’età del tramonto’…” Avete capito, quindi? Dopo le lotte libertarie degli anni Settanta, il modello oggi è diventato questo: andare a letto presto o, tutt’al più, se si vuole restare alzati, soltanto per leggere qualche libro (anzi, un buon libro – e a buon intenditore poche parole), non certo per fare lecosacce sporche. Pur di liberarci di Berlusconi, questi sono tornati a elogiare modelli di virtù ottocenteschi – a quando copriremo le gambe dei tavoli? – e a prendere a esempio i vecchi democristiani. E mi raccomando: non dimenticate la boule dell’acqua calda, i calzettoni e la camicia da notte antistupro quando andate a letto, sennò vi toccherà sorbire i rimbrotti concitati del popolo viola.
Inoltre non mi piace eccessivamente il manifesto alla base della manifestazione perché mi sembra cada un po’ troppo in quel neomoralismo sessuale di cui sopra. Fondamentalmente, molte persone che parlano di libertà individuale sembrano non aver accettato la libertà di un individuo di poter vendere il proprio corpo. Se un individuo è consenziente, non ci vedo niente di lesivo nella sua personale dignità di donna se è quello che vuole. Potete non essere personalmente d’accordo ed ergervi a difensori della morale pubblica ma passaggi come questi mi fanno un po’ paura:
Questa mentalità e i comportamenti che ne derivano stanno inquinando la convivenza sociale e l’immagine in cui dovrebbe rispecchiarsi la coscienza civile, etica e religiosa della nazione.Così, senza quasi rendercene conto, abbiamo superato la soglia della decenza.Il modello di relazione tra donne e uomini, ostentato da una delle massime cariche dello Stato, incide profondamente negli stili di vita e nella cultura nazionale, legittimando comportamenti lesivi della dignità delle donne e delle istituzioni.
Infine, sicuramente queste manifestazioni in giro per le città saranno super-politicizzate e la dignità della donna si accompagnerà alla richiesta di dimissioni del presidente del consiglio italiano.
Detto questo, io che sono totalmente al di fuori di qualsiasi curva da stadio della politica italiana, ossia né berlusconiano né antiberlusconiano (perché questa è oggi la politica italiana), e che guardo con distacco alle vicende politiche italiane, potrei anche pensare di partecipare alla manifestazione che si terrà a Verona perché, ripeto, mi sembra che la nostra società non abbia ancora accettato che l’individuo femminile sia portatore di individualità cosciente. Ecco, mi piacerebbe che uscisse dalle manifestazioni una forte e chiara affermazione che le donne sono persone e che come persone hanno una loro individualità e una loro naturale inclinazione alla ricerca della felicità che può essere quella di affermarsi sul lavoro o se vogliono di affermarsi come donna che alleva i figli o che vende il proprio corpo. Siamo tutti individui unici, maschi o femmine, con la nostra personalità e la nostra coscienza. Solo a lei, alla nostra coscienza, alla fine dobbiamo rendere conto.
Penso che il messaggio finale non sarà questo, ma va bene lo stesso: ci andrei comunque in Piazza Isolo alle 14.00, anche per portare la mia visione eretica, perché la questione femminile è una questione che non può essere minimizzata. Ci andrei, ma domenica purtroppo sarò via.
In risposta a questo.

Il K è la fiera più importante al mondo per la plastica. Si tiene ogni tre anni a Düsseldorf ed è un must per gli addetti del settore. Il leitmotiv di questa edizione è sicuramente girato attorno al concetto di green, di ecosostenibile, etc etc. Ovunque ci si girasse, tutti dicevano di essere verdi, di essere sostenibili, di volere bene all’ambiente. La cosa secondo me è abbastanza divertente perché si è applicata un’etichetta (sostenibile) a qualcosa che si è sempre fatto.
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