
C’è qualcosa di più loser, perfettamente anti-hype e fuori dal tempo di un gruppo di canto corale che fa cover di famosi canzoni pop? No, non penso. C’è qualcosa di più meravigliosamente strambo di un telefilm teen che racconta la storia di un glee club (club di canto corale) formato da perfetti outsider di un liceo americano? No, non penso.
Glee è un telefilm che soddisfa perfettamente una delle mie molteplici personalità, ossia quella dell’adolescente gay tanto sensibile. Il glee club della William McKinley High School di Lima (OH) chiamato New Directions è uno spaccato di perdenti che attraverso il canto diventano pian piano coscienti che, in fondo, essere sfigati può anche essere cool. Abbiamo il tipo in carrozzella, quella che balbetta, la grassona, la sfigata dentro etc etc. L’interazione di questi personaggi tra loro, con il mondo esterno e con i professori rende questo telefilm, a mio parere, un prodotto fantastico. Tutto è giocato sul riscatto di questo gruppo di loser cronici e su quanto sia difficile essere quello che si è. Un bel messaggione positivo insomma.
Superata la prima diffidenza da maschio eterosessuale, se avete un animo pop non potete non diventare un gleek perché, c’è poco da fare, questo telefilm è fatto da dio. Al sottofondo che resta sempre di commedia, si aggiungono anche storie più drama e il bilanciamento in una puntata tipo tra la storia autoconclusiva e le storie che proseguono per l’intera serie rende gustosa ogni puntata e allo stesso tempo fa venire voglia di vedere cosa succederà. Sì, è un telefilm nel quale un gruppo di ragazzi canta più volte durante una puntata e, sì, ci sono anche delle coreografie. Personalmente non riesco a guardare un flm musical dall’inizio alla fine ma in questo caso, sarà la brevità delle canzoni o il loro essere famose, la cosa non mi pesa. Ah, mi stavo dimenticando di scrivere una cosa importante: i ragazzi a cantare sono fenomenali e riascoltare certe perle pop non fa mai male. Dai, lo so che avete voglia anche voi.


Stasera abbiamo guardato uno di quei film che restano, che ti segnano.





