Buraku

il blog di Yoshi

Archive for the ‘venetismi’ Category

Il protettorato

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Ora teneti forti, vi svelo un segreto segretissimo segretissimissimo: i Veneti sono essere umani e non goblin. Noi Veneti siamo stupidi nella media, ridiamo nella media, ci arrabbiamo nella media.

Qui per leggere il resto e commentare.

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March 7th, 2010 at 11:17 pm

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Stasera alle 20.15 tutti ad ascoltare Radio 24

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Stasera alle 20.15 il candidato presidente del Veneto per il PNV Gianluca Panto interverrà al programma radiofonico La Zanzara di Giuseppe Cruciani su Radio 24.

Ogni tanto ascolto quella trasmissione e, conoscendo la stronzaggine e il falso “buon sensismo” del conduttore, mi sto cagando addosso dalla paura. Ma va bene, è sempre un modo per farsi conoscere e noi oggi abbiamo prima di tutto bisogno di farci conoscere dal vasto pubblico.

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March 4th, 2010 at 5:28 pm

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In difesa dei contribuenti

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Dal sito della Confcontribuenti:

Gianluca Panto, 45enne ingegnere trevigiano, è il primo candidato alla Presidenza di una regione a firmare l’Impegno in Difesa dei Contribuenti. Il suo partito, il Partito Nasional Veneto, si presenta alle elezioni con un programma indipendentista e, in economia, libertario: propone infatti di eliminare tutte le tasse tranne l’imposta sui redditi, per la quale prevede un’aliquota unica del 20%.

Non si pensi però che si tratti di semplici boutade, di proposte populiste votate al “chi la spara più grossa”: il primo presidente del Partito Nasional Veneto è stato Paolo Bernardini, filosofo del liberalismo di fama internazionale, che negli ultimi 15 anni è stato docente in Italia, in Inghilterra, in Australia in Sud Africa, a Hong Kong e in diverse università degli Stati Uniti ed ha lavorato per diversi istituti di ricerca in Italia, in Germania, in Inghilterra e negli Stati Uniti. Da quando Bernardini è diventato Presidente Emerito del PNV gli è successo Lodovico Pizzati, consulente della World Bank e docente all’Università di Venezia.

Le proposte del PNV, anche la loro così radicale proposta di riduzione delle imposte, poggiano quindi su teorie economiche, filosofiche, sociali e politiche che vanno costantemente conquistando consensi nel panorama politico americano e non solo.

Non stupisce quindi che Gianluca Panto non abbia esitato un attimo a firmare un impegno che gli chiede “solo” di mettere, in caso di elezione alla Presidenza, un veto su qualsiasi proposta che preveda un aumento dell’imposizione fiscale.

Da parte sua la ConfContribuenti accoglie con piacere questa sottoscrizione dell’Impegno a Difesa dei Contribuenti, la prima di un Candidato alla Presidenza di una regione.

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February 28th, 2010 at 10:23 pm

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Lo Stato emozionale

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Qualcuno scherzando ha detto che l’unico motivo per mantere “l’Italia unita” è perché altrimenti come Veneti non potremmo più vincere la Coppa del Mondo di calcio. Pensandoci sopra però, mi sono reso conto che questo è il “livello di base” di un sentimento molto diffuso che si articola su vari livelli ma che, alla fin fine, si può riassumere proprio con l’espressione di Stato emozionale.

Qui per leggere tutto e commentare.

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February 17th, 2010 at 9:33 am

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Programma economico PNV

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Per presentarsi alle regionali 2010 il PNV deve presentare un programma per amministrare una regione italiana. È giusto dimostrarsi in grado di governare il periodo di transizione, ma, avendo l’obiettivo di fare uno Stato indipendente, abbiamo anche il dovere di spiegare cosa cambierà. Questo programma economico serve per delineare come gestire il surplus di risorse che avremo.

Il presente bilancio della Regione Veneto

Come già riportato, l’attuale pressione fiscale in Veneto è di €70 miliardi a confronto di un presunto totale di €50 miliardi in servizi pubblici che dovrebbero tornare indietro. A chi interessa, il Ministero del Tesoro riporta anche il dettaglio sia delle entrate che delle spese per il Veneto.

Ecco un sunto grafico per rendersi conto del divario fra tasse e servizi in Veneto, e delle proporzioni dei vari tipi di tasse e di spesa.

Per i contabili (ma che non vogliono andare a vedersi il link del Tesoro) ecco anche una tabella riassuntiva di questo grafico

*Altre Tasse: su immobili, lotterie, bolli auto…
**Altre Spese: difesa, energia, telecomunicazioni…

Il primo bilancio del prossimo Stato Veneto Indipendente

Teniamo per vero che al momento ci arrivino €50 miliardi di servizi pubblici (ci sono dei problemi metodologici che fanno pensare che siano tanti di meno). Ammettiamo anche che nei primi anni l’amministrazione pubblica veneta sarà altrettanto inefficiente di quella romana (e che non ci saranno subito risparmi dovuti alla riorganizzazione statale). Come minimo avremo €20 miliardi di surplus da gestire, o con meno tasse o con più servizi pubblici. €20 milardi sono il doppio dell’attuale budget della Regione Veneto, ed è probabile che il surplus del futuro Stato Veneto sarà ancora di più.

Avremo l’imbarazzo di non poter abbassare le tasse tutto d’un colpo per non creare una pressione inflazionistica nella nostra economia. Avremo anche troppe risorse per investire sul nostro sistema sanitario, sulle nostre scuole, e potremo anche permetterci finalmente di dare una pensione dignitosa ai nostri anziani.

Rispetto al grafico precedente, abbassando le entrate fiscali (meno tasse) e alzando la spesa (per gli amici libertarian: l’Italia ci lascerà in braghe di tela e dovremo pagare dottori e maestre) otterremo un bilancio dei conti pubblici.

*Altre Tasse: su immobili, lotterie, bolli auto…
**Altre Spese: difesa, energia, telecomunicazioni…

Riduzione della pressione fiscale

La pressione fiscale calerà all’incirca del 20% (dai €70 miliardi di tasse che ci prendevano gli italiani, a immediatamente €55 miliardi nei primi anni dell’indipendenza).

A. Le imposte indirette verranno ridotte del 25%. Vuol dire che l’IVA verrà abbassata dall’attuale 20% a un 15%. Di primo impatto è meglio non abbassare di più per aspettare che il mercato si adegui (e che ulteriori tagli non vengano compensati da margini più alti dei rivenditori). Dopo spetterà a ogni provincia decidere se abbassare o alzare la propria IVA secondo un vero sistema federale. Ma intanto, con uno Stato Veneto Indipendente tutti i prodotti costeranno da subito il 5% di meno.

B. I contributi sociali non verranno più prelevati direttamente dal datore di lavoro, ma verranno messi in busta paga (come fanno in Danimarca). Vuol dire che un operaio che in netto fa €1200 al mese, e che il lordo si vedeva €1900 al mese, con uno Stato Veneto Indipendente avrà in busta paga il vero lordo (ossia quanto lui vale per il datore di lavoro) di €2500. I contributi sociali verranno ridotti del 25% e, invece di pagare €600, il versamento per il nostro operaio sarà di €450. Nei primi anni verranno versati allo Stato Veneto, ma appena ci organizzeremo, ogni lavoratore potrà anche affidare i versamenti per la sua pensione a una assicurazione previdenziale privata.

C. Come imposte dirette avremo all’istante una tassa unica e fissa al 20% (in seguito è probabile che dovremo abbassarla ancora per via dell’inevitabile ciclo virtuoso dovuto a questo stimolo economico che ci regalerà ulteriori surplus). Portare le tasse sul reddito al 20% non vuol dire un tracollo delle entrate fiscali. A causa della misera distribuzione del reddito in Italia, tanti già pagano poco di più. Il nostro operaio del punto precedente al momento pagherà un 27% di tasse sul suo stipendio. L’impatto totale sarà un -15% sulle casse dello Stato.

In conclusione, il nostro operaio si troverà €2500 in busta paga e in netto, togliendo €450 di contributi e €400 di tasse (al 20%), avrà €1700. Rispetto ai €1000-1200 di adesso, è un bel 50% in più per andare a fare la spesa e pagare il 5% di meno (effetto IVA abbassata) su tutto.

Questa non è fantaeconomia. Si chiama aritemetica. Dobbiamo renderci conto di quanto ci costa rimanere in Italia, per capire perché in giro per l’Europa c’è più benessere.

Aumento servizi pubblici

Anche con tutte queste tasse di meno, ci restano €5 miliardi abbondanti di surplus che potremo impiegare con una crescita media dei servizi pubblici del 10%. È vero che ci sono tanti sprechi, ma è anche vero che l’Italia ci ha ridotti a servizi pubblici vergognosi.

A. Possiamo benissimo permetterci di aumentare immediatamente del 30% la spesa pubblica per la sanità (da €8.1 a €10.6 miliardi). Per  assicurarsi che non finiscano sui soliti appalti di dubbia necessità, questo incremento deve andare per la maggior parte sul personale: più dottori e infermieri, e pagati decisamente meglio. Non ci rendiamo conto ma confronto agli Stati industrializzati i nostri dottori e infermieri vengono pagati tanto di meno. Abbiamo il dovere di assicurare una paga dignitosa per il servizio che ci prestano.

B. Abbiamo il dovere di investire pesantemente sull’istruzione. Minimo un 30% in più per scuole e università (da €3.9 a €5.1 miliardi). Venendo fuori da un sistema retrogrado, investire immediatamente €1.2 miliardi in più sulle nostre scuole è obbligatorio. Non solo per lo stipendio delle nostre maestre e professori dei licei, ma anche per incentivare la ricerca nelle nostre università, che devono servire da supporto per le nostre industrie. Al momento siamo tanto indietro in investimenti su ricerca e sviluppo, ma tanto; ultimi in Europa.

C. 30% di fondi in più per la viabilità. €400 milioni in più per strade, treni e aereoporti non sono neanche tanti. Fondamentalmente questi soldi non devono essere gestiti a livello centrale, ma devono essere amministrati direttamente dai comuni. Questo per evitare appalti di opere faraoniche, quando abbiamo necessità di manutenzione (dare una mano di bianco alle strisce pedonali, tappare i buchi sull’asfalto…) su tutto il territorio.

D. Anche con tutti questi miliardi spesi in più, ci resta abbastanza anche per comodamente alzare la pensione ai nostri anziani di un 5% (da €21.1 a €22.2 miliardi per la previdenza). Nel complesso un pensionato avrà una pensione più alta del 5% e dei prezzi di mercato più bassi del 5% (effetto IVA). Un 10% di benessere in più per passare una vecchiaia serena, e consolarsi delle perdite sui BOT italiani che si sono ostinati a tenere fino all’ultimo.

Anche tenendo conto di questa riduzione di tasse e di questo generoso aumento della spesa pubblica, il bilancio veneto resta in surplus di €159 milioni, pressapoco il 0.1% del Pil veneto.

Questo è il programma per i primi anni di gestione dei conti pubblici dello Stato Veneto Indipendente. Non è fantaeconomia, è aritmetica. Questi calcoli si basano sull’enorme divario di risorse prelevate ai veneti dallo stato italiano, e sono cifre ufficiali del Ministero del Tesoro. Il programma si limita a gestire questo surplus di risorse, senza tener conto di ulteriori risparmi dovuti ad una amministrazione veneta più efficiente. Non si prende in considerazione il ciclo virtuoso che si creerà per l’economia veneta grazie a meno burocrazia, meno tasse e più investimenti sulle nuove industrie che stimoleranno la creazione di nuovi posti di lavoro ben pagati e di qualità.

Se vogliamo, questo qui è il futuro che ci aspetta. Andiamo a prendercelo.

Lodovico Pizzati
Presidente – PNV

Articolo originale qui

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February 9th, 2010 at 4:33 pm

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Meridionalismo veneto

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Parlando con vari amici mi sono accorto che uno dei principali ostacoli affinché l’opzione indipendentista venga da loro accettata è il duplice concetto di fratellanza e solidarietà verso le popolazioni meridionali della penisola italiana. Ossia, detta in modo molto semplice: “non sono indipendentista perché mi sento legato ai meridionali e penso sia mio dovere continuare ad aiutarli nel loro difficile cammino verso l’uscita dal disagio economico e sociale nel quale si trovano”.

Qui per leggere tutto commentare.

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January 25th, 2010 at 6:28 pm

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Lingue

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Contrariamente a quanto si pensa, la vera mazzata ai “dialetti” è avvenuta non all’indomani dell’unità, ma durante il fascismo, la cui politica linguistica contraria al  bilinguismo o alla diglossia continua a influire sull’atteggiamento prescrittivo di quelli che sarebbero gli esperti linguistici (maestre, insegnanti, editor, curatori…).

Sappiate che, d’ora in poi, a ogni questione sollevata riguardante il veneto, vi rimanderò a questo post.

ありがとうございます to my друг Dan :)

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January 17th, 2010 at 5:55 pm

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Sabato a Treviso

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Sabato mattina, cioè domani, a Treviso, il Partito Nasional Veneto presenterà il proprio candidato presidente del Veneto, ossia Gianluca Panto.

Gianluca Panto ha 45 anni, è imprenditore ed è coniugato con due figli. Dopo gli studi e la laurea in ingegneria civile ha acquisito ulteriori 3 specializzazioni: ambientale, industriale, dell’informazione. Subito si è occupato di information technology fondando una software house. Successivamente ha diretto per dieci anni con successo l’azienda industriale di famiglia. Ora è imprenditore presente nel c.d.a. di numerose società attive nel settore delle costruzioni, dell’immobiliare industriale, dell’ingegneria, dell’informatica e della green economy.

La conferenza stampa di presentazione si terrà alle ore 11.00 presso il BHR Treviso Hotel in Via Postumia Castellana, 2 a Quinto di Treviso (mappa).

L’obiettivo del PNV è l’indizione di un referendum per l’ìndipendenza del Veneto, da tenersi sotto monitoraggio internazionale. La campagna elettorale del PNV sarà incentrata proprio sulla comunicazione dei vantaggi legati alla creazione di un nuovo Veneto Stato indipendente.

Mi sembra gentile che veniate anche voi.

Written by Yoshi

January 15th, 2010 at 8:16 am

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Aggressione al premier di ITA: la posizione del PNV

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Riporto una parte di un commento di Claudio che serve a spiegare il video:

Dunque Berlusconi & Co. (e per Co. includiamo la banda dei bolognesi) hanno creato un paese incivile, incapace di confrontarsi con la democrazia, quella vera, come gli stati sudamericani, sempre instabili che oscillano tra una dittatura fascista e la revolucciòn del pueblo, senza trovare un equilibrio.
Una autentica bananas republic.

Ecco, l’Italia, alchimia impossibile, stà andando verso quella deriva, ed il messaggio politico del pnv non poteva essere più chiaro: pensiamo alla nostra indipendenza, liberiamoci di questo scafandro di piombo.

Non c’è nulla da dire né su Berlusconi, né sulla persona che lo ha aggredito, ed ancora meno sui commenti dei politici italiani, che ora tuonano per avere misure di sicurezza draconiane tra cui, ne sono certo, figurerà la censura di Internet.
Come si dice in politica “mai sprecare una buona crisi”.

Nota: “banda dei bolognesi” si riferisce ad alcuni politici dell’area emilanoromagnola: Prodi, Bersani, Fini…. per indicare che la banda è ad ampio spettro.

Ieri in Catalogna in 170 comuni si è votato un referendum autogestito (15.000 volontari e osservatori dalla Corsica, dal Sud Tirolo, dalla Scozia, etc etc) sull’indipendenza catalana. Ha votato il 30% degli interessati, il che per un referendum che non aveva tutti i crismi dell’ ufficialità e che in pratica era d’opinione non è affatto male. Ha vinto il SI all’indipendenza con quasi il 97% dei voti. Aspetto con impazienza il giorno in cui anche qui all’interno dello Stato italiano noi tutti da tutte le parti di questo stato si capisca che questa è la via per uscire dalla squallida situazione attuale.

Written by Yoshi

December 14th, 2009 at 8:01 pm

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I tigliati

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Ho partecipato alla nascita del nuovo simbolo del PNV e devo dire che è stata un’esperienza istruttiva. Ci sono stati momenti di disaccordo e di tensione. Alla fine però è venuto fuori questo nuovo simbolo che secondo me va dritto all’obiettivo che ci si era dati: novità e rottura. Dai simboli dei partiti si possono capire un’infinità di cose. Dal simbolo del PNV secondo me viene fuori l’immagine di un partito che vuole discostarsi con forza dai soliti cliché che vengono affibiati per ignoranza. I concetti e le idee ce le abbiamo, ci mancava un simbolo che rappresentasse questa alterità.

Il nuovo simbolo del PNV non contiene leoni alati proprio per far capire ai potenziali elettori che non si trovano davanti né a cloni né a liste civetta né a partiti che non hanno niente da dire. Il tiglio è un simbolo veneto molto antico che, a differenza del Leone, non è conosciuto a livello popolare. È un simbolo dal valore, per così dire, civico in quanto rappresenta l’albero sotto il quale in antichità si tenevano le riunioni pubbliche. Esiste quindi un simbolo più adatto per la battaglia di libertà e di democrazia diretta che il PNV porta avanti?

Voi cosa ne pensate di questo nuovo simbolo? Io sono stato uno strenuo difensore della stringhetta arancione per fare in modo che i due colori caratteristici del PNV siano il blu e l’arancione. Ecco, non massacratemelo :)

El SNP no’l se ga mia limità a piasàr in bela mostra la bandiera de la Scosia ma el se ga sforsà de elaborar on sinbolo suo, distintivo. El SNP no’l se ga sentà xo a doparar, sensa riguardo, on sinbolo potente dexà pronto fà la podea esar la Croxe de Sant’Andrea.
[…]
El Partito Nasional Veneto, cofà el Partito Nasional Scosexe, no’l se ga mia sentà xo. El PNV el ga volesto dar on segnal forte e ciaro, el ga volesto dir: no semo mia n’altro partito che dopara el Leon par rincurar coei voti che el Leon in automatico el te fa ciapàr. No, nialtri volemo ndar oltre, on fraco oltre. Semo chive par dar LA svolta a la politica veneta e, de conseguensa, el ne serve on sinbolo de svolta. On sinbolo novo, fresco, moderno che ne diferensia da la palude.

Ghe semo, semo senpre pì forti e deso ghemo anca on sinbolo che ne rispecia inte la nostra voja de far e sbarajar el canpo veneto da politiche vece e finte-nove. Ghe semo e me par che in tanti, intel ben (de nialtri) o intel mal (de luri), i sipia drio incorzarsene. (qui)

Written by Yoshi

December 1st, 2009 at 7:52 am

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