Un ragazzo cresciuto

C’erano una volta gli OutKast e, a dire la verità, ci sono ancora. Dato però che gli ultimi lavori del duo mi lasciano un po’ con l’amaro in bocca, facciamo finta che gli OutKast non ci siano più e che magari tra un po’ si rimetteranno insieme per fare un nuovo album fikissimo.

Big Boi, quello forse meno appariscente e, probabilmente, più dotato del duo ha però fatto uscire il suo album di debutto come solista e la buonissima notizia è che l’album si posiziona lassù in cima, tra le cose più fike di questo 2010.

Sir Lucious Left Foot: The Son of Chico Dusty è un album rigoglioso, gioioso, ubertoso e contagioso. È un album straripante funk e soul e porco il mondo che c’ho sotto i piedi Big Boi si dimostra un rapper immenso; uno dei migliori della sua generazione. Come se ce ne fosse bisogno, gli ospiti presenti alzano ancora di più l’asticella verso l’eccellenza: George Clinton, Vonnegutt, T.I., Gucci Mane, etc etc.

Ora ci spero veramente nel nuovo fantastico album degli OutKast.

 
 Big Boi - Daddy Fat Sax [2:37m]: Play Now | Play in Popup

 
 Big Boi - Fo Yo Sorrows (feat. George Clinton, Too Short & Sam Chris) [3:42m]: Play Now | Play in Popup

144

Nel 1866 si svolse la “terza guerra d’indipendenza”, ossia questo è il nome con il quale gran parte della storiografia italiana chiama il tentativo riuscito di espansione territoriale del Regno sabaudo. I savoia furono fortunati ad essere alleati con la Prussia contro l’Austria dato che, nonostante le ripetute sonore sconfitte, la Prussia ebbe la meglio sull’Austria e quindi, come i patti prevedono, al Regno sabaudo d’Italia venne regalato il territorio veneto.

Una delle sconfitte patite dai sabaudi però merita una parola. La battaglia navale di Lissa (isola al largo di Spalato) del 20 luglio 1866 può essere considerata come l’ultimo afflato di dignità di quella Repubblica Adriatica che era stata la Serenissima. Nelle vicinanze dell’isola di Lissa, una flotta della Marina Austro-Veneta (la marina austriaca si chiamava così) comandata dall’ammiraglio Tegetthoff (che, come gli altri ufficiali Austriaci, aveva frequentato il Collegio Marino di Venezia e parlava e dava gli ordini ai suoi marinai, che erano Veneti, Croati, Istriani etc etc, in veneto)  sconfisse la flotta del Regno sabaudo d’Italia. Famosa rimase anche la frase di Tegetthoff a ricordo della battaglia: “uomini di ferro su navi di legno avevano sconfitto uomini di legno su navi di ferro” in quanto la flotta italiana era superiore di numero a quello austro-veneta e poteva vantare imbarcazioni moderne come l’Affondatore (la nave ammiraglia italiana costruita in Inghilterra); al contrario della flotta austro-veneta che era invece formata da vecchie navi.

I savoia dunque “vinsero” e si presero il Veneto, che venne girato loro dalla Francia, alla quale l’Austria lo ebbe ceduto precedentemente. Questo giro di valzer è dovuto al fatto che il Regno d’Italia in guerra fece così pietà che gli Austriaci non se la sentirono di dare terre a chi in realtà perse la guerra sul campo. Il 19 ottobre del 1866 il plenipotenziario di Francia firmò all’Hotel Europa di Venezia la cessione delle terre venete al Regno sabaudo d’Italia. Mi piace ricordare questo anniversario perché è un evento importante della storia che si tende a dimenticare. Quella di non conoscere la storia del posto nel quale si vive è uno dei tanti scandali al quale lo stato italiano ci ha purtroppo abituato con il suo sistema scolastico osceno che sforna pappagalli senza cervello funzionali alla continuazione del potere italiota.

Non penso che scrivere queste cose sia “revisionismo”. Casomani il revisionismo si trova nel luamaro che c’è scritto nei libri di scuola nei quali viene raccontato un universo parallelo nel quale i popoli della penisola italiana si unirono gioiosamente nella nuova entità statale dei savoia. Le nefandezze compiute dai “liberatori” nel sud della penisola italiana, per esempio, è un altro di quei capitoli sopra i quali viene steso un velo di oblio. La verità è che lo stato italiano è stato creato da un’elite, un piccolissimo gruppetto di persone, e che questa creazione ha portato sofferenze immense alle moltitudini. Basti pensare all’esodo dei veneti iniziato dopo l’annessione al regno sabaudo. Milioni e milioni di veneti che sono scappati dalla miseria dell’illuminato regno sabaudo d’Italia. Oggi, 144 anni dopo, non vedrei niente di male se con un’iniziativa questa volta sì popolare e democratica territori facenti parte dello stato italiano decidessero di diventare indipendenti e di ricercare per conto proprio la felicità e il benessere. Chi aprioristicamente nega agli altri questa possibilità è un reazionario conservatore con gli occhi rivolti all’indietro che non riconosce il diritto di autodeterminazione. Magari un tipo del genere ha esposto fuori dal balcone una bandiera del Tibet.

Salviamo la Romagna

Grazie di cuore a Billigioia e Luca per il weekend splendido in Romagna e per la cena del secolo a base di cappelletti fatti dalla mamma di Billigioia.

A tal proposito vorrei fare mio lo sconsolato sfogo del padre di Billigioia che, preso atto della sciatteria culinaria delle giovani generazioni, ha esclamato una grande e triste verità: “andata la nostra generazione, la Romagna è finita“. Ecco, io lo estendo anche al Veneto e dico che sarebbe anche ora che le donne tornassero a fare le donne, ossia in cucina a cucinare bene! :D

Musi

Insultare i propri potenziali elettori non sarà una strategia vincente e intelligente, ma quando ci vuole…ci vuole.

(in italiano in fondo)

Cellula grande mangia cellula piccola

In Osmos si impersona una cellula che deve mangiare altre cellule. Si possono assorbire però solo organismi più piccoli e assorbendoli si diventa più grandi. Bisogna stare attenti però dato che muovendosi si consuma materia, e quindi si diventa più piccoli. Detto così sembra un gioco banale e noioso ma non appena si inizia a giocare…non si smetterebbe più; almeno, a me è successo così.

La grafica di Osmos, nella sua essenzialità, è meravigliosa e le musiche sono molto ricercate e si adattano perfettamente all’ambiente di gioco. Osmos, in pratica, è il classico giochino con alla base un concetto semplice realizzato in maniera impeccabile che ti ammazza la produttività :)

Osmos è disponibile per mac, linux e windows al prezzo di 10$ e per iPad al prezzo di 4,99$. Io ho quest’ultima versione e devo dire che giocare facendo tapping sullo schermo è molto coinvolgente. Comunque, guardate il video ché si capisce molto meglio.

Acido naftenico + acido palmitico

L’opinione che ho in generale sulla scuola italiana è condizionata dalla mia esperienza personale e si può sintetizzare nella locuzione napalm, napalm e ancora napalm. Nella mia mediocre carriera scolastica non ho mai incontrato un insegnante degno di appartenere al genere umano e ho successivamente impiegato anni e anni per disintossicarmi dalle  pestilenziali idee totalitarie, collettivistiche, antiscientifiche e statolatriche alle quali sono stato esposto per anni e anni. La scuola statale italiana è una sciagura, una palestra di conformismo, un luogo deputato a creare manichini senza cervello che ripetono come tanti bei pappagalli insulse frasette fatte. Non mi vedrete mai manifestare il minimo sostegno a quella che tanti magnificano come “la scuola pubblica” (da dire con un tono reverenziale) perché il decantato pluralismo nella scuola statale (il nome giusto da dare alla scuola pubblica) è tra socialisti di destra e socialisti di sinistra, tra insegnanti nostalgici del manganello e insegnanti barbuti che ti spiegano che loro nel ’68 sì che erano ganzi. All’interno dello stato italiano il monopolio di fatto tra scuola statale e scuola clericale è il sicuro viatico per la creazione, o meglio, la manipolazione di generazioni di futuri perdenti.

L’ultimo esempio di quanto la scuola statale italiana sia intrinsicamente fascista arriva da Verona nella quale un insegnante di ginnastica non trova niente di strano nell’esporre al ludibrio dei suoi compagni una ragazzina tredicenne in sovrappeso facendola pesare di fronte alla classe. D’altronde è risaputo che i ragazzini a quell’età sono dei gentlemen e che questo è un metodo che di sicuro accrescerà l’autostima e la sicurezza di sé all’interessata. L’unica cosa da fare a un “insegnante” del genere sarebbe, oltre a considerarlo una patetica figura, licenziarlo subito. Sono sicuro che questo provvedimento verrà preso al più presto, certo. Il fatto che una persona abilitata all’insegnamento non si renda conto che a tredici anni queste cose sono un vero e proprio dramma è lo specchio perfetto della scuola italiana: un ambiente malsano.

La mia ricetta per la scuola italiana? Lo ripeto: napalm, napalm e ancora napalm.

 
 Sonic Youth - Youth Against Fascism: Play Now | Play in Popup

Consiglio da ricordare

The economist must deal with doctrines, and not with men. It is for him to critique errant doctrine; it is not his charge to uncover the personal motives behind heterodoxy. The economist must face his opponents under the fictitious assumption that they are guided by objective considerations alone. It is irrelevant whether the advocate of a false notion acts in good or bad faith; what matters is if the stated notion is true or false. It is the charge of others to reveal corruption and enlighten the public concerning the same.
I have held fast to these principles throughout my life. Though I have known much, if not all, about the corruption of the interventionists and socialists with whom I have had to deal, I have never made use of this information.

Tratto da Memoirs di Ludwig von Mises.

Secondo me, da seguire anche se non si è economist. A personalizzare non si fa mai tanta strada.

Canadesi castellani

Stasera la gente che piace si ritrova al Castello di Zevio per ascoltare aggratis i Canadians. Mi sembra necessario esserci.

 
 Candians - The Richest Dumbass In The World: Play Now | Play in Popup

Difendere la Patria

La Svizzera relativamente a confronto con l’inferno italiano è un paradiso. Tuttavia è ovvio che non sia un paradiso assoluto: resta pur sempre un’entità statale, nonostante la forma confederata (che molti cercano sempre di annacquare anche là). In Svizzera, dal mio punto di vista, ci sono cotraddizioni anche molto grandi. Una di queste contraddizioni secondo me è la leva obbligatoria.

Dobbiamo capirci però. La Svizzera è rinomata per essere IL Paese neutrale per eccellenza. Questa sua neutralità però non è mai stata affidata alla bontà dei suoi vicini ma, al contrario, al suo esercito popolare. Ossia, neutralità armata: l’unica neutralità possibile.

Il fatto però di costringere i propri cittadini a servire per un periodo di tempo nell’esercito per difendere la neutralità svizzera è secondo me una coercizione inaccettabile in quanto lo stato, in pratica, ti sequestra rubandoti tempo ed energie. La leva obbligatoria è inaccettabile. Da un punto di vista di principio, se la popolazione ci tiene veramente a preservare la propria entità statale, non mancheranno di sicuro persone che, vuoi per ideali o per bisogno di lavoro o per entrambi, volontariamente entreranno nell’esercito. Io, per dire, non reputo accettabile nemmeno la leva obbligatoria in situazioni enormemente più calde (per usare un eufemismo) come in Israele. Anche lì, se gli israeliani ci tengono a preservare il proprio stato e il proprio diritto a esistere, un esercito senza la coercizione della leva si creerebbe comunque. Se questa volontà non c’è, non vedo allora perché si debba difendere la sopravvivenza di un’entità alla quale non si tiene.

Inoltre, il fatto che ci sia una libertà effettiva di comprare e possedere armi fa in modo che tutta la popolazione sia una sorta di esercito in potenza. La possibilità da parte di un cittadino di avere un’arma per difendersi è una sicurezza per la libertà di un popolo, non una minaccia come vogliono farci credere i proibizionisti. A dire la verità però il livello distruttivo raggiunto dagli armamenti moderni rende anacronistico l’ideale del cittadino-soldato che con il suo fucile si barrica in casa per sparare all’invasore. Ossia, basta schiacciare un bottone nucleare e ciao ciao interi stati. Tuttavia è sempre bene non sottovalutare, anche pensando a un’ottica interna di governi che degenerano, la deterrenza di una popolazione armata. In questa prospettiva, l’idea di compagnie private di difesa che operano al posto o anche a fianco dell’esercito è interessante, come scritto in questo post di Jinzo.

Tutto questo post per dire che il Gruppo per una Svizzera senza esercito ha presentato una iniziativa popolare per abrogare il principio della leva obbligatoria dalla costituzione. Nonostante parta da premesse che non condivido, cioè, da quello che ho capito io, un pacifismo sognante, sono d’accordo con l’iniziativa. Quindi, da Schweizliebhaber (spero sia corretto) quale io mi ritengo, auspico che alla fine prevalga il diritto del cittadino a non essere sequestrato dal proprio stato.

Moonlight shadow

Sembrerà incredibile ma c’è tantissima gente (proprio tanta) che crede che l’uomo non sia mai andato sulla Luna o che la prima volta che ci andò si sia trattato di una messinscena. Ce n’è talmente tanta che il mai troppo lodato Paolo Attivissimo si è visto costretto a scrivere un libro (gratuitamente scaricabile) per mostrare che i lunacomplottisti sono delle capre astrali.

Luna? Sì, ci siamo andati! ci prende per manina e, dopo una breve storia sulla corsa allo spazio, ci guida nel debunking delle cazzate lunacomplottiste. Questo libro però non serve tanto a far capire ai lunacomplottisti che vivono in una realtà parallela tutta loro, bensì a tutte quelle persone normali che magari per la scarsa informazione sono dubbiose o a quelle persone che, sfortuna loro, si trovano a dover parlare con un paranoico e hanno quindi il dovere morale di fare in modo che il lunacomplottismo non infetti anche i presenti alla discussione.

Un bel bravo! ad Attivissimo per questo libro utile e anche divertente!

Ai “lunacomplottisti”, a coloro che sono impermeabili a ogni argomentazione, già convinti di sapere tutto e con i quali è inutile discutere, dedico il mio compatimento, perché sono incapaci di gioire di un’avventura esaltante che è una delle poche imprese di pace per le quali il ventesimo secolo ha speranze di essere ricordato come qualcosa di più che un susseguirsi di guerre, devastazioni e genocidi.

Ma queste pagine non sono semplicemente una pedante confutazione di tesi eccentriche. Sono anche una celebrazione di un istante irripetibile. Perché ci saranno altri traguardi, altre missioni, altri atterraggi su mondi remoti, ma lo sbarco sulla Luna del luglio 1969 è e resterà sempre il primo contatto dell’uomo con un altro mondo. Sarà sempre il primo momento in cui l’umanità ha dimostrato, sia pure per un istante, di saper lasciare la propria fragile culla.

tratto da Luna? Sì, ci siamo andati!

 
 Canadians - Moonlight Shadow (Mike Oldfield cover) [3:22m]: Play Now | Play in Popup