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Verona, abbiamo un problema

Se dei pankabbestia del cazzo si posizionassero sotto casa mia a suonare ogni mercoledì notte i loro merdosi bonghi, mi attrezzerei come segue: carabina ad aria compressa munita di piombini e via al divertimento a base di farghe sbruxiar el cul, finendo urlando loro: “Finila de copar l’Africa! Sasini!“. La mia compassionevole ragazza, tanto cara ed equilibrata, tuttavia mi distoglierebbe dall’attuare questo simpatico sport proponendomi di chiamare la polizia, che banalità, e tutto finirebbe in modo tranquillo.

A Verona nella centralissima Piazza Dante (nome vero: Piazza dei Signori), c’è il ritrovo del mercoledì sera dei giovani. Essendo giovani, scherzano, sbevazzano, ridono, suonano e cantano. Niente di scandaloso e niente di abominevole; anche perché altri giovani più fighetti fanno quasi le stesse cose nell’adiacente Piazza Erbe con i loro bicchieri di vino. Tuttavia qualche residente si deve essere lamentato per il rumore. Può benissimo essere che la situazione possa essere stata da carabina eh, è fattibile. Io non lo so perché abito dove abitano i poveri, cioè al di là della stazione, ed è più facile che mi rechi in centro alle Golosine a mangiare il gelato; però può essere. Purtroppo le strade non sono state ancora privatizzate, io devo sopportare gli animati e concitati arenghi di tribù africane al parchetto sotto casa e i residenti in centro devono sopportare i giovani in cerca di socialità; ognuno ha le sue croci pubbliche.

Il nostro sindaco quindi, che è uno che deve far vedere di essere un gion uein (soprattutto sotto elezioni, è la democrazia baby), cos’ha fatto? Ordinanza che vieta l’uso su suolo pubblico di strumenti musicali dopo le 22.00 su tutto il territorio comunale, alè, vai di stegagno. Non bastavano le leggi già esistenti sul disturbo alla quiete pubblica, no, troppo banali: bisogna andare giù di accetta, come sempre. D’altronde, di questi “padani” non è che possiamo fidarci molto, basti ricordare che son ancora lì tutti contenti per aver chiamato l’esercito italiano a occupare le nostre città (dime can ma no tajan e men che meno padan). Quindi, super-ordinanza-giro-di-vite-can-da-l’ostia-tosi-l’è-proprio-forte-sicureeeeezza! È riuscito a trasformare quello che era un semplice e banalissimo problema (forse) di maleducazione risolvibile con quella cosa sempre troppo poco presente, ossia il buon senso, in una emergenza cittadina e quindi in uno scontro alla noi contro loro.

È successo che ieri sera verso mezzanotte in Piazza Dante è venuta la polizia in assetto antisommossa, l’esercito, la marina, il SISMI, la CIA e i Men in Black par do butei che i sonava la chitara. Pezzi grossi della Digos e della Polizia locale tutti in piazzetta par do butei che i sonava la chitara. Tensione che sale, spintoni e due ragazzi portati via. Par na chitara. Quindi, da quello che ho capito, l’emergenza a Verona non è tanto il considerevole numero di protoscimmie (con tutto il rispetto verso le protoscimmie) nazi con l’hobby del pestaggio just for fun, no. Ho appurato che per Tosi l’emergenza gravissima di Verona che giustifica un dispiegamento di forze da G8 è il bongo e la chitarra. Basta saperlo eh.

Ovvio quindi che si sia dato il via al gioco delle parti. Da una parte Mr Patate In Bocca e la sua law and order e dall’altra i giovani con una causa motivati ad andare avanti per il loro right to party , il loro antifascismo militante rebelde e  il corteo che arriva davanti alla questura al grido di liberi tutti. Poi ci sono io, che preferisco andare a mangiare il gelato in centro, in centro alle Golosine.

Demose na scorlada

Se siete dalle parti di Verona, se siete interessati e se anche voi pensate che di domenica dormire fino alle due di pomeriggio sia uno spreco assurdo di tempo (dormiremo tanto quando saremo morti, non preoccupatevi), potreste fare un salto questa domenica, appunto, alle 10.00 in Piazza Bra presso il Liston 12.

verona 15/02

P.S. scusate eh, ma dove lo trovate voi un presidente di partito così?!

A proposito di sicurezza

Vi dirò, quando di notte capita di girare per il centro, la paura che una prostituta in strada mi lanci senza motivo una scarpa o scenda dal suo appartamento per tirarmi un pugno è nulla. Non ho nemmeno paura che un gruppo di stranieri mi circondi e mi picchi senza motivo.

Perché?

ultraPerché i precedenti mi confortano. Cioè, la realtà è che a Verona gli stranieri e le prostitute in alcuni casi possono creare effettivamente del disagio ma di squadre di marocchini picchiatori le cronache non sono molto piene.

Invece, quando di notte capita di girare per il centro, vi confesso che ho qualche timore che un gruppo di subumani naziskin e/o ultrà dell’Hellas e/o forza nuovisti possano procurarmi dei brutti momenti.

Perché?

Perché Verona ne è piena. Cioè, a Verona esiste una nutrita schiera di naziskin e/o ultrà dell’Hellas e/o forza nuovisti; è un dato di fatto non smentibile. Questa nutrita schiera si è resa partecipe di una serie infinita di atti di violenza; anche questo è un dato di fatto non smentibile. L’anno scorso il caso più eclatante è stato il pestaggio a morte di Nicola Tommasoli in pieno centro. Un evento che mi ha fatto realmente vergognare di avere la residenza a Verona e che mi ha fatto pensare molto sul brodo di cultura di questa città.

Proprio qualche post fa scrivevo che per il decoro della città servirebbe che Verona avesse meno esponenti di cui sopra ed ecco che spunta un nuovo caso, per fortuna senza il morto. Un ragazzo e due ragazze picchiate, una delle quali l’ho vista ieri sera intervistata su Telearena e vi assicuro che quell’occhio nero (tutto nero, anche dentro, anche la cornea) dovuto al contatto con un posacenere fa impressione.

Penso sia ora il caso di farsi qualche domanda. Abbiamo un problema? Sì, esiste un problema per il fatto che questi gruppi che amano la violenza e la deliberata aggressione sono numerosi per le dimensioni della città. Il problema sta anche nel fatto che la cittadinanza in generale sembra abbastanza indifferente e preoccupata per lo più di smentire l’immagine di Verona città fascista. Molti commenti sono poi veramente surreali perché si dice in pratica che “anche i comunisti sono violenti” come se fosse una questione di mal comune mezzo gaudio e come se, per esempio, io che affermo la pericolosità di ‘sti gruppi fossi automaticamente, iniziate a ridere, comunista. La mia conclusione è sempre la stessa: serve una più diffusa cultura della libertà. A Verona gruppi il cui ideale è l’autoritarismo e la violenza sembrano essere ben diffusi, attivi e con importanti agganci al potere politico. A me questo fa paura.

 
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La guerra è prima di tutto culturale: serve una diffusa cultura della libertà

Nella mia breve descrizione qui sulla colonna di destra ho tolto “veronese” per due motivi. Prima di tutto, io risiedo a Verona ma mi sento ancora un “figlio della Bassa“, nella mia parlata non ci sono S dolci ma dure Z di chi deve combattere con la palude e la nebbia (a volte so essere molto poetico, vero?). In secondo luogo, ho qualche difficoltà e imbarazzo nell’identificarmi con una città che sembra aver dato passivamente carta bianca ad ogni iniziativa “emergenziale” o “di sicurezza” promossa da un sindaco che si configura sempre più come l’agognato da tanti uomo risolutore che in cambio di un pezzetto di libertà ogni volta ti dona la sensazione di sicurezza e tranquillità e una morale di Stato (in questo caso, di Comune) da seguire e alla quale conformarsi.

Il sindaco superstar televisiva nazzzionale (prossimo probabile Presidente della regione Veneto) tra le varie iniziative, ha vietato il mangiare per strada e ha portato l’esercito a pattugliare una città che al massimo per il decoro avrebbe bisogno di meno forza nuovisti picchiatori, ultrà gialloblu scimmieschi e stranieri pisciatori negli angoli. E tutta la cittadinanza a esultare, alè alè c’è l’esercito, che sicurezza. L’ultima è quella di voler impedire la prostituzione in appartamento, dopo averla combattuta per strada.

«Dopo averle allontanate dalla strada – spiega Tosi – ora vogliamo colpire anche le prostitute, e sono molte, che esercitano in casa». Ma come individuare le squillo? Come accertare con sicurezza che un determinato appartamento viene utilizzato come pied-à-terre dalle prostitute? In pratica saranno gli stessi condomini a segnalare chi crea disturbo, quest’ultimo verrà sanzionato (non si sa ancora di quanto, visto che Tosi non ha voluto specificare l’entità dell’ammenda). Dunque, le uniche basi sulle quali operare prese in considerazione da Tosi sono per adesso proprio le testimonianze dei condomini: parola di chi si ritiene disturbato dai rumori, contro parola del presunto disturbatore. Bisognerà capire bene i termini dell’ordinanza e la loro applicabilità, per evitare che diventi un terreno di battaglia fra dirimpettai.

Avevo già scritto che questa crociata contro l’uso che una persona sceglie di fare del proprio corpo mi disgusta e mi inquieta. Uno Stato che diventa sempre più onnicomprensivo e regolatore significa semplicemente sempre meno libertà individuale. Una morale e un’etica dettata dal potere politico, spalleggiato da una chiesa, vuol dire sempre meno possibilità di ricercare la propria felicità. Una città che vuole vietare la prostituzione in tutto e per tutto è una spia importante che sta a significare che l’autoderminazione dell’individuo è un concetto sconosciuto. Non è questione di destra o sinistra dato che io me li ricordo bene i sinistri in fila per farsi prendere le impronte digitali al grido di o tutti o nessuno e la conosco bene la posizione paternalista della sinistra sulla prostituzione. Come avevo già scritto, manca una cultura della libertà, manca la voglia di vivere liberi e di farsi i cazzi propri. Tutti sono pieni di paure e angosce, tutti pensano che la felicità possa venire da questo sempre più pesante Stato e non si accorgono che ad ogni dito offerto, si prende sempre due braccia e due gambe. Ossessionati dalla chimera della sicurezza totale, non chiedono altro che di vivere in una cella.

Bisogna farla crescere ‘sta cultura della libertà, perché io non ho intenzione di vivere in un panopticon.

Senza dubbio, meglio di adesso

Un anno fa scrivevo:

Io infatti vorrei sapere perché Verona non può essere come le altre città normali che in prossimità delle loro fiere hanno i parcheggi lungo le strade riservati ai residenti. Perchè ogni volta che c’è una fiera devo vedere la mia via capillarmente invasa e ingolfata da automobili di gente che va in fiera? Perchè devo sopportare anche la cafonaggine di alcuni di loro che si esibiscono in parcheggi da codice penale?
 
Caro sindaco Tosi, è un problema non vitale, lo so, ma se fosse risolto migliorerebbe la qualità della vita di questa zona e mi farebbe esclamare bravo Tosi, grazie!

Qualcosa si è mosso. Infatti proprio questa mattina ho approfittato del fatto di essere libero e sono andato nella sede della mia circoscrizione a presentare la domanda (scadeva il 20 ottobre) per il permesso di parcheggio, in quanto residente, in zona fiera durante le fiere. In pratica, dall’anno prossimo verranno installati dei parchimetri attivi durante le fiere con un limite orario di parcheggio di massimo un’ora; io in quanto residente potrò parcheggiare senza pagare e senza limite di orario.

Personalmente ritengo che questa soluzione si avvicini alla mia soluzione pratica, ossia parcheggi riservati ai soli residenti, e sinceramente non capisco perchè non si sia scelto questa opzione. Certo, il parcheggio con limite di un’ora durante le fiere è un escamotage per non far parcheggiare i visitatori (chi visita una fiera in un’ora?) e per fare qualche soldo con chi parcheggia occasionalmente in zona fiera. Ovviamente, se non ci saranno controlli capillari durante le fiere, tutto ‘sto ambaradan non servirà a niente. Quindi, un "bravo Tosi, grazie!" non posso dirlo pienamente, ci si accontenti di un "grazie Tosi!" (sempre che questo provvedimento venga fatto rispettare…).

Certo, per chi come me vorrebbe nel suo mondo ideale la privatizzazione anche di tutte le strade, questa soluzione è quel che è. Il mio sogno si avvererà quando da proprietario per la mia parte della mia strada, voterò nell’assemblea dei proprietari per l’installazione di sbarre alle entrate della via, l’assunzione di un guardiano con carabina annessa, il divieto assoluto di entrare ai non residenti; specialmente quelli di Santa Lucia.

Sarà per l’anno prossimo

Ricollegandomi a questo post, oggi poteva essere una giornata fantastica: il Chievo in Serie A e l’Hellas in C2.

La situazione è stata tale fino al 44′ del secondo tempo di Pro Patria – Hellas Verona quando un giocatore extracomunitario dell’Hellas ha pareggiato, facendo così restare in C1 l’Hellas. Fossi nei panni degli ultrà dell’Hellas disconoscerei questo risultato frutto del lassismo imperante che vige alle frontiere dell’italica patria.

Peccato veramente. Ma va bene, noi guardiamo in bicchiere mezzo pieno e constatiamo che il Chievo torna in Serie A mentre l’Hellas resta a disputarsela in C1 con il Legnano, il Cavese, il Pro Sesto etc etc. Ahha haha haha, erm, scusate di nuovo.

We need Snoop!

Come forse saprete, io e il calcio siamo due mondi separati. Non mi è mai interessato niente del calcio, mai, neanche da bambino o da ragazzo. La cosa ogni tanto mi ha creato qualche sguardo di commiserazione, ma tutto sommato sono vissuto bene ugualmente; stessa cosa del non aver mai passato una fase metal.

Come forse saprete, l’Hellas Verona è la squadra di calcio più importante di Verona. L’altra è il Chievo, che va molto meglio dell’Hellas, ma l’Hellas rimane l’Hellas, anche se domenica si gioca l’andata dello spareggio salvezza contro il Pro Patria per rimanere in C1; ah ahaahha ahaa, erm, scusate.

Come forse avete intuito, a me l’Hellas Verona non sta particolarmente simpatico. Il motivo è semplice, l’Hellas Verona ha forse la tifoseria peggiore d’Italia. Una tifoseria capace di fare il verso della scimmia quando entra in campo un giocatore di colore, anche se gioca nell’Hellas stesso. Ecco, una tifoseria così, ci siamo capiti.

Come forse avete intuito, quindi, io spererei che l’Hellas perdesse lo spareggio ed andasse a giocare contro i Pulcini di Negrar. Mi spiace per la squadra in sè, al cui interno magari ci sono giocatori degni del più grande rispetto, ma gradirei molto vedere in atto quel tipo di psicodramma collettivo alla Napoli dalla serie A alla B, perchè il livello è quello, e io mi diverto a vedere ‘sti psicodrammi collettivi.

Ma per risollevare l’Hellas e la sua situazione economica non delle migliori, io ho una soluzione. Una soluzione che farebbe fare all’Hellas un balzo in avanti fenomenale: Snoop Dogg. Snoop Dogg ha una lega giovanile di football americano, perchè non può comprarsi una scassata squadra di calcio italiana? Con Snoop Dogg presidente e proprietario dell’Hellas, i vantaggi sarebbero enormi. Intanto il merchandising schizzerebbe alle stelle, pure negli Usa; la pubblicità sarebbe enorme, i sub-umani ultrà dell’Hellas andrebbero a tifare  il gioco delle bocce, una nuova tifoseria si affaccerebbe allo stadio. Immaginiamo la scena. Snoop entra al Bentegodi con il suo pellicciotto e il suo bastone da passeggio da pappone, saluta con un yo la squadra ed il pubblico accompagnato da due negrone poppute e si siede a guardare la partita. L’arbitro fa il bastardo? Snoop chiama i Crips e si risolve tutto… E non dimentichiamoci i party dopo-partita che si terrebbero!

Con Snoop presidente dell’Hellas io mi farei l’abbonamento allo stadio. 

 
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Brodo (2)

Malvino dice che

È stato trovato “materiale filonazista” (Tg1, 11.5.2008) a casa del bullo che ha dato fuoco ai capelli di un coetaneo con l’accendino. C’è un nesso tra il reato commesso dal bullo e quanto gli è stato trovato in casa? Non so. Era lecito perquisirgli casa? Non so. Però mi aspetto che il Tg1 mi faccia sapere al più presto che tipo di materiale è stato trovato a casa di quei cinque che hanno ammazzato di botte Nicola Tommasoli, cosa c’era sui loro pc, cosa scaricassero dal web, insomma, tutto quello che mi ha fatto sapere riguardo al bullo. Perché penso che, se hanno perquisito la casa di uno che ha dato fuoco ai capelli di un suo coetaneo con un accendino, avranno dovuto perquisire pure le case di quei cinque. O sbaglio? Non so. Dico questo, perché non vorrei che una cazzata di un ragazzino, pur odiosa e imperdonabile, meritevole di sferza e ceppi, mi passi per un incendio del Reichstag e l’agguato in puro stile squadrista dei cinque di Verona mi passi per una goliardata in cui c’è scappato il morto. Non vorrei – dico – che il fascismo e il nazismo mi diventassero categorie del cattivo gusto. Ma forse esagero. Non so.

 

L’Ombroso dice che

Forse aveva sognato anche una carriera politica il giovane Federico Perini. Sfogliando infatti le liste elettorali per le amministrative della primavera del 2007 si può infatti incontrare il suo nome, all’11° e al 12° posto, tra i candidati per le circoscrizioni. In particolare aveva deciso di correre nella seconda circoscrizione (Borgo Trento) e nell’ottava (Montorio). In quale partito? Forza Nuova, il movimento di estrema destra, che aveva come candidato sindaco Roberto Bussinello (L’Arena, 08/05/08)

"Forza Nuova diffida ogni organo di informazione dall’attribuire al nostro movimento politico qualsiasi responsabilità sulla vicenda."
"Nessuno si permetta di associare Forza Nuova a tale vicenda. I nostri militanti non compirebbero mai un atto di così grave stupidità e cattiveria; se poi il ragazzo frequenta ambienti ultras o piazze dove si ritrovano neofascisti, questo è un altro discorso, non minimamente ricollegabile a Forza Nuova".
Paolo Caratossidis, coordinatore nazionale di FN (04/05/08)

"Perini? Non so chi sia. Chiedete a Bussinello."
Yari Chiavenato, Forza Nuova (L’Arena, 08/05/08)
 

Bussinello: "non potevo certo sapere che quel nostro candidato sarebbe finito in una vicenda tragica come questa di cui ci stiamo occupando. Sapere cosa sarebbe successo un anno dopo sarebbe chiedermi troppo. E non ho certo facoltà divinatorie". (L’Arena, 08/05/08)

Brodo

Scenario ipotetico: Livorno, pieno centro, notte del primo maggio. Un gruppo di cinque ragazzi ultrà del Livorno si avvicinano ad una Mercedes accostata al cui interno tre ragazzi vestiti in giacca e cravatta stanno aspettando degli amici per andare in discoteca. Uno degli ultrà bussa alla portiera della macchina e dice: "ehi fighetto, hai una sigaretta?". Al rifiuto del ragazzo, gli ultrà lo tirano fuori a forza dalla macchina e lo pestano fino alla morte.

Se il fatto fosse capitato e se fossi livornese, quindi toccato molto da vicino, cosa avrei pensato? Che cinque criminali gravitanti attorno all’area dell’ultrasinistra hanno ucciso un ragazzo per niente. Che la politica qui centra, nel senso che è innegabile che il sottobosco ideologico degli ultrà del Livorno rimpiange il caro Baffone. Che probabilmente questi ragazzi che vanno ancora alle superiori non avranno letto nè Marx nè Lenin ma la loro provenienza politica è chiara. E allora perchè nel caso di Verona tanti si sono scandalizzati tenendo a precisare che non si tratta di un’aggressione a sfondo politico, che non bisogna strumentalizzare, che la sinistra vuol far passare tutti i veronesi come dei nazisti, etc etc? Va bene, diciamo pure che la sinistra comunista non aspettava altro per riprendere il gioco di ruolo dell’antifascista militante, ok. Però ragazzi cari non potete liquidare la faccenda con un "sono dei balordi, dei pazzi, non è una questione politica". Eh no.

Io, che di sinistra non sono, non voglio strumentalizzare niente e voglio dire chiaramente che qui a Verona c’è un foltissimo sottobosco inquietante. Un sottobosco che passa dagli ultrà dell’Hellas ed arriva fino a lambire le istituzioni: ci siamo forse dimenticati di quel tale, eletto nella lista civica del sindaco, autore insieme al suo gruppo della memorabile canzone che fa "tu ebreo maledetto che ti arricchisci sulla pelle degli altri… giudeo senza patria, trovarti è stata dura ma con i tuoi soldi non fai più paura" e proposto dal nostro sindaco come rappresentate tra i soci dell’Istituto per la storia della Resistenza? Ce lo siamo già dimenticati?

Con questo voglio dire che noi veronesi siamo tutti nazisti razzisti picchiatori xenofobi e che Verona è una città infernale nella quale si vive scappando dai naziskin da una parte e i rumeni dall’altra? No! Con questo voglio dire che il brodo di cultura della violenza qui a Verona è storicamente presente, ed è un fatto. Negare che i veronesi debbano stare molto attenti a non alimentare questo brodo è pericoloso. Non sto dicendo che la vittoria del sindaco Tosi abbia dato il via al pestaggio libero perchè semplicemente non è vero. La violenza c’era prima e purtroppo molto probabilmente ci sarà anche dopo Tosi. Quello che sto dicendo è che quel sottobosco inquietante non va nè difeso nè minimizzato.

Che vergogna

Nicola Tommasoli è morto. Mi vergogno di essere veronese come queste merde.