Category: venetismi

Intervista a Alessandro Mocellin

Mi a lo conoso, l’è un brao butèl (l’è anca libartariàn) :)

P.S. Tranquilli, tra un po’ tornerò a scrivere in modo continuativo.

9 ottobre 1963. Ore 22.39

Tradisioni

La pellagra la xera on prodoto (anca se indireto) de la tradision veneta (dovesto a la alimentasion a baxe de polenta co pochi altri nutrienti, e a la cotura a masa basa temperatura de la polenta tale da no rompere le molecole de la farina de mais e liberare la vitamina necesaria a prevenir la pellagra). Saresela anca quela sta na tradision da salvaguardare?
Oh, par via de la polenta, tipica tradision veneta, la xe fata co la farina de mais, on prodoto inportà da le americhe. El bacalà, piato particolare par el vicentin, ma anca tipico de tuto el Veneto, el xe fato co on pese che riva da el mar del nord.

Claudio a riguardo di una delle ordinanze più stupidamente ridicole che il leghismo abbia concepito.

Venezia è un pesce, non è un anfibio

 

In due piacevolissimi giorni passati a Venezia a girovagare per le calli e per la laguna ho potuto notare lo stato della Capitale e lo stato dell’esasperazione dei suoi ormai pochi abitanti. La particolarità di Venezia è argomento di milioni di libri e quindi non mi sembra il caso di fare il riassunto. Passo dunque alla mia proposta pazza che d’impatto può sembrare una cazzata, sì lo ammetto, però vi prego di pensarci due minuti a mente fredda.

Constatando lo stato da Gardaland che ha raggiunto Venezia e la sua decadenza pronunciata (palazzi in manifesta rovina, spopolamento, inquinamento, etc etc), un inizio di soluzione ai mali della città io lo vedo in una demolizione drastica: quella del Ponte della Libertà, ossia del ponte che collega Venezia alla terraferma. Prendetela pure come una boutade, però io sono abbastanza serio. Hanno provato a normalizzare Venezia cercando di renderla una città come le altre. Ci puoi arrivare in treno e in macchina. Il risultato è che Venezia si è trasformata in un parco giochi per turisti; la maggioranza dei quali, per dirla con un eufemismo, spende al massimo i soldi per un panino e intasa la città. Ora, se voi pensate che invadere una città portando più danni che benefici sia un diritto inalienabile, vabbeh, questo è il risultato della non-proprietà privata delle strade. Però io ci ho pensato un po’ e secondo me il tentativo di normalizzare Venezia è stata una catastrofe per la città.

Venezia non è normale. Prendiamone atto e agiamo di conseguenza. Perché deprimere e reprimere così la sua anormalità? Via il ponte! Esaltiamo la sua specificità! Separiamola da Mestre e dotiamo questa di una stazione ferroviara molto più grande di quella di adesso. Allestiamo un imbarcadero degno di questo nome con vaporetti e battelli che portano a Venezia per farla tornare totalmente speciale. Le conseguenze? Probabilmente ci sarebbero meno turisti e cambierebbe anche la parte della fisionomia dei suoi abitanti. Perderebbe abitanti? Non ne sono sicuro. Anzi, penso che esaltando la sua specificità e la sua unione alla terraferma attraverso l’acqua potrebbe attirare persone.

La mia è un’idea basata non su dati ma su un’impressione. Probabilmente è un’idea romantica ma non penso sia da scartare a priori. Il Ponte della Libertà in realtà è un ponte della schiavitù al conformismo al quale vogliono costringere Venezia. Venezia è un pesce, non è un anfibio.

Facco su Veneto Stato

A tal proposito confermo la mia impressione che Veneto è chi il Veneto fa sia come una di quelle vecchie macchine diesel che partono lente ma poi proseguono inarrestabili :)

Criminàl

Ho fatto un salutare strappo alla mia consuetudine di leggere saggi o libri di autori giapponesi morti e mi sono letto Criminàl di Carlo Pizzati; il libro in questione infatti è un romanzo scritto nientepopodimeno che da un veneto vivente.

A Roma, nei Musei Vaticani, c’è la Ambulatio Gregoriana: centoventi metri per sei metri affrescati da quaranta tavole geografiche volute, appunto, da Papa Gregorio XIII (1502 – 1585) che mostrano il dominio spirituale (ma non solo) della chiesa romana sul mondo. Una delle mappe, quella denominata Transpadana Venetorum Ditio, ha un particolare curioso, ossia all’altezza di Valdagno, cittadina delle Prealpi Venete, non è scritto, appunto, Valdagno bensì Criminal. Questa non è finzione, è vero.

Il romanzo è un noir ambientato a Valdagno e tutta la sua struttura ruota attorno a questo Criminal. Ci sono diversi piani temporali tutti collegati tra loro da un filo criminale familiare. La scrittura è davvero piacevole e mai scontata e la caratterizzazione dei personaggi è superba. A proposito, deliziosamente ritratto il tipo umano del fascista diventato secessionista ma che ha conservato tutto il suo fascistume. Una figura, ahimè, che ho ben presente.

Insomma, sono davvero contento di avere dato uno strappo alla consuetudine.

Lo stato italiano del 150esimo (quello che piace a me)

Con l’augurio che torni al più presto possibile ai suoi confini originari. Sapete, sono un amante della filologia.

Battute simpaticissime a parte, vorrei dire un paio di cose.

La prima è chiarire, per l’ennesima volta, che indipendentismo non è sinonimo di leghismo. La Lega Nord è un movimento politico di destra populista che è passato negli anni a degradare sempre più la sua idea federalista e che periodicamente tira fuori qualche pulsione secessionista (e non indipendentista) per tenere buoni gli animi. Il partito politico indipendentista Veneto Stato (del quale faccio parte) non è né xenofobo, né razzista, né passatista, né “isolazionista”. Fosse altrimenti, non ne farei parte. Nel resto dell’Europa i movimenti indipendentisti sono tendenzialmente di sinistra o di centro sinistra (tipo lo SNP scozzese), qui nello stato italiano purtroppo a causa della Lega si tende ad associare l’indipendentismo con l’ultradestra xenofoba. Quando Veneto Stato raggiungerà un peso considerevole, forse finalmente si inizieranno a scindere le cose. Comunque, se volete farvi un’idea delle ragioni dell’indipendentismo veneto che guarda al futuro, vi consiglio di leggere un agile libricino bellissssimo e scritto benissssimo* che si può scaricare gratuitamente qui in formato PDF o ePub (se siete come me dei fighètti con l’iPad), poi magari ne riparliamo.

La seconda cosa che voglio dire è una domanda. Non dico condividere, ma almeno siete disposti a concedere dignità di esistenza all’opzione indipendentista? In altri stati tipo il Regno Unito o la Spagna tante persone sono contrarie all’indipendenza della Scozia e della Catalogna, però non mettono in discussione il diritto all’esistenza di queste idee. Qui invece, a partire dal presidente della Repubblica italiana, sembra che il solo pensare all’indipendenza di un territorio facente parte dello stato italiano sia un sacrilegio da reprimere. Non per niente fino al 2006 (duemilasei) era previsto l’ergastolo per chi professava tali idee (poi la UE ha imposto che la legge italiana cambiasse ed ecco poco dopo nascere il primo partito indipendentista veneto). Non vi sembra che questo atteggiamento sia profondamente fascista in quanto diretto erede del Ventennio? Perché pensate, se lo pensate, che i confini dello stato italiano debbano essere eternamente (e religiosamente, direi) immutabili anche se una popolazione in un territorio decidesse in tutta libertà altrimenti?

Oggi festeggerò facendo una gita all’estero quindi non sono sicuro di potervi rispondere subito nei commenti.

Viva l’Italia e viva il Veneto indipendente.

* lo dicono tutti quelli che l’hanno letto :)

Bruciare Garibaldi

La forma è importante e manifestazioni con quel genere di forma a me fanno venire solo in mente odio. Io invece di odio nel mio cuore cerco di averne il meno possibile e soprattutto di non alimentarlo.

Qui per leggere il resto e commentare.

(prevedo attacchi a tutto spiano)

Prove generali

Domenica non dovrebbe piovere. Se avete voglia di fare una scampagnata a Venezia:

Se siete indecisi, potreste guardarvi questo video con l’eccellentissimo et illustrissimo segretario Lodovico Pizzati. Magari cambiate idea.

(e scusate per la tremarella dell’immagine ma l’ho registrato con l’iPhone…)

Pexo de na nutria