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Ok, “sinistra” è un termine utile
Senpai Stefano scrive un post molto bello sulla sua idea di sinistra e a me viene da dire: ok, hai le idee chiare ma conosco più di una persona all’interno del PD, del PS o della Sinistra Arcobaleno che non sarebbe d’accordo con la tua idea di sinistra. Sinceramente vorrei che l’idea che ha Stefano di sinistra fosse maggioritaria in Italia; anche se su alcuni concetti espressi da Stefano sono molto d’accordo ma su altri sono in totale disaccordo.
Ok, destra e sinistra soni due termini ancora utili. Ma quello che avrei voluto dire sul mio post a riguardo, ma che non sono riuscito a dire essendomi espresso male, è che per me il problema e la confusione rimane. Stefano sembra darmi la soluzione scrivendo che:
se pure avessi qualche dubbio sulla sussistenza e sulla consistenza di questa distinzione, mi basterebbe, per convincermene, osservare l’insistenza, ai limiti dell’incarognimento, con cui qualcuno afferma che non ha più valore. E, guarda caso, si tratta quasi sempre di gente di destra – e qui non mi riferisco ai neo-fascisti di ogni risma, ma proprio ai neo-liberisti e ai mercatisti dogmatici: strano a dirsi, ma sono proprio loro a volerci convincere che il concetto di divisione tra destra e sinistra non ha più valore, quasi come per estendere surrettiziamente il loro dominio anche sulle coscienze non domate e annullare così gli ultimi barlumi di opposizione.
Non so se in questo passaggio si riferisca anche a me. Spero di no perchè non mi sento nè mercatista dogmatico nè incarognito nè tantomeno di destra. Ecco, appunto, io non sono di destra. Non ho mai votato il centrodestra, non mi interessa nulla il concetto di Patria, sono mangiapreti, non mi sento conservatore in niente, sono a favore del matrimonio gay e delle adozioni a coppie o single gay e se mi porgete gentilmente uno spinello io vi tiro fuori i bonghi (no scherzo, i bonghi no peccarità). Insomma, ci siamo capiti, no?
Forse la soluzione potrebbe essere nell’avere cinque partiti che rispecchiassero cinque aree ben riconoscibili, come questo famoso e semplice quiz mette in evidenza: libertarian, left, statist, right, centrist. Potrebbe essere la soluzione ideale. Nel frattempo io sono indeciso se andare a votare solo per il Senato per il PD, se votare gli ectoplasmi del PLI o se starmene a casa. Bella roba.

Campagna elettorale

Riassumendo e sintetizzando: una questione di cultura
Non posso votare il PD perchè è fortemente impregnato di una cultura statalista, burocratica, parassita e che prova piacere nel limitare la libertà economica. Per quanto riguarda i diritti civili: solo chiacchere (al ribasso) nell’attesa di trovare la sintesi impossibile tra le sue componenti.
Non posso votare il PDL perchè è fortemente impregnato di una cultura clericofascista, conservatrice, antiscientifica e che prova piacere nel limitare la libertà dell’individuo. Per quanto riguarda l’antistatalismo: solo chiacchere (al ribasso) nell’attesa di trovare la mediazione impossibile tra le sue componenti.
Non mancano le notizie buone, questo è vero: Visco e Pera per esempio non sono candidati. Ma è solo una goccia nell’oceano.
I don’t care (lassateme perde)
In Italia la libertà esiste ed è molto abbondante. Contrariamente a quello che molti pensano, qui in Italia godiamo di un regime di libertà che molti altri paesi anche vicini si scordano.
C’è però un però. Questa libertà non è democratica, ossia, qui in Italia è libero solo chi ha i soldi. Se hai i soldi puoi fare tutto quello che vuoi, la maggior parte delle volte legalmente. Non vuoi o non puoi sposarti? Ti fai un pacs fai da te aprendo un conto corrente sostanzioso per garantire al tuo partner una sicurezza economica. La burocrazia e le tasse uccidono la tua voglia d’impresa? Porti la sede in Svizzera e la produzione in Cina e vai avanti. Sono solo esempi, se ne potrebbero fare migliaia.
Io nella ricchezza non vedo il Male, anzi. E penso che la voglia di schei sia il motore primario del mondo. Perciò, preso atto che qui in Italia il termine libertà è strettamente associato al termine denaro, il mio consiglio a tutti gli italiani è: lasciate perdere le elezioni, chè tanto la vera libertà è avere i schei.
Epic Problem
Ho questo problema epico che ora vi illustro.
A me i governi tecnici o come vogliamo chiamarli ci siamo capiti fanno immensamente schifo, non li considero proprio degni di esistere, non concepisco come possano venire auspicati a destra e a manca (più a manca ultimamente) come grandi risolutori; a me sanno tanto di esproprio del voto.
Dall’altra parte però considero questo centrodestra, per come è strutturato e per i molti elementi impresentabili che ha al suo interno, completamente unfit per governare. Se era unfit l’altra volta, stavolta siamo proprio messi peggio. Penso non occorra spiegare la misera figura che tutto il centrodestra ha fatto ultimamente: fino a ieri si sono scannati tra loro, hanno fondato "nuovi" partiti, hanno detto che la CdL era finita etc etc, oggi invece tutti d’amore e d’accordo, tutti uniti per la Vittoria, tutti uniti per andare al governo a fare…niente. Sperare in un governo apolitico o sperare nelle più democratiche elezioni? Bah.
C’è da dire poi che sembra che a Walter l’esperienza fallimentare di questo governo e questa maggioranza appena dissolti abbiano fatto finalmente capire che le coalizioni, come dire, assurdamente incongruenti non portano da nessuna parte. Certo, andasse al voto da solo, il PD perderebbe; però paradossalmente farebbe una figura assai più dignitosa del baraccone del centrodestra (e W potrebbe plasmare il PD a sua immagine…che spettacolo).
Ho questo problema epico, ma sapete cosa vi dico? Preferisco le elezioni anticipate e mi piacerebbe un’astensione stratosferica, sì, un 70% di non votanti sarebbe una bella cosa. Magari ne verrebbe fuori un bel dibattito sui motivi dell’astensione, magari qualche dirigente politico se ne andrebbe a casa, magari. Io son sempre di quell’idea, la nostra classe dirigente politica si è dimostrata una catrastrofe, e non è questione di grillismo (per carità!) ma di oggettiva valutazione sul campo.
i’ve got this epic problem this epic problem’s not a problem for me
and inside i know i’m broken but i’m working as far as you can see
i’ve got this epic problem this epic problem’s not a problem for me
and inside i know i’m broken but i’m working as far as you can see and
outside it’s all production it’s all illusion set scenery i’ve got this
epic problem this epic problem’s not a problem for me
Mannequin Republic
Giusto come promemoria ricordiamo tre cosine che nella scorsa legislatura la maggioranza di centrodestra, detta ironicamente (perchè l’intento non può che essere ironico, vero?) "Casa della Libertà", ha fatto: la Legge Fini-Giovanardi sulle droghe, la Legge 40 sulla procreazione assistita, la nuova legge elettorale proporzionale (a pochi mesi dalle elezioni). Ora, come possono pretendere che, dopo essersi divisi e riuniti più volte in modo posticcio, io mi fidi dei loro intenti liberatori? Come può Berlusconi pretendere che io creda ad una coalizione (?) che si candida ad essere unita quanto è stato unito questo centrosinistra? E poi, vogliamo parlare della pochezza politica, morale e umana di uno come Fini? No dico, vogliamo parlare della figura da mezza sega che ha fatto Fini in questo periodo? No dai, meglio di no.
Giusto come promemoria poi ricordiamo anche i tratti salienti di questo centrosinistra appena scomparso.
- In politica estera: praticamente filoislamista.
- In politica economica: paurosamente viscoso.
- Sui diritti civili: schifosamente papista.
Mi mancherà questo governo? A voi la facile risposta.
Il prossimo governo di centrodestra sarà migliore? A voi la facile risposta.
Per assurdo
Ipotizziamo per assurdo che da oggi la classe politica italiana nel suo complesso si traformi.
Ipotizzato? Bene. Da oggi come per magia è composta per la maggior parte da persone serie, responsabili, preparate, intelligenti e che prendono sul serio il mandato che gli elettori danno loro. Se proprio non vogliamo volare così alto, ipotizziamo più banalmente che da oggi la nostra classe politica nel suo complesso sia paragonabile a quella dei Paesi più evoluti dell’Europa Occidentale che tanto prendiamo a modello, facendo quasi sempre seguire un sospiro.
Bene, ipotizziamo che domani ci siano le elezioni politiche e che io abbia deciso di andare a votare. Con una classe politica così trasformata sarebbe un delitto non approfittarne.
Preso atto del fatto che l’Italia è un paese bloccato e che abbiamo un bisogno disperato di riforme vere, io domani andrei a votare il centrosinistra. Essendo in Europa naturale che il centrosinistra e/o sinistra vari le riforme che ampliano i diritti civili, io punterei prima di tutto a queste riforme dato che le ritengo le più importanti; ossia all’inizio sono disposto persino a pagare tasse elevate in cambio di vivere in un Paese che garantisce a tutti la pari dignità, anche perchè non dobbiamo sottovalutare le energie anche economiche che si possono sprigionare in un clima culturale libero. Alle successive elezioni, ringraziato calorosamente il centrosinistra e/o sinistra per il passo in avanti che ci ha fatto fare, io voterei il centrodestra e/o destra perchè il nostro mercato è così intrinsecamente parasovietico che ha un bisogno assoluto di una dose da cavallo di antistatalismo e iperliberismo (come lo chiamano i detrattori) per ripartire, arricchire e avvicinarsi alle altre economie avanzate.
Essendo in Europa naturale che il centrodestra e/o destra una volta al governo non annulli le riforme sui diritti civili del centrosinistra e/o sinistra, che a sua volta non distrugge le riforme economiche del centrodestra e/o destra, mi sentirei davvero gratificato dall’aver contribuito ad una simile stagione vincente.
Ecco, purtroppo la mia era solo un’ipotesi per assurdo. Qui in Italia abbiamo da una parte i cattocomunisti, dall’altra i clericofascisti. Entrambi sono parassiti e immobilisti, entrambi hanno una concezione del potere politico più vicina alla monarchia e nobiltà piuttosto che alla democrazia e al merito. Ecco perchè oggi come oggi andare a votare qui in Italia è inutile.
Care persone gay, non avete amici nè a destra nè a sinistra
I miei genitori, pur non essendo molto acculturati, non mi hanno mai parlato delle persone gay come dei mostri o degli invertiti; forse perchè non sono mai stati molto religiosi? Il loro atteggiamento a riguardo è un po’ paternalistico e di con-patimento, nel senso che dicono "poverini, devono soffrire tanto in questa società". Ecco, forse secondo loro non esiste il gay felice. Però se si fa loro notare che al tempo della Germania nazista non esisteva l’ebreo felice, e non per colpa degli ebrei, ecco, iniziano a capire il messaggio. Magari smettere di dire poverini e attuare una politica di effettiva uguaglianza dei diritti (con relativa indifferenza sessuale nei confronti dell’individuo) potrebbe giovare; allora potremmo vedere più gay gai. Arrivato all’età del pieno intelletto perciò non ho dovuto superare difficilmemte un qualche substrato omofobo dovuto all’educazione. Purtroppo invece mi sono reso conto che esistono persone infinitamente più istruite dei miei genitori, come certi miei amici, sentendo i discorsi dei quali mi è caduta la mascella a livello del pavimento. Amici sia di destra che di sinistra che facevano dei discorsi ai quali se si fosse tolta la parola gay sostituendola con negro o ebreo si sarebbero scandalizzati tutti, loro compresi.
Secondo me oggi qui in Italia "la questione gay" è la questione principale. E’ la cartina di tornasole per tutta una serie di altre questioni che interessano i diritti civili e dell’individuo, la società italiana ed anche il suo futuro. Oggi qui in Italia le persone gay sono, loro malgrado, il termometro di un intero sistema-paese che ha un ritardo di ere geologiche rispetto a quei Paesi europei che tutti guardano sempre con rispetto ma che nessuno tenta concretamente di imitare. Oggi qui in Italia il motivo principale di questo ritardo è la Chiesa Cattolica, ossia quel complesso insieme di potere di coercizione morale, potere clientelare a tutti i livelli e potere economico. La Chiesa Cattolica potrebbe ricordare una mafia molto potente che grazie alla legittimazione di Dio estende i suoi tentacoli ovunque e in qualunque ambito. Oggi qui in Italia la Chiesa Cattolica è un freno fenomenale per tutto: società ed anche economia.
La situazione del centrodestra è tragica: appiattito sulla CEI e pieno di cattolicanti e cattolicisti. Il centrosinistra invece è persino più stronzo. Ti illude, ti fa annusare una indipendenza laica ma poi alla prova dei fatti, per quieto sopravvivere e per menefreghismo, non combina nulla. Nel centrosinistra inoltre la vecchia forma mentis del PCI è ancora molto viva. Ricordiamo infatti la tesi di allora secondo la quale il divorzio è un vezzo borghese che non serve alla classe operaia. Le considerazioni, rapportate ad oggi, sono spaventosamente identiche; basta leggere alcuni blog per rendersene conto. Oggi c’è ancora quella miopia; ed anche quella connivenza con il mondo cattolico. Insomma, delle persone gay non gliene frega niente a nessuno e nessuno capisce, o fa finta di non capire, che per far partire l’Italia sotto tutti i punti di vista abbiamo un disperato bisogno di eliminare queste incrostazioni della storia.
In un Paese normale (uno di quei Paesi che piacciono a Massimo D’Alema, il quale però non fa niente per far raggiungere la normalità all’Italia) la sinistra al governo allarga i diritti civili e quando subentra la destra al potere non si torna indietro, mentre la sinistra non torna indietro con le riforme economiche della destra; c’è un tacito beneficio da parte di entrambe. In Italia invece nessuno fa niente e a nessuno importa di far niente. Questo è il dramma e per questo io non mi sento di andare a votare alle prossime elezioni.
Le cose sono chiare: siamo nella cacca
E le dice chiaramente, come sempre, Stefano:
Basterebbe un po’ di onestà, per esempio, per riconoscere che tutte le battaglie riguardanti le libertà civili sono state fatte dalle sinistre europee – sinistre socialiste e liberali, non comuniste – e che soltanto dopo le destre le hanno seguite a ruota. Si pensi alle unioni tra persone dello stesso sesso: Blair in Gran Bretagna (mica la Thatcher, che anzi – benché adorata, immagino, da Capezzone – aveva introdotto la clause 28), Zapatero in Spagna (e non Aznar, nonostante la bufala, continuamente propalata dallo stesso Capezzone, secondo la quale lui avrebbe introdotto i pacs in Spagna), Schroeder in Germania (e non Kohl prima di lui o la Merkel dopo). Per non parlare di Sarkozy, che all’epoca dell’introduzione dei Pacs in Francia era contrario, malgrado oggi si sia ridotto a più miti consigli. Essere di destra, sui diritti civili, significa essere – tecnicamente – dei "ritardati", sia detto senza offesa.
Il fatto grave, gravissimo, è che qui in Italia anche la sinistra è ritardata. Forse perchè non è nè abbastanza liberale nè abbastanza socialista ma solo di apparato. Un altro fatto ugualmente grave è che la destra, dal canto suo, non fa nemmeno quelle cose che ti aspetti dalle destre moderne come quelle citate qua sopra. Forse perchè è culturalmente ferma ai fasci e alle corporazioni, anche qui di liberalismo se ne vede pochetto.
Quindi, ricapitolando, uno (io) vota centrosinistra pensando beh, magari faranno un po’ i soviet, però almeno avanzeremo sui diritti civili; e invece. Poi metti che la prossima volta uno (io) non vada a votare e metti che vinca il centrodestra, sempre questo uno (io) potrebbe pensare beh, magari metteranno fuori legge le bestemmie a gesù bambino però almeno ’ste benedette riforme economiche le faranno; sì, ciao bello!
In mezzo abbiamo i Radicali, persi nella costruzione del loro ordine monastico (un suggerimento: provate a farvi riconoscere ufficialmente dal vaticano come ordine laico, magari qualche soldo lo raccattate) e totalmente slegati dalla realtà. Che tristezza, che tristezza.
Dove e come e perchè
Le non molte volte che sono andato a votare ho votato più o meno sempre centrosinistra. Mi ricordo che in una tornata elettorale nella quale si doveva votare per il comune e per la provincia, per quanto riguarda il comune ho messo una X su Rifondazione Comunista, che si presentava distinta dal centrosinistra del mio ex preside di liceo (eletto sindaco due volte ormai) e per la provincia ho votato la Liga Veneta, che se non ricordo male si era staccata dalla Lega Nord ed era entrata nel centrosinistra. Insomma, voglio dire che ho votato un po’ di tutto, un po’ tutto senza molta convinzione.
Lui mi dice che: a me pare che il problema, nella situazione politica attuale, non sia tanto (o non solo) con chi si sta (entrambe merde sono) ma "come". Ed io sarei anche d’accordo vedendo le figure barbine che stanno facendo i poveri Radicali al governo (certo, ci fossero stati quei quattro senatori della RnP eletti ma non presenti in Senato magari la storia potrebbe essere stata molto diversa). Però c’è anche un altro fatto, c’è quella soglia minima di decenza che io chiedo ad una forza politica o ad uno schieramento. Con la Rosa nel Pugno e con il centrosinistra alle scorse elezioni pensavo che quella soglia minima ci fosse, anzi, sono andato a mettere quella X sulla RnP con il sorriso in faccia; con il senno di poi posso affermare che la RnP ha fallito su tutta la linea. Di sicuro però non mi sbagliavo guardando le miserie del centrodestra: cazzarola che tragedia ’sto centrodestra.
Quindi, io non chiedo la luna. Lo so che il materiale politico umano che abbiamo nel complesso è scarsissimo, lo so. Però quel minimo sindacale lo esigo, perciò sono in sciopero elettorale. Non ho preclusioni ideologiche nè verso il centrosinistra nè verso il centrodestra. Non mi sento di destra, di sinistra, conservatore o massimalista, quello che sono è scritto sulla colonna qua a destra sotto aggettivi.
Questo per dire che seguo con estremo interesse Decidere.net, ma nel complesso la vedo nera. Decidere.net è un divertissement di Capezzone, può essere lodevole finchè si vuole ma alla fine, e piuttosto presto, dovrà (appunto) decidere: o di qua o di là. Se resta nel centrosinistra (cosa abbastanza improbabile) non si capisce bene perchè si sia staccato dai Radicali, se si sposta nel centrodestra dovrà ammettere che Della Vedova aveva ragione. Io, che penso che Della Vedova non avesse ragione, continuo a credere che Capezzone si sarebbe dovuto aggrappare ai coglioni di Pannella e fare la minoranza combattiva e bastarda all’interno del partito fino ad arrivare al prossimo congresso di novembre per andare allo scontro frontale. Compito gravosissimo ma che sarebbe stato di grande aiuto a tutti noi.
Come dico spesso, il PSOE ha dovuto perdere due elezioni consecutive per tirare fuori uno come Zapatero. Forse una bella cura dimagrante di capi e capetti del centrosinistra farebbe altrettanto bene, forse una serie di risultati più che pessimi potrebbe far scattare qualcosa. Forse il pareggio alle scorse elezioni è stato il risultato peggiore per entrambe le coalizioni; ’sto centrodestra infatti fa sempre più schifo, una bella batosta magari lo avrebbe aiutato. Chissà.
Insomma, il dove e il come sono importanti, ma anche il perchè votare l’uno o l’altro lo è, e io non vedo tanti perchè.






