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Verona su Giornalettismo

Non conosco questo tizio veronese che ha scritto un articolo per la nota, bellissima e stimatissima rivista online Giornalettismo. Ma solo leggendo il suo pezzo si possono trarre alcune conclusioni di per sè evidenti:

  1. Scrive benissimo.
  2. Condivido tutto quello che dice.
  3. E’ proprio intelligente e simpatico.
  4. E’ bellissimo.
  5. E secondo me ce l’ha pure lungo.

P.S. un’altra conclusione che si può trarre è che deve imparare a mettere i minititoli e altri accorgimenti da giornalettista; ma, come si dice in questi casi, si farà.

Pastisada de cavalo e pearà per tutti

Stasera c’è il ritrovo della mafia gialloblu.

Anche se mi pesa ancora il fatto di non aver vinto l’altra volta, ci saremo.

Il vino è finito, i beoni se ne vanno

Ieri, alleluja a ggiesù, è finito il Vinitaly, ossia la nota manifestazione stracolma di gente che fa finta di essere intenditrice e passa il tempo a girare bicchieri per far ossigenare il vino.

Io odio il Vinitaly e odio tutte le grandi fiere che si tengono a Verona. I motivi sono due: non trovo più da parcheggiare e le strade sono intasate. Io abito dietro la fiera. E mi sarei rotto i coglioni.

Ecco perchè in questi giorni ho pensato molto alla privatizzazione delle strade: col cazzo che permetterei a dei beoni del cazzo di parcheggiare selvaggiamente lungo la mia strada.

Fora dai cojoni, diocàn! (detto imbracciando la mia fida doppietta e dondolando sulla mia sedia a dondolo in terrazza).

Veronese a chi?

Stasera al tiggì locale si dava ampio spazio al nuovo nobel per la medicina di origine veronese. Anzi, diciamo che il titolo era Veronese vince Nobel per la medicina.

Un po’ bizzarro il concetto di veronese dato che il signore in questione se ne è andato negli USA a sette anni con le pezze al culo e che molto probabilmente penso abbia la cittadinanza statunitense. Avessero detto di origine veronese vabbeh, poteva starci, ma mettere il cappello di veronesità su un signore ultrasettantenne che forse neanche si ricora più l’italiano, ‘nzomma, un po’ provincialotto.

Riflettiamo anche per un secondo sul fatto che molto spesso dobbiamo vivere di luce riflessa nei Nobel. Dobbiamo aggrapparci a italo-americani per dire ehi ehi ehi guardate che fighi che siamo noi italiani, sì, noi italiani che andiamo negli USA, paese nel quale forse c’è qualche opportunità in più rispetto alle nostre meravigliose università baronali, forse.

Citizen journalism

Ormai mi sono lanciato nella politica di quartiere. I’m your man.

Ultimora

Il divano non c’è più. Verona tutta perde un importante punto di aggregazione. Meditiamo su questa mancanza di politiche giovanili, meditiamo.

Arredo urbano

Io mi sforzo sempre di dire che a Verona  le Golos Angeles (ossia, nello slang veronese, il quartiere delle Golosine nel quale abito) sono un posto idilliaco, un quartiere a misura d’uomo, insomma, un salotto a cielo aperto. Infatti.

Prego notare anche a destra, dietro il bidone della spazzatura, un televisore. Che vi ho detto? Un sa-lot-to in piena regola.

La vocazione

Ieri mattina sono andato da uno, un mio cliente. Un tipo giovane che definisco cantinaro o quasi, insomma, uno di quelli che ha la classica piccola ditta del nord est. Piccola ditta ma non piccolo cervello comunque, dato che fa cose abbastanza complicate, mica cianfrusaglie.

Attaccata ad una parete del suo "ufficio" (cioè la stanza con un tavolo che c’è prima di entrare nel reparto produttivo) c’era una targa con un pezzo di un discorso di Luigi Einaudi. Frasi che io non conoscevo e che ho riletto due o tre volte aspettando che arrivasse. Bellissime parole:

Migliaia, milioni di individui lavorano, producono e risparmiano nonostante tutto quello che noi possiamo inventare per molestarli, incepparli, scoraggiarli. È la vocazione naturale che li spinge; non soltanto la sete di guadagno. Il gusto, l’orgoglio di vedere la propria azienda prosperare, acquistare credito, ispirare fiducia a clientele sempre più vaste, ampliare gli impianti, costituiscono una molla di progresso altrettanto potente che il guadagno. Se così non fosse, non si spiegherebbe come ci siano imprenditori che nella propria azienda prodigano tutte le loro energie ed investono tutti i loro capitali per ritirare spesso utili di gran lunga più modesti di quelli che potrebbero sicuramente e comodamente ottenere con altri impieghi.

Potete ridere quanto volete, potete cullarvi nel facile stereotipo del coglione razzista evasore fiscale del Veneto  e potete anche pensare che questo discorso sia una emerita stronzata. Ma la verità è quella che c’è scritta qua sopra. La verità è che qui c’è gente che rischia di tasca propria ogni giorno e che produce ricchezza per sè e per gli altri. Gente che va avanti nonostante il miliardo di ostacoli che volontariamente o no vengono posti loro sadicamente. E se alla fine della fiera ci guadagna anche, ha tutto il diritto di comprarsi il SUV e la villa al mare senza subire il vostro sarcasmo. Questa gente merita il vostro rispetto e merita le scuse di quel parassita di Visco, il quale viene in Veneto ad offendere i veneti.

Fascisti a Verona

L’ho sempre detto io: finita la guerra ci son state troppe poche fucilazioni. Si doveva fare molta più pulizia di quella che si è fatta. Se i nostri nonni fossero stati più meticolosi magari robe del genere non sarebbero accadute. In sintesi: tal Andrea Miglioranzi, eletto nella lista civica del sindaco come esponente della Fiamma Tricolore e con un passato da membro della banda nazirock Gesta Bellica, la quale ha dedicato una canzone entusiastica a Priebke e ha scritto canzoni con versi del tipo "tu ebreo maledetto che ti arricchisci sulla pelle degli altri… giudeo senza patria, trovarti è stata dura ma con i tuoi soldi non fai più paura”, è stato nominato come rappresentate del sindaco leghista Tosi tra i soci dell’Istituto per la storia della Resistenza.

Che dire? Che mi vergogno di essere veronese, che il leghismo è la malattia senile del fascismo, che la prossima volta che un "libertario" si metterà a glorificare la Lega non perderò neanche tempo a controbbattere. ‘Sto Istituto per la Resistenza sarà pure un carrozzone di utilità assolutamente marginale, ma il punto non è questo. Il punto è che oggi a Verona il fascismo è al potere e trova piena legittimazione. Un fascismo non ripulito e che si vergogna del suo passato, no, bensì un fascismo genuino, grezzo e pericoloso.

Non si tratta di essere scandalizzati per la mancanza di polically correctness, più semplicemente io prendo nota del fatto che Verona pensa ancora di essere la capitale ufficiosa della Repubblica di Salò.

Glocal

A Verona il neosindaco leghista Tosi ha iniziato a fare il sindaco leghista, cioè a fare quello cose che ti aspetti da un sindaco leghista. Uno dei provvedimenti clou in calendario è lo sgombero del centro sociale La Chimica.

Sul Verona Blog ovviamente si è iniziato a discuterne, e la discussione penso sia interessante anche per chi non è di Verona dato che si può benissimo estendere a tutti i centri sociali d’Italia. Qui un primo post favorevole alla Chimica e qui un secondo favorevole allo sgombero (post che sottoscrivo dall’inizio alla fine).

* nel quale ho commentato: io mi faccio una domanda: mi piacerebbe che forza nuova occupasse una ex scuola per farci i concerti di gruppi neonazisti o convegni negazionisti? a me non piacerebbe dato che non sono fascista e che si tratta di una occupazione non legale. tanto mi basta per rispondere alla domanda “sentite più giusto che una persona occupi uno spazio o che questo spazio venga lasciato inutilizzato?” io preferisco che venga lasciato inutilizzato E che ci si attivi per recuperarlo, e non per farci centrali dell’ultrasinistra (chè poi non si sa mai…vedi gramigna a pd…)