La Svizzera relativamente a confronto con l’inferno italiano è un paradiso. Tuttavia è ovvio che non sia un paradiso assoluto: resta pur sempre un’entità statale, nonostante la forma confederata (che molti cercano sempre di annacquare anche là). In Svizzera, dal mio punto di vista, ci sono cotraddizioni anche molto grandi. Una di queste contraddizioni secondo me è la leva obbligatoria.
Dobbiamo capirci però. La Svizzera è rinomata per essere IL Paese neutrale per eccellenza. Questa sua neutralità però non è mai stata affidata alla bontà dei suoi vicini ma, al contrario, al suo esercito popolare. Ossia, neutralità armata: l’unica neutralità possibile.
Il fatto però di costringere i propri cittadini a servire per un periodo di tempo nell’esercito per difendere la neutralità svizzera è secondo me una coercizione inaccettabile in quanto lo stato, in pratica, ti sequestra rubandoti tempo ed energie. La leva obbligatoria è inaccettabile. Da un punto di vista di principio, se la popolazione ci tiene veramente a preservare la propria entità statale, non mancheranno di sicuro persone che, vuoi per ideali o per bisogno di lavoro o per entrambi, volontariamente entreranno nell’esercito. Io, per dire, non reputo accettabile nemmeno la leva obbligatoria in situazioni enormemente più calde (per usare un eufemismo) come in Israele. Anche lì, se gli israeliani ci tengono a preservare il proprio stato e il proprio diritto a esistere, un esercito senza la coercizione della leva si creerebbe comunque. Se questa volontà non c’è, non vedo allora perché si debba difendere la sopravvivenza di un’entità alla quale non si tiene.
Inoltre, il fatto che ci sia una libertà effettiva di comprare e possedere armi fa in modo che tutta la popolazione sia una sorta di esercito in potenza. La possibilità da parte di un cittadino di avere un’arma per difendersi è una sicurezza per la libertà di un popolo, non una minaccia come vogliono farci credere i proibizionisti. A dire la verità però il livello distruttivo raggiunto dagli armamenti moderni rende anacronistico l’ideale del cittadino-soldato che con il suo fucile si barrica in casa per sparare all’invasore. Ossia, basta schiacciare un bottone nucleare e ciao ciao interi stati. Tuttavia è sempre bene non sottovalutare, anche pensando a un’ottica interna di governi che degenerano, la deterrenza di una popolazione armata. In questa prospettiva, l’idea di compagnie private di difesa che operano al posto o anche a fianco dell’esercito è interessante, come scritto in questo post di Jinzo.
Tutto questo post per dire che il Gruppo per una Svizzera senza esercito ha presentato una iniziativa popolare per abrogare il principio della leva obbligatoria dalla costituzione. Nonostante parta da premesse che non condivido, cioè, da quello che ho capito io, un pacifismo sognante, sono d’accordo con l’iniziativa. Quindi, da Schweizliebhaber (spero sia corretto) quale io mi ritengo, auspico che alla fine prevalga il diritto del cittadino a non essere sequestrato dal proprio stato.